Toolbar
Scopriamo chi ha lavorato al vino

Cataldi Madonna, una delle più belle realtà vitivinicole d’Abruzzo si trova nei pressi di Ofena, nel cosiddetto Forno d’Abruzzo. E’ un piccolo altopiano a forma di anfiteatro situato appena al di sotto del Calderone, il ghiacciaio più meridionale degli Appennini. Questa particolare posizione della cantina fa sì che l’aria che spira dalla montagna rinfreschi le torride giornate estive, quando si superano i 40°C, favorendo escursioni termiche molto favorevoli per lo sviluppo degli aromi nelle uve.

L’azienda è situata territorialmente in un’enclave abruzzese che storicamente è stata legata alla dinastia dei Medici. Inizia a produrre vino negli anni ’20 del ventesimo secolo, ma imbottiglia da poco meno di quarant’anni grazie ad Antonio Cataldi Madonna, il padre dell’attuale proprietario. I quasi 30 ettari di vigneto sono ubicati a circa 400 m s.l.m. e sono condotti coltivando in prevalenza uve  autoctone quali Montepulciano, Pecorino e Trebbiano che in questa zona esprimono le loro migliori peculiarità. Per una produzione che si attesta attorno alle 250.000 bottiglie.

Il sole ha già scaldato l’aria di questa mattinata invernale quando partiamo per la nostra gita in Langa, la compagnia è quella giusta: quattro amici legati dalla passione per il buon vino.
Ad attenderci in azienda c’è Maura, responsabile della cantina, che con il suo sorriso ci da il benvenuto, ci troviamo in CASCINA SARIA in località Riofreddo, appena fuori dal borgo medioevale di Neive (CN).

Iniziamo la visita alla zona di produzione e mentre camminiamo tra i tini usati per la fermentazione e l’affinamento dei vini, Maura ci racconta di come nel 1970 è nata, e successivamente si è sviluppata, questa azienda, ci racconta dell’impegno e le attenzioni che ogni anno ci vogliono per produrre sempre vini di alta qualità, facendo attenzione alle richieste di mercato ma senza mai snaturare il proprio prodotto.

In poco più di tredici anni, i fratelli Cusumano si sono imposti nel panorama nazionale e internazionale come una delle cantine siciliane e italiane sempre più importanti e capaci di recitare un ruolo di primo piano. E ci sono riusciti con costanza, perseguendo una corretta programmazione e una strategia di espansione sapiente e rispettosa della qualità del frutto e dell’esaltazione del terroir siciliano. Dei terroir siciliani. Ma andiamo con ordine.

Siamo andati a trovare Cusumano presso la cantina di imbottigliamento situata alla periferia di Partinico, a una trentina di chilometri da Palermo. La cantina è stata costruita attorno alla Torre San Carlo, edificio del diciannovesimo secolo che dà il nome alla contrada.

Ci accoglie e ci guida Mayra Bina, che su occupa dell’accoglienza e delle visite in cantina. Cantina tra l’altro modernissima e autonoma dal punto di vista energetico. La cantina è infatti alimentata da un impianto a pannelli solari fotovoltaici.

Visitiamo assieme l’impianto d’imbottigliamento all’avanguardia, dove vengono confezionate le quasi 3 milioni di bottiglie prodotte; la barriccaia dove maturano molti dei vini provenienti dai diversi territori siciliani di produzione.

L’Italia terra da sempre vocata alla coltivazione della vite grazie anche a condizioni pedoclimatiche favorevoli, offre uno scenario veramente vantaggioso per colture di qualità. Molte cantine infatti, mosse da passione e caparbietà, rivalutano dei territori spesso purtroppo dimenticati, come accade per la cantina vitivinicola Monte Somma Vesuvio. Sempre legati alle meravigliose radici di provenienza, misero a vite dei terreni abbandonati immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio. Giuseppe Campanile nonchè fondatore dell’azienda, capì che questi territori sottovalutati erano in realtà fertili e capaci di donare dei vini di pregio ancora oggi. La nascita dell’azienda rappresenta dunque una significativa valorizzazione di questo terroir e di quei vitigni autoctoni messi nel dimenticatoio. Nicola Campanile titolare dell’azienda, ci lascia un’interessante intervista, dove spiega il lavoro che svolgono per tenere sempre alta la qualità dei vini e l’onore di questo paese chiamato “Pollena Trocchia”. Dalle risposte che ci sono state date, traspare anche una grande energia e soddisfazione di chi, nonostante tutto, riesce a realizzare un’azienda vitivinicola solo con le proprie forze.

La famiglia Antinori appartiene di diritto all’aristocrazia del vino mondiale.
Il Marchese Piero Antinori e le sue figlie Albiera, Alessia ed Allegra rappresentano la ventiseiesima generazione di una azienda a conduzione familiare. Dal 1385 ha saputo fondere l’attaccamento alle tradizioni di un territorio con le dimensioni di una grandissima realtà vitivinicola, capace di produrre 20 milioni di bottiglie in 1700 ettari di vigneto nei quattro angoli del pianeta.

Incontriamo l’azienda vinicola Bellicoso, emergente realtà dell’astigiano, che si trova nella frazione di Molisso di Montegrosso d’Asti. La storia inizia soltanto nel 2003, quando Antonio Bellicoso, enologo che da 15 anni aveva condotto la professione di tecnico agrario, decide di smettere il lavoro di consulente per iniziare quello di agricoltore. Così trasforma l’azienda dei genitori nell’attuale cantina, ubicata in una zona ricca di vigne tra le vocate per la produzione di vino piemontese.
Antonio Bellicoso, un sognatore innamorato della natura, capace di plasmarla al suo volere ma di assecondarla al tempo stesso. Che ha seguito personalmente gli scassi, gli squadri, l’impianto di ogni singolo tralcio di vite. Che durante la fermentazione si ferma di notte in cantina accanto alle vasche, per sentire ogni gorgheggio e ribollio del mosto.
Un grande vino non può nascere che da grandissime uve. Non può non nascere che da una grande passione, un grande amore per tutto ciò che si fa: ma questo è tanto più vero quando esiste il contatto vero e diretto tra l’uomo e il suo prodotto.

 

Antonio, quanti ettari vitati conduci?
L’azienda comprende circa 4 ettari di vigneto

In percentuale, quale composizione del vigneto per vitigno?
In linea di massima, l'80% del vigneto è costituito dalla barbera e il 20% dalla freisa: comunque i vini che sono prodotti da me sono sempre e assolutamente figli al 100% del nome che portano in etichetta.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino