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02 Ott 2014

Fiano Minutolo di Albano Carrisi abbianoto ad un piatto a base di pesce

Molti piatti hanno un sapore che varia non solo a seconda degli ingredienti , del cuoco e della ricetta, cambiano gusto anche per i ricordi che vi son dentro e per i posti dove vengono assaporati.
Sin da piccolo ho avuto l’hobby della pesca in apnea, così nella casa al mare di Procida andavo gironzolando in acqua tutti i giorni.
Pesci, molluschi e “frutti di mare”: a mani vuote non si tornava mai!
Procida è l’isola meno conosciuta del golfo di Napoli, ma ha una bella storia e dei paesaggi unici.
Il talento di Mister Ripley, Francesca e Nunziata e soprattutto il Postino di Massimo Troisi sono alcune delle pellicole che hanno trovato nei magnifici scenari dell’isola la location ideale per le loro scene.
La Corricella, Terra Murata, il “Carbonchio” sono solo alcuni dei posti da vedere.
Ricordi di infanzia rendono per me questo posto unico.
Purtroppo il fondale marino di questo posto è stato alterato dai vivai di tonni posizionati al largo dell’insenatura del Carbonchio, un brutto esempio “all’italiana”, politica, imprenditoria cinica e miope, mancanza di attaccamento per la propria terra, ne parlò anche la trasmissione Report ,non voglio dilungarmi, questa, come direbbe Carlo Lucarelli, “è un’altra storia”.
Ad ogni modo la quantità di plancton, gli escrementi dei tonni, il pesce surgelato dato in pasto ai pesci d’allevamento o la scellerata raccolta di “cozze” ha fatto sì che questo mitile che prima popolava la costa sia sparito.
Dalla rimozione dei vivai magicamente piccole cozze cominciano a ricomparire e la vegetazione sta pian piano ritornando quella che era.
Non amo molto le cozze, le mangio solo qui.

Quest’anno nonostante i miglioramenti non ci sono ancora esemplari di dimensioni tali da poter condire il nostro fantastico spaghetto.
Decido così di andare in cerca, con mio padre, lo chef, di un posto dove la costa sia più “fertile”.
Armato di remo e canoa arrivo fino alla punta che precede la Corricella, ok il posto è giusto!
Le cozze di Procida non sono mai state molto grandi, ma il loro gusto è eccellente.
Ne prendiamo un po’, come gentile dono di Nettuno, senza esagerare, prima di tutto mi hanno insegnato rispetto per il mare ed i suoi frutti (ed anche moderata paura, la dose giusta insomma).
Giusto l’occorrente per il nostro spaghetto.
Una bella remata, quattro chiacchiere, zero inquinamento!
Puliamo le cozze a mare sfregandole sullo scoglio, venti scalini e siamo a casa e il frutto delle nostre fatiche è in pentola (quanti possono fare una cosa simile?!?!)

Ingredienti per 5 persone:

  •   Cozze
  •   500gr di spaghetti
  •   5-6 pomidori “ro piennl”
  •   Un aglio
  •   Olio
  •   prezzemolo
  •   Sale (se necessario e quanto basta)
  •   Pepe


Cozze in pentola senza ne’ acqua ne’ sale.
Le facciamo aprire e saranno loro stesse a darci un bel po’ di liquido.
Appena tutte si saranno aperte cominciamo a sgusciarle e pulirle dal cirro, una volta finito filtriamo l’acqua “biancastra” che abbiamo in pentola con una garza (non esiste utensile degno di assolvere a questo compito come la garza, vista la sua maglia estremamente fine che permette di togliere tutti i sedimenti sgraditi)
Mentre scrivo penso che mio padre m’ammazzerebbe se sapesse che sto rivelando la sua ricetta, ma io so che sol lui può renderla così buona; ad ogni modo voi provate a batterlo!
Prendete 5-6 pomodorini “ro piennolo” tagliateli in due parti, i pomidori non devono essere troppi “non stiamo facendo la pasta al sugo” servono solo a dare profumo ed addolcire quello delle cozze.
In una padella versiamo abbondante olio e 9 spicchi d’aglio divisi in due, si avete capito bene “perché il pesce si cucina con olio e aglio!”.
Una volta rosolato l’aglio, cercate di trattenere la fame ed aggiungete i pomodorini.
Aggiungiamo poi del prezzemolo, che insieme ai pomidori proviene dal nostro orticello, e lasciamo appassire assieme alle cozze sgusciate ed all’acqua filtrata che abbiamo conservato.
Il tocco finale? Una spruzzata di pepe nero appena tritato.
Bastano giusto 5 minuti.
Peccato non poter allegare profumi al testo!
L’abbinamento col vino è un frutto di un dolce obbligo!
L’unico bianco che ci è rimasto è il “Fiano Minutolo” di Albano Carrisi; curioso che non ci sia il fiano campano nella nostra dispensa!
Il Fiano Minutolo è un vitigno raro, un bianco molto profumato proveniente dal Salento.
E’ stato riscoperto da poco, ma tanti credono ancora che sia il medesimo Fiano campano!
Nulla di più sbagliato, un vino dagli aromi molto più pronunciati tanto da guadagnarsi, per alcuni, l’appellativo di Gewurztraminer del sud.
Colore giallo paglierino intenso, sentori di frutti chiari maturi: mela, pesca, albicocca ed ananas.
In bocca ritroviamo gli stessi aromi arricchiti dal profumo di salvia ed un gusto morbido ed avvolgente.

Un vino buono ad un costo più che accessibile.
Tutto sommato c’è andata bene!
Il piatto di oggi ha un valore unico, perché in altri posti non avrebbe lo stesso gusto”
In pochi istanti di preparazione potrete gustarvi il vero sapore dell’estate, come cantava Al Bano con Romina “acqua di mare negli occhi miei” !

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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