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24 Mag 2014

Un buon napoletano non può non conoscere la storia della propria terra, sulla quale tanti popoli hanno deciso di impiantare i propri regni lasciando grandi tracce del loro passaggio.
Territorio, arte, paesaggi mozzafiato e una cultura unica.
Tutte queste cose sono anche cardini di Cantine Astroni, storica realtà Napoletana nata alle pendici del cratere degli Astroni, storica riserva di caccia borbonica oggi Riserva Naturale Statale gestita dal WWF Italia.
Le eruzioni vulcaniche non sono certamente un fenomeno con quale non è facile convivere neanche per la “Daktulosphaira vitifoliae”, insetto dal nome impronunciabile, meglio conosciuto come fillossera, parassita che, proveniente dal nuovo mondo, attaccò i vitigni francesi nel 1863 fino ad arrivare anche all’estremo sud dell’Italia anni dopo.

Questa “fortuna” ha permesso quindi di conservare antichi vitigni a piede franco, come ad esempio la Falanghina flegrea ed il Piedirosso, cardini dell’azienda Astroni.
I terreni vulcanici dei Campi Flegrei sono ricchi di tufi, ceneri, pomici, lapilli, e microelementi che conferiscono alle uve e quindi ai vini da esse prodotti sapori ed aromi straordinari che, se sapientemente orchestrati, si sprigionano al naso ed alla bocca esprimendo il potenziale di questo fantastico territorio.
Dunque terreno fertile per le viti, non adatto alla fillossera, ma culla di quest’azienda che da quattro generazioni riempie i calici di tante persone.

Nel 1891 Vincenzo Varchetta decise che avrebbe fatto della sua passione per la produzione di vino il business di famiglia; ma fu grazie al duro lavoro del figlio Giovanni, appena tornato dalla seconda guerra mondiale, a far decollare il sogno paterno.
“Don Giovanni” resta un personaggio storico del proprio quartiere, Pianura, motivo di vanto ed orgoglio averlo conosciuto.
Una persona che certamente non dimentichi, così come non è andata persa la sua passione e dedizione trasferita a figli e nipoti che oggi continuano a portare avanti la cantina con la tradizione sapientemente mescolata con l’innovazione tecnologica.

Due linee di vini portano la storica etichetta:
la linea selezione dei bianchi (Colle Imperatrice, Strione, Cratere Bianco), cinque rossi (Gragnano, Rais, Cratere Rosso, Colle Rotondella, Tenuta Camaldoli), il rosato Astrorosa e gli spumanti Astro Extradry e Brut, prodotti da uve 100% falanghina ed affinati con metodo sur lie in acciaio e legno per alcuni mesi.
La linea tradizione invece si articola in bianchi (Falangos, Lacryma Christi Bianco) e cinque rossi (Gragnano, Lettere, Per’ e Palummo, Gragnano, Aglianico e Lettere).
Vini borbonici frutto di un territorio che da tanto a questa cantina che ricambia prontamente valorizzandolo e promuovendo anche eventi culturali.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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