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04 Apr 2014

Da buon abruzzese del Nord (Teramo) adoro il Montepulciano di Pepe e delle aziende che concorrono a far conoscere l’unica Docg regionale Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, ma devo ammettere che i vini dell’Azienda Pasetti di Francavilla (Ch) , sono davvero buoni, fatti bene e rispettosi della tradizione.


La cantina, nel corso degli anni, si è estesa nell’entroterra abruzzese, trovando il suo habitat ideale a Pescosansonesco (550 m s.l.m.) ai piedi del Gran Sasso d’Italia,
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e a Capestrano.


Un territorio seducente, ricco di storia, arte e tradizioni, condizionato da un clima particolarmente favorevole alla viticoltura, con alte escursione termiche, ventilato, con un terreno che passa dall’argilloso-calcareo al ricco di scheletro e con sottosuolo roccioso.

La scelta di Mimmo Pasetti, negli anni sessanta, di trasferire i vigneti nella zona interna della regione fu una scelta di ecosostenibilità per far crescere e maturare le uve in armonia con il territorio, con quote tra le più alte in assoluto (550 metri) dove le condizioni pedoclimatiche permettono il non utilizzo di prodotti sintetici e antiparassitari. Il tutto dettato da un unico principio a cui Mimmo si è sempre ispirato. ”Il vino non si fa in cantina, si fa in campagna, se siamo bravi possiamo solo conservare la peculiarità del frutto. Da un’uva buona si può fare un buon vino da una cattiva mai”.


Solo vitigni autoctoni, a partire dal Pecorino, vitigno riscoperto dal 2000, di antica origine, ricco di sostanze aromatiche, equilibrato,  con tenore alcolico da rosso e giusta acidità, passando per il Montepulciano, il Trebbiano e il recupero di antichi vitigni da tempo abbandonati: Il Moscatello di Castiglione e la Campolese, un particolare clone appenninico di Passerina su 40 ettari di terreno vitato.


L’azienda è cresciuta nel corso degli anni fino ad arrivare a produrre circa 500 mila bottiglie con venti dipendenti, un agronomo, due enologi e un consulente esterno. L’idea, comunque e quella di rimanere su questi livelli, per un mercato prevalentemente regionale che assorbe il 70% del prodotto lasciando il restante 30% ai mercati esteri, Europa in primis seguito da Stati Uniti, Asia e paesi emergenti come Perù e Albania. Diverse le linee di produzione tra cui la linea Pasetti, la linea Oro, la Linea Capestrano, la Linea Top e la Storica Linea Testarossa che prende il nome da nonna Rachele, soprannominata “cocciarosce” per il colore dei capelli.


Linea che esprime  forza, eleganza e tipicità, valori che sono stati tramandati nel tempo, con amore e passione e che ritroviamo nel Montepulciano Testarossa, vino storico dell’Azienda. Un rosso intenso, dai sentori nitidi di amarena, tabacco dolce ed liquirizia. Vino di struttura, giustamente tannico e persistente, in perfetto equilibrio dopo due anni di legno. Ottimo abboinamento con gli Arrosticini di Pecora o meglio ancora con la Pecora alla Callara.

Pasquale Testardi

Testardi Pasquale (55 anni) Sommelier Ais dal 2006 diplomato presso AIS delegazione di roma.

Esperenzia di collaborazione per degustazioni presso ristorante l'Accademia del Gusto di Mentana (RM). Corsi di Introduzione al vino Elaborazioni di Carte dei vini per Ristoranti e Wine Bar.

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