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21 Dic 2018

Abbiamo organizzato una bellissima cena-degustazione a Palermo, un incontro "Sicilia-Piemonte" tra grandi vini della tradizione piemontese e piatti gourmet della cucina siciliana e non solo: presso il ristorante Ozio Gastronomico di Palermo sono stati di scena i vini dell’Azienda di Neviglie di Roberto Sarotto.

La cena è cominciata versando nei calici un Asti secco, vino spumante metodo Charmat prodotto con uve Moscato, adatto ad accompagnare aperitivi e antipasti, davvero molto profumato. Un vino ancora troppo poco conosciuto, frequentemente confuso con il veneto Prosecco, con cui ha in comune soltanto il residuo zuccherino (è un extradry con 17 grammi/litro di zucchero). Poi è toccato al Langhe Arneis, un vino che si caratterizza per profumi floreali e fruttati e la notevole spalla fresco-sapida, molto adatto a detergere il cavo orale specie dopo aver mangiato cibi untuosi. Terzo vino il Gavi di Gavi Bric Sassi da uve Cortese, un vino che risulta più morbido rispetto al precedente, che gioca su note fruttate contando anche su una bella acidità. Si passa quindi al rosato Rosae da Nebbiolo in purezza, vino di grande struttura, freschezza e versatilità.

I quattro vini – tutti del millesimo 2017 tranne il Moscato secco che è senza annata – sono stati abbinati in un gioco di assonanza e contrasti ad una selezione di fritture e predinner, proposte che hanno trovato il giusto contraltare soprattutto nella freschezza dei vini proposti. Il match più importate è stato quello fra pizza e vino, con assaggi delle rivisitazioni siculo-campane da forno e da frittura.

Abbiamo proseguito con lo Chardonnay Puro 2015, vino che fermenta in barrique nuove dove sosta per otto mesi assieme alle fecce fini prima della svinatura. Uno Chardonnay molto strutturato, che si caratterizza per le note di frutta gialla matura ed esotica, oltre che per i sentori speziati di vaniglia e cannella. Di sicuro uno degli Chardonnay più importanti del Paese. Come sesto vino è stata proposta la Barbera d'Alba superiore Elena 2015, bellissima interpretazione di Barbera che affina per 12 mesi in barrique. Abbiamo già incontrato e ampiamente descritto questa Barbera che prende il nome della figlia di Roberto. Con queste due etichette sono stati proposti degli assaggi di primi, con bottarga e uova di pesce.

Quindi sono stati serviti due Barbaresco: Il Currà Riserva 2012, cru del comune di Neive, Barbaresco d’impostazione tradizionale che sosta 24 mesi in botte grande; e il Gaia Principe 2014, altro cru di Neive, d'importazione moderna, affina per 12 mesi in barrique. Vino che, come la Barbera Elena, abbiamo già incontrato raccontando un altro abbinamento cibo-vino. Chiude il Barolo Briccobergera 2013, ancora un cru, questa volta del comune di Novello – siamo ora nel comprensorio del Barolo – che sosta per 30 mesi in botte grande, dunque un Barolo d’impostazione tradizionale come il Barbaresco Currà. Con questi tre grandi vini della tradizione del Piemonte e famosi in tutti il mondo sono stati proposti un assaggio di filetto di cavallo e selezioni di salumi e formaggi siciliani e non.

La cena si è conclusa con una grappa fatta con la distillazione di vinacce di Moscato siciliano, grappa fatta in Sicilia.

Che cosa aggiungere? È difficile trovare le parole più appropriate per descrivere la bellezza del momento vissuto, oltre che l’armonia degli abbinamenti cibo-vino proposti. La prelibatezza delle preparazioni culinarie è stata condivisa da tutti i commensali, ed è stata garantita anche alla bontà delle materie prime utilizzate. Per non parlare della straordinaria qualità media della selezione dei vini di Roberto Sarotto proposti per la cena.

L’incantesimo creato dagli abbinamenti è stato il filo conduttore dell’intera serata, esperienza vissuta che ci porteremo dietro a lungo.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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