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29 Gen 2014

In poco più di tredici anni, i fratelli Cusumano si sono imposti nel panorama nazionale e internazionale come una delle cantine siciliane e italiane sempre più importanti e capaci di recitare un ruolo di primo piano. E ci sono riusciti con costanza, perseguendo una corretta programmazione e una strategia di espansione sapiente e rispettosa della qualità del frutto e dell’esaltazione del terroir siciliano. Dei terroir siciliani. Ma andiamo con ordine.

Siamo andati a trovare Cusumano presso la cantina di imbottigliamento situata alla periferia di Partinico, a una trentina di chilometri da Palermo. La cantina è stata costruita attorno alla Torre San Carlo, edificio del diciannovesimo secolo che dà il nome alla contrada.

Ci accoglie e ci guida Mayra Bina, che su occupa dell’accoglienza e delle visite in cantina. Cantina tra l’altro modernissima e autonoma dal punto di vista energetico. La cantina è infatti alimentata da un impianto a pannelli solari fotovoltaici.

Visitiamo assieme l’impianto d’imbottigliamento all’avanguardia, dove vengono confezionate le quasi 3 milioni di bottiglie prodotte; la barriccaia dove maturano molti dei vini provenienti dai diversi territori siciliani di produzione.

Vediamo quali. La Tenuta di Ficuzza, quasi 200 ettari nel comune di Piana degli Albanesi, ad oltre 700 metri sul livello del mare con suggestivi vigneti circondati dal bosco. Il territorio presenta grandi escursioni termiche tra notte e giorno e tra estate e inverno che permettono lo sviluppo dei profumi e la grande finezza nei vini. La Tenuta di San Giacomo a Butera, 140 ettari caratterizzati da terreni bianchi, calcarei e ricchi di minerali. Dotato di grande luminosità è il terroir ideale per la produzione di Nero d’Avola. La Tenuta di Presti a Pegni, 70 ettari situati tra Alcamo e Monreale, con terreni argillosi che conferiscono grande complessità ai vini che si contraddistinguono per il netto marchio mediterraneo. Infine i 15 ettari situati a Castiglione di Sicilia e a Verzella sull’Etna, territorio ormai noto nel mondo per la capacità delle sue vigne di produrre grandi vini; vino che i Cusumano devono ancora fare.
Ma il filo conduttore del gran lavoro svolto finora è la perseveranza con cui è stata perseguita la qualità in questi 13 anni, partendo dalla resa di soli 70 quintali per ettaro come soglia massima di produzione nei vigneti. E com’è noto, meno uva per pianta si produce, maggiore è la qualità che poi ritroviamo nel bicchiere di vino.

Quattordici le etichette prodotte da Cusumano: Mayra ci guida nella degustazione di una selezione di ben otto campioni.

Cubìa 2011, Vino Bianco IGP, fatto con uve Insolia in purezza, 12,5° alcolici (Tenuta di Ficuzza). Dopo la macerazione a freddo, il vino sosta per sei mesi in botti da 20 ettolitri sulle fecce. Di un bellissimo paglierino luminoso, il vino si caratterizza per la pulizia delle sue note floreali. Di spiccata acidità ma equilibrata, è un vino sottile e intrigante.

Angimbé 2012, Vino Bianco IGT, Insolia 70%, Chardonnay 30%, 13,5° alcolici (Tenuta di Ficuzza). Macerazione a freddo a 18-20° e successiva permanenza in acciaio sulle fecce fini per 4 mesi. Di colore tra paglierino e oro, è un vino che si caratterizza per le note fruttate al naso, la bocca per la sensazione fresco-sapida, il calore e il corpo.

Jalé 2011, Vino Bianco IGP, da uve Chardonnay in purezza, 14° alcolici (Tenuta di Ficuzza). Le uve vengono raccolte manualmente, la macerazione avviene a freddo e conservazione in barrique di rovere per sei mesi. Di un bellissimo colore paglierino carico, il vino sa di banana e vaniglia, erbe mediterranee con singolari note di cocco e cacao bianco. Grande la struttura.

Ramusa 2012, Vino Rosato IGT, fatto con uve Pinot nero al 100%, 13° alcolici (Tenuta di Ficuzza). Dopo la diraspatura, la macerazione dura per 24 ore a contatto delle bucce, permettendo al vino questa bellissima colorazione corallo. Al naso è floreale, nitidi i sentori di lampone. In bocca è freschissimo ma di buna struttura. Affina per sei mesi sulle fecce.

Benuara 2012, Vino Rosso IGP, Nero d’Avola 70%, Syrah 30%, 14,5° alcolici (Tenuta Presti a Pegni). Raccolta manuale svolta in momenti differenti a seconda delle uve (prima il Syrah). La fermentazione avviene a temperatura controllata a 26-28° con frequenti follature e rimontaggi, maolattica in acciaio e successivo affinamento per l’80% in acciaio e per il 20% in botti da 20 ettolitri. Di un bellissimo rubino scuro, il vino si caratterizza per note fruttate di ciliegia e more, toni speziati e un vibrante tannino in bocca. Buona la persistenza gusto-olfattiva.

Pinot nero 2009, Vino Rosso IGP, 13,5° alcolici (Tenuta di Ficuzza). Fermenta per 12 giorni, svolge la malolattica in legno e poi affina in barrique francesi per 8 mesi. Veste rubino, al naso note floreali e fruttate con nuance tostate e balsamiche. In bocca il tannino è ben presente ma setoso e la lunghezza fa ritornare le note fruttate. Di lunga prospettiva.

Sàgana 2009, Vino Rosso IGP, fatto con uve Nero d’Avola, 14° alcolici (Tenuta di San Giacomo). La macerazione avviene a temperatura controllata a 28-30° per due settimane circa, la malolattica in botti da 20 ettolitri dove il vino sosta per ulteriori 12 mesi. Di un bellissimo rubino scuro, il vino sorprende per ricchezza e concentrazione. Si caratterizza per profumi di frutti rossi e neri maturi, spezie e erbe aromatiche mediterranee. Anche in questo caso siamo in presenza di un vino di grande struttura ed eleganza.

Noà 2010, Vino Rosso IGP, Nero d’Avola 40% Merlot 30%, Cabernet Sauvignon 30%, 14,5° alcolici (Tenuta Presti a Pegni). La fermentazione avviene a temperatura controllata a 28-30° per un paio di settimane, la malolattica in carati di rovere dove successivamente il vino affina per 12 mesi. Rubino scuro, il vino sprigiona sentori fruttati, speziati ma anche vegetali, cacao e liquirizia nel finale lunghissimo. Colpisce per la l’enorme struttura, per il tannino e l’alcol che trovano il giusto equilibrio nonostante la gioventù del campione. Vino in grado di attraversare il tempo.

Ringraziamo la gentile Mayra e andiamo via soddisfatti da una realtà che dovrebbe essere l’emblema della Sicilia buona. Buonissima la qualità media dei vini provenienti da terroir così diversi.
Giornata indimenticabile

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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