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04 Apr 2015

Quante volte vi capita di essere incuriositi da un vino a causa dell’etichetta o del nome della cantina? Succede a tutti, anche a me. Stavolta mi sono chiesto il perché la famiglia Spiniello abbia deciso di chiamare Crypta Castagnara la propria cantina! 

La risposta è semplice, la loro sede è a Grottolella, nella provincia di Avellino, un paese di circa 1000 anime nel bel mezzo dell’Irpinia. Cosa c’entra? Il comune anticamente era chiamato nel XII secolo Crypta Castagnaria (Grotta Castagnara) e da lì ovviamente deriva il nome di quest’azienda che francamente non conoscevo.

La produzione inizia in un periodo non ben precisato, pare che la famiglia Spiniello faccia da sempre vino! Il “vino di Cardone” lo chiamavano così a causa del soprannome del trisavolo Domenico ed è per questo che il cardo è l’emblema dell’azienda.

L’annata che fa da spartiacque ufficiale è quella del 1997 con commercializzazione nel 1998 col marchio Crypta Castagnara: ora sono un’azienda.

Marilena Spiniello è l’amministratrice, Sergio il factotum al quale si affianca una consulenza enologica in alcuni mesi dell’anno.

Ci sono stati momenti difficili: la congiuntura economica, annate sfortunate; ma passione ed olio di gomito hanno aiutato la cantina a rialzare la testa lasciandosi tutto alle spalle.

Dal 2015 Gennaro Brevetti è entrato a far parte della famiglia in qualità di responsabile commerciale! E’ innamorato del potenziale di questa realtà e descrive con estremo attaccamento ogni dettagli rispondendo col sorriso ad ogni domanda. “Nonostante io sia irpino non avevo mai assaggiato il vino di Sergio prima di settembre 2014, ma è stato amore a prima vista! Avevo in mente l'idea di collaborare una "piccola" cantina Irpina, dopo averne visitate alcune ho deciso che Crypta Castagnara sarebbe stata la mia compagna di viaggio ed ora eccomi qui!

Producono Fiano, Falanghina, Greco, Aglianico, Taurasi; 7 ettari di proprietà, 60.000 bottiglie.

Ho avuto l’opportunità di assaggiare il Taurasi del 2008, colore granato, profumi di tabacco, ciliegia, frutti di bosco, prugna, pepe nero, chiodi di garofano e liquirizia; al palato ha struttura ed equilibrio; tannino fine ed elegante, il prezzo, a mio avviso, fa sorridere.

Ho degustato anche il Cretazzo, aglianico 2008, granato, si sentono la viola, il ribes ed i frutti di bosco; ha una buona struttura ed è di piacevole bevuta, anche qui il prezzo è davvero conveniente.

Infine voglio parlarvi della “chicca” o meglio dell’esperimento: Fiaba, proprio come la storia di questa famiglia, 600 bottiglie di Fiano che restano 6 mesi in barriques, minerale, affumicato, acido e pronto ad invecchiare serenamente…non svelo altro.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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1 commento

  • Alessandro Sabato, 30 Maggio 2015 Link al commento
    Alessandro

    Bell'articolo, sono irpino e ho bevuto qualche volta i vini cryptacastagnara devo dire che sono davvero eccellenti....non è un marchio conosciutissimo ma si batte bene con nomi altisonanti. ..quel cretazzo da voi degustato è il mio aglianico preferito ed ha un rapporto qualità prezzo senza eguali. Complimenti a voi per aver dato voce ad una cantina sconosciuta ai più ma che regala emozioni con i suoi vini....Prosit.

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