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23 Mar 2014

Cataldi Madonna, una delle più belle realtà vitivinicole d’Abruzzo si trova nei pressi di Ofena, nel cosiddetto Forno d’Abruzzo. E’ un piccolo altopiano a forma di anfiteatro situato appena al di sotto del Calderone, il ghiacciaio più meridionale degli Appennini. Questa particolare posizione della cantina fa sì che l’aria che spira dalla montagna rinfreschi le torride giornate estive, quando si superano i 40°C, favorendo escursioni termiche molto favorevoli per lo sviluppo degli aromi nelle uve.

L’azienda è situata territorialmente in un’enclave abruzzese che storicamente è stata legata alla dinastia dei Medici. Inizia a produrre vino negli anni ’20 del ventesimo secolo, ma imbottiglia da poco meno di quarant’anni grazie ad Antonio Cataldi Madonna, il padre dell’attuale proprietario. I quasi 30 ettari di vigneto sono ubicati a circa 400 m s.l.m. e sono condotti coltivando in prevalenza uve  autoctone quali Montepulciano, Pecorino e Trebbiano che in questa zona esprimono le loro migliori peculiarità. Per una produzione che si attesta attorno alle 250.000 bottiglie.

Presso l’enoteca Trimani di Roma abbiamo così incontrato Luigi Cataldi Madonna, accademico di filosofia richiamato ad una terra in cui ha creduto fortemente ormai da un quarto di secolo. Assieme a lui, l’enologo Lorenzo Landi, consulente dell’azienda e fautore delle vinificazioni in riduzione.
E con loro abbiamo degustato un campione rappresentativo della produzione aziendale composto da 5 splendidi vini:

  1. Il Pecorino Giulia 2013;
  2. Il Pecorino 2011;
  3. Il Cerasuolo d’Abruzzo 2013;
  4. Il Montepulciano d’Abruzzo Malandrino 2012;
  5. Il Montepulciano d’Abruzzo Tonì 2010.



Vediamoli in dettaglio.
1. il Pecorino Giulia è stato dedicato alla figlia di Luigi che si appresta ad entrare in azienda. È prodotto da un vigneto di recente impianto (soltanto una dozzina d’anni) con densità di 5.000 ceppi per ettaro e con una resa di 80 q/ha. In cantina viene effettuata una criomacerazione a temperature prossime agli 0°C per consentire la migliore estrazione degli aromi. L’uva pecorino è ricca di sostanze del gruppo dei mercaptani che, vinificando le uve in riduzione – quindi in assenza di ossigeno – vengono trasferiti nel vino caratterizzandolo sotto il profilo gusto-olfattivo. Il vino si contraddistingue per profumi di agrumi, pompelmo, frutto della passione, fiore di ginestra ed erbe aromatiche. Al gusto una sferzata fresco-sapida lascia pulito il cavo orale. Vino da antipasti o da preparazioni a base di pesce.

2. il Pecorino dell’annata 2011, a differenza del Giulia, è prodotto da vigne di quasi 25 anni, con densità d’impianto di 2.600 ceppi per ettaro e una resa di soli 60 q/ha. La criomacerazione e la vinificazione in ambiente ridotto sono molto simili a quelle seguite per la produzione del precedente campione. Quindi il vino sosta per svariati mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. Il profilo del prodotto si caratterizza per la presenza di note più profonde e minerali che con il tempo vireranno verso toni di idrocarburi. Vino importante che accompagna molto bene piatti di mare altrettanto importanti, come ad esempio un rombo in crosta di patate.

3. il Cerasuolo d’Abruzzo è il vino della tradizione abruzzese per definizione. Sottoposto a  criomacerazione, fermenta a 15 – 18°C a contatto con le bucce per alcune ore, prima della separazione del mosto dalle stesse. Dal tipico colore cerasuolo cristallino, al naso percepiamo sentori di frutta rossa, fragola, lamponi; quindi un finale floreale di rosa abbastanza persistente. In bocca risalta l’acidità che rende il vino particolarmente adatto ad essere servito a tutto pasto. A mio avviso si sposa bene con l’untuosità delle fritture.

4. il Montepulciano d’Abruzzo Malandrino è fatto con uve provenienti da più vigneti impiantati in diverse epoche e con varie densità per ettaro. L’obiettivo perseguito è stato quello di produrre un grande Montepulciano d’Abruzzo in purezza che non fosse condizionato da alcun affinamento in legno. Infatti, dopo quasi tre settimane di macerazione e dopo aver svolto la malolattica, il vino matura in cemento e acciaio prima di essere imbottigliato. Il vino che nasce nel ’97 in blend con un 25% di Cabernet Sauvignon, nel tempo viene prima limitato alla sola uva del Montepulciano, poi abbandona definitivamente l’uso del legno. Oggi questo Montepulciano si fa apprezzare per un fruttato nitido, con chiare note di visciola e amarena assieme a sbuffi di viola, caffè e interessanti sentori balsamici. In bocca si caratterizza per una facilità di beva mai banale che lo rende assolutamente adatto ad accompagnare un intero pasto della cucina abruzzese.

5. il Montepulciano Tonì, chiamato così in onore del padre del produttore, è un vino di profilo più elevato e austero. Le basse rese per ettaro in vigna garantiscono un frutto di qualità molto elevata, qualità che poi ritroviamo nel vino. In cantina, dopo la prima settimana di fermentazione tumultuosa, il mosto è sottoposto a una macerazione lenta ancora per 20 giorni circa con numerosi rimontaggi. Dopo la svinatura il vino affina in barrique di primo, secondo e terzo passaggio per 12 mesi e per ulteriori 18 in bottiglia. Al naso percepiamo profumi eleganti e profondi, dove le note speziate e balsamiche prevalgono sul fruttato in confettura. All’esame gustativo colpisce la finezza del tannino e la viva freschezza che fanno presagire una lunga vita a questo vino, che mostra una persistenza e una struttura decisamente importanti. Vino che può accompagnare piatti tipici a base di cacciagione.


Saluto Luigi ringraziandolo per le emozioni che ha reso possibili con i suoi vini, ripromettendomi di lasciare traccia del nostro incontro.


Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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