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19 Ott 2013

Tradizionalmente considerato simbolo di fecondità, il frutto del melograno è stato scelto dai coniugi Vicentini come auspicio di amore e segno di entusiasmo per il proprio lavoro. E parlando con Agostino e Teresa nella valle dei ciliegi di Colognola, dove si trova il loro casale, non è difficile percepirne lardente passione. Quella stessa passione che Agostino ha ereditato dal padre Francesco e che lo ha guidato nei quarantanni della sua attività di viticoltore. Lazienda di Agostino e Teresa, che si trova a due passi dal borgo di Colognola ai Colli, è un luogo ospitale, caldo e confortevole, con una rustica, ampia sala degustazione con il camino per linverno, una cantina storica ristrutturata nel 1934 che risale agli inizi del secolo scorso, e una tradizionale sala di appassimento sottotetto per la produzione del Recioto.

Ma Agostino è soprattutto un uomo di vigna. E la vigna di cui è innamorato è quella del Casale, che genera lomonimo cru di Soave Superiore. Si trova su un campo pianeggiante dietro la cantina, da cui si gode una meravigliosa vista sul castello di Illasi e la chiesa di Colognola, si estende per una superficie di 4,5 ettari a unaltitudine di 100 metri, gode di esposizione in pieno sud, ha un sistema di allevamento bipartito tra pergola veronese e guyot, e poggia le proprie radici su un terreno di origine vulcanica di medio impasto. Attenzioni particolari vengono date al controllo della distribuzione delle gemme e dei grappoli sulla pianta: «fondamentale», dice Agostino, «è il controllo della resa delluva: la garganega può dare il vino da tetrapak come la grande bottiglia». Nelle viti a pergoletta ci sono sei gemme per pianta per un totale di dodici grappoli, ridotti della metà con il diradamento. Una rigorosità che ha portato nel tempo il Casale a passare dalluvaggio (80% garganega e 20% trebbiano di Soave, vitigno in cui peraltro Agostino crede) alla purezza del monovitigno (garganega, naturalmente) e che non esclude scelte drastiche in vendemmia: il 2005, ad esempio, non è stato giudicato allaltezza per una vendemmia tardiva di qualità e il Casale non è stato prodotto. Le uve vengono raccolte durante lultima settimana di ottobre, mentre la vinificazione, in acciaio, contempla lunghe fermentazioni. Il Casale è un Soave che ha bisogno di un ascolto attento e di un assaggio a tappe, contraddistinguendosi per unevoluzione organolettica lenta e costante che ha lambizione di durare nel tempo, trovando il giusto incrocio tra polpa, morbidezza e salinità.

Se limmagine della melagrana rappresenta un simbolo propizio, questo dimostra il successo raggiunto in breve tempo dallazienda, ottenendo buoni livelli produttivi e qualitativi.

Agostino Vicentini ha ereditato dal padre Francesco 20 ettari di vigneto e in più la passione, lamore per la terra, i segreti del mestiere e lesperienza maturata nei 40 anni della sua attività. A tutto ciò Agostino, ha aggiunto la voglia di raggiungere nuove mete, cercando di ottenere sempre il meglio da una natura già assai generosa.

Ecco, quindi, nascere un Soave davvero speciale, ineguagliabile nei profumi e nel sapore che risulta pieno armonioso, leggermente mandorlato, ma soprattutto tipico. Merito anche del vigneto denominato Terre Lunghe dotato di un terreno di origine vulcanica che crea fragranza e decisione nei sapori dei frutti e da cui derivano le uve selezionate e diradate.

Oltre al vino Soave sopra illustrato, lazienda produce altre tipologie di vini tra cui il Valpolicella D.O.C e Superiore, in quantità limitata il Recioto di Soave D.O.C.G..

I prodotti sani non sono separati dal contesto, ma partecipano ad un obiettivo di salute non solo fisica verso unarmonia di valori dove la natura è la madre suprema.

 

Endris Tosi

Sommelier Professionista A.I.S. Responsabile vini per A.M.I.R.A. Sez. Venezia Collaboratore svolgimento corsi Aspiranti Maître. Campione Europeo Barman 1999

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