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03 Set 2014

Il curry verde Thai è un delizioso preparato thailandese, che viene utilizzato per condire e aromatizzare molte preparazioni a base di carni e di verdure. Il curry verde è un concentrato di spezie e aromi, alcuni dei quali difficilmente reperibili in commercio. Motivo per cui, per preparare il piatto abbiamo utilizzato la pasta di curry verde già pronta, facilmente reperibile nei negozi etnici o nei supermercati dotati di reparto merceologico dedicato.
Abbiamo deciso di preparare il pollo al curry verde, servito assieme al riso basmati, e l’abbiamo abbinato ad un grande merlot italiano: il Montiano 2004 della cantina Falesco, la storica azienda vinicola della famiglia Cotarella.

 

Ingredienti utilizzati per 4 persone:

  •     4 etti di riso Basmati;
  •     2 petti di pollo per un peso di 400 g circa;
  •     2 cucchiaini di curry verde Thai;
  •     450 ml di latte di cocco;
  •     Olio extra vergine d’oliva;
  •     Sale e un pizzico di pepe.

PREPARAZIONE:
Il piatto è molto semplice da preparare. Bisogna tagliare il pollo a cubetti e farlo rosolare a fiamma viva in un wok, nell’olio extravergine d’oliva per alcuni minuti. Aggiungere quindi la pasta di curry verde e il latte di cocco e continuare la cottura della carne a fuoco lento. Attendere che la carne cuocia nel latte di cocco che addensa, mentre la preparazione assume la tipica colorazione che dona il curry verde. Al termine della cottura (10’ circa), salare e pepare moderatamente (la salsa di curry è già molto saporita).

Il piatto va servito unitamente al riso, cotto nel frattempo in acqua bollente.

Il pollo al curry verde Thai al riso presenta le seguenti caratteristiche gusto-olfattive:

  •     riso: leggera aromaticità e tendenza dolce;
  •     pollo: succulenza intrinseca e indotta percetti bile, struttura abbastanza percettibile
  •     curry verde: aromaticità, speziatura e persistenza gusto-olfattiva molto percetti bili.

La preparazione si caratterizza principalmente per l’aromaticità, per la speziatura e per la notevole persistenza gusto-olfattiva (PGO). Anche la succulenza della preparazione e quella dovuta alla masticazione è un elemento da tenere in debita considerazione.

Il Montiano è prodotto interamente con uve Merlot coltivate nell’alto Lazio al confine con l’Umbria. La densità degli impianti è di circa 4200 ceppi per ettaro e le rese sono molto basse (45 q/ha). Dopo la fermentazione alcolica in acciaio inox per 20 giorni circa, sosta per un anno in barrique e altri nove mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. E rimanere ancora per molti anni nella mia cantina. Tra l’altro il 2004 è stata un’ottima annata.
Di colore rubino cupo con orlo mattone, al naso avvertiamo un ampio ventaglio aromatico: subito profumi terziarizzati, eterei, con uno speziato in evidenza. Quindi note di tabacco, di confettura di prugna e mentolate. Vino intenso e complesso.
In bocca impressiona per la sontuosa eleganza: colpisce l’equilibro tra componete fresco-tannica e l’alcol molto ben dosato (13,5%). Il tannino è finissimo, di gran classe; bella la morbidezza. La persistenza lunghissima con evidenti ritorni balsamici.
Ma com’è andato l’abbinamento tra il pollo e il vino?

L’aromaticità, la speziatura e la persistenza gusto-olfattiva della preparazione si sposano benissimo con l’intensità, la morbidezza e persistenza aromatica intensa del vino. La buona struttura del cibo è ben sostenuta da quella altrettanto percettibile del merlot. Infine, la succulenza della preparazione, oltre a quella dovuta alla masticazione, è ben contrapposta alla capacità di “asciugare” dell’alcol, ben presente nel nostro vino.
A mio avviso l’abbinamento è riuscito. E noi godiamo di questo bellissimo connubio cibo-vino che ci dona sensazioni di grande armonia.

Al termine della presentazione ufficiale del concept del Padiglione del Vino Italiano ad Expo 2015, che si è tenuta a fine luglio a Roma presso lo Spazio Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni, ho incontrato Riccardo Cotarella, titolare della cantina Falesco. Ho colto l’occasione per raccontargli che avrei recensito l’abbinamento del Pollo al curry verde Thai con il suo splendido Montiano 2004. Gli ho quindi chiesto che cosa ne pensasse: “Il Montiano 2004 ha ancora delle vibrazioni ..”. Quindi ha aggiunto “Sì, potrebbe funzionare”.
Sarebbe bello se Riccardo Cotarella intervenisse direttamente, per raccontarci di persona che qual è la sua idea in merito.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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