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Quando il vino sa di tappo

Quel sentore di muffa, carta bagnata, che viene definito sentore di tappo, ci arriva quando stappiamo una bottiglia, è dovuta ad una momentanea perdita delle capacità olfattive del nostro naso

Il sughero del tappo, proveniente dalla quercia suber, si è imposto fin dal diciassettesimo secolo per tappare le bottiglie per via della sua impermeabilità ai liquidi e aigas, della sua elasticità e della sua comprimibilitá.

Chimicamente inerte, inalterabile all'aria, il tappo in sughero rimane ancora la migliore soluzione per conservare il vino in bottiglia.

Il gusto di sughero,simile a quello del legno, proviene da composti aromatici naturali legati ad alcuni sugheri e ai loro trattamenti, lavaggio ed essiccazione.

Dal due al cinque per cento delle bottiglie presentano un " gusto di tappo "più o meno pronunciato.

Azienda Agricola Vicentini

in Cantine
il: 19 Ottobre 2013

Tradizionalmente considerato simbolo di fecondità, il frutto del melograno è stato scelto dai coniugi Vicentini come auspicio di amore e segno di entusiasmo per il proprio lavoro. E parlando con Agostino e Teresa nella valle dei ciliegi di Colognola, dove si trova il loro casale, non è difficile percepirne lardente passione. Quella stessa passione che Agostino ha ereditato dal padre Francesco e che lo ha guidato nei quarantanni della sua attività di viticoltore. Lazienda di Agostino e Teresa, che si trova a due passi dal borgo di Colognola ai Colli, è un luogo ospitale, caldo e confortevole, con una rustica, ampia sala degustazione con il camino per linverno, una cantina storica ristrutturata nel 1934 che risale agli inizi del secolo scorso, e una tradizionale sala di appassimento sottotetto per la produzione del Recioto.

La Cantina di Soave è la più antica realtà consortile non solo di Soave, ma di tutto il Veneto. Nasce nel 1898 in via Roma, nel 1930 conta 115 soci, che diventano 434 nel secondo dopoguerra per arrivare ai 2200 attuali. Una storia più che centenaria che arriva all’attuale assetto produttivo lungo diverse tappe: nel 1962 con la realizzazione del nuovo stabilimento di vinificazione in viale Vittoria, cui si aggiunge nel 1994 il nuovo sistema di imbottigliamento che si estende su 12.000 metri quadrati; nel 1996 avviene la fusione con la Cantina di Cazzano di Tramigna, dove oggi si trova il centro di appassimento per la produzione dell’Amarone; nel 2003 con l’inaugurazione della cantina di Borgo Rocca Sveva in via Covergnino a Soave, attivo dal 2001; nel 2005 con l’incorporazione della Cantina di Illasi; e nel 2008 con l’acquisizione della Cantina di Montecchia.

Questo è il periodo dell’anno per degustarli al meglio.
Sto parlando dei vini rosati, croce e delizia dell’enologia italiana.
Rappresentano una piccola fetta del mercato e sono ingiustamente considerati vini di serie B, sebbene facciano parte della tradizione del nostro territorio.
Sono da sempre presenti sulle tavole degli italiani, dai rosati del Salento da uve Negroamaro ai Cerasuoli d’Abruzzo da uve Montepulciano.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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