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27 Mag 2014

Ferghettina non può più essere considerata una sorpresa. Dobbiamo ormai parlare di cantina affermata, di uno dei principali riferimenti della Franciacorta e dei suoi pregiati vini.
L’azienda nasce agli albori degli anni ’90 dello scorso secolo e si sviluppa per 130 ettari sparsi in nove comuni della denominazione, sulle assolate colline che si affacciano sul lago Sebino. Pian piano l’azienda cresce sviluppando la sua offerta Franciacorta di qualità assieme ai vini fermi (Curtefranca) stilisticamente molto ben fatti.

La nuova cantina si estende per una superficie complessiva di 6.000 metri quadrati circa. I locali principali sono quelli dedicati al ricevimento delle uve e alla pressatura delle stesse. Quindi troviamo la cantina di fermentazione dei mosti e il magazzino di stoccaggio dei vini in lavorazione, la cantina di conservazione delle bottiglie durante la presa di spuma e dell’affinamento sur lies del Franciacorta. Poi la barriccaia, i locali d’imbottigliamento, dove avviene la sboccatura e il magazzino del vino finito.

Abbiamo provato la gamma dei Franciacorta. Le uve, vengono raccolte manualmente a metà agosto e sottoposte alla pressa pneumatica in modo soffice. Durante la vinificazione vengono separati i mosti in due categorie: soltanto il mosto fiore, che ha le caratteristiche migliori e che proviene dalle uve più pregiate, viene utilizzato per la produzione dei Franciacorta. Le uve provenienti dai differenti vigneti vengono vinificate separatamente e questa divisione viene mantenuta fino alla primavera successiva alla vendemmia. La fermentazione alcolica viene svolta in vasche di acciaio a una temperatura controllata compresa tra 16 e18 °C.
In primavera, dopo scrupolosi assaggi, le diverse partite di vino vengono assemblate nelle diverse cuveè e imbottigliate per la presa di spuma dei Franciacorta.
Ve ne raccontiamo tre.

Franciacorta Milledì Brut 2008

Il Franciacorta Milledì è contenuto nella caratteristica bottiglia a base quadrata. Non si tratta solo di pura estetica, bensì di una innovazione tecnica che facilita e migliora l'attività dei lieviti. La bottiglia è infatti brevettata: in Franciacorta, a dispetto del nome, non ci si limita ad imitare la Francia, ma si cerca di andare oltre e fare meglio. Dopo la presa di spuma, il vino riposa sui lieviti per 36 mesi. Blanc de blanc (Chardonnay in purezza), appare di color giallo paglierino brillante con riflessi oro verde e presenta un perlage fine e persistente. In bocca avvertiamo eleganti note agrumate e minerali con caratteristici sentori di lievito e crosta di pane. Molto buona la persistenza gusto-olfattiva.


Franciacorta Extra Brut 2007

L’Extra-Brut 2007, appena sboccato, sosta ben 72 mesi sui lieviti. Fatto in prevalenza con uve Chardonnay (con un 20% di Pinot Nero), si presenta con una veste lucente color giallo dorato, brillante grazie a bollicine fini, numerose e molto persistenti. Aromi molto intensi e complessi di frutta matura, ananas, vaniglia, zafferano, frutta candita e mandorla nel finale. Ottimo l’equilibrio gustativo tra morbidezza, componente fresca ed effervescenza. Lunga la persistenza in bocca con ritorni retronasali di frutta esotica e ancora mandorla amara.


Franciacorta Pas Dosè Riserva 33 2006

Trentatré” indica che il vino proviene per un terzo dal vino base dell’Extra-brut, un terzo da quello del Satèn e un terzo dal Milledì. Prodotto con uve Chardonnay in purezza, questa grande riserva resta sui lieviti per almeno 80 mesi, quando l’autolisi dei lieviti consente il liberarsi nel vino di componenti aromatiche uniche. Di colore giallo oro brillante, presenta un finissimo perlage, fatto di bollicine molto numerose e persistenti. Al naso si caratterizza per l’estrema eleganza con raffinate note di frutta matura ed esotica, sentori di pane tostato, miele, nocciole, toni vegetali e di erbe aromatiche. In bocca la scia minerale resta molto a lungo, con una nitida retrolfazione di tostatura e ancora minerale.


Restiamo colpiti per l’ottima fattura che dimostrano questi vini. E andiamo via convinti che la qualità dei prodotti degustati e la perizia con cui sono fatti sono il miglior viatico per il futuro di questa cantina. Non più soltanto emergente.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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