Toolbar
Scopriamo chi ha lavorato al vino

Raccontare di Gianni Masciarelli e della sua Azienda significa raccontare la rinascita del vino in Abruzzo.
Significa raccontare delle autobotti che piene di Montepulciano risalivano lo stivale per rinforzare i vini del nord poveri di colore e struttura.
Significa parlare di un uomo che, insieme a pochi altri produttori, ( in primis Valentini e Pepe ) hanno sempre creduto fortemente nel proprio territorio e alle potenzialità dei vitigni tradizionali abruzzesi, puntando senza mezzi termini, sulla qualità.
Grazie a questi pionieri è stato possibile assistere al Miracolo-Abruzzo.

“Il vino a denominazione di origine controllata «Frascati», anche nella tipologia «Spumante», deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale: Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco,Trebbiano toscano,Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. Le altre varieta' di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%...” Così recita il disciplinare che regola la produzione del vino Frascati , vino vanto della regione laziale, per molti secoli insostituibile sulle tavole della nobiltà romana. L’etimologia della parola Frascati è da ricondursi probabilmente ad un elogio alla freschezza delle sue acque, oppure affonda le sue origini nella parola “frasca”, che secoli fa rivendicava agli abitanti del luogo il diritto di tagliare alberi ed arbusti. Ciò che è certo è l’entusiasmo dei produttori che nel corso degli anni è stato tale da rivalutare le varietà tipiche quasi dimenticate come la Malvasia del Lazio ,che veniva spesso sostituita con quella di Candia, resitente alle malattie ma di qualità inferiore , oppure l’interessante Bellone, impiegato spesso nella produzione dello spumante.

Tradizionalmente considerato simbolo di fecondità, il frutto del melograno è stato scelto dai coniugi Vicentini come auspicio di amore e segno di entusiasmo per il proprio lavoro. E parlando con Agostino e Teresa nella valle dei ciliegi di Colognola, dove si trova il loro casale, non è difficile percepirne lardente passione. Quella stessa passione che Agostino ha ereditato dal padre Francesco e che lo ha guidato nei quarantanni della sua attività di viticoltore. Lazienda di Agostino e Teresa, che si trova a due passi dal borgo di Colognola ai Colli, è un luogo ospitale, caldo e confortevole, con una rustica, ampia sala degustazione con il camino per linverno, una cantina storica ristrutturata nel 1934 che risale agli inizi del secolo scorso, e una tradizionale sala di appassimento sottotetto per la produzione del Recioto.

La Cantina di Soave è la più antica realtà consortile non solo di Soave, ma di tutto il Veneto. Nasce nel 1898 in via Roma, nel 1930 conta 115 soci, che diventano 434 nel secondo dopoguerra per arrivare ai 2200 attuali. Una storia più che centenaria che arriva all’attuale assetto produttivo lungo diverse tappe: nel 1962 con la realizzazione del nuovo stabilimento di vinificazione in viale Vittoria, cui si aggiunge nel 1994 il nuovo sistema di imbottigliamento che si estende su 12.000 metri quadrati; nel 1996 avviene la fusione con la Cantina di Cazzano di Tramigna, dove oggi si trova il centro di appassimento per la produzione dell’Amarone; nel 2003 con l’inaugurazione della cantina di Borgo Rocca Sveva in via Covergnino a Soave, attivo dal 2001; nel 2005 con l’incorporazione della Cantina di Illasi; e nel 2008 con l’acquisizione della Cantina di Montecchia.

Non è facile recensire una Cantina Cooperativa soprattutto quando si producono più di dodici milioni di bottiglie.
Spiegare come fa una Cantina con 900 soci, radicata in Abruzzo dal 1960 a proporre vini corretti, dal buon rapporto qualità/prezzo comprese alcune eccellenze  può sembrare una impresa impegnativa.

Se parliamo di Tollo (Chieti) parliamo di vino.
Fin dai tempi dei romani questo territorio era noto per la produzione vitivinicola.
Posto a ridosso dell’adriatico sulle dolci colline argillose che guardano il mare e anticipano il massiccio della Maiella i cui venti freschi, assicurano, una escursione termica benefica per i filari di Montepulciano e Trebbiano.

Pagina 6 di 6

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino