Il Trentino Alto Adige è una regione meravigliosa sotto ogni punto di vista: paesaggi verdi e sconfinati che diventano bianchi in inverno, clima rilassato e fuori dallo stress della vita cittadina e persone ospitali.

Nel mio ultimo soggiorno in zona ho deciso di pernottare nel fantastico Hotel Panorama: un posto meraviglioso, “inondato di luce” ed immerso nel verde. Si trova nel paese di Termeno, patria del Gewurztraminer, nella parte sud dell’Alto Adige. Una camera enorme, una grande terrazza su interminabili vitigni, saune ed ogni comodità oltre che gentilezza abbinate ad una prima colazione mai vista per quantità, qualità ed assortimento.

 

Alto Adige, terra di confine e di vigneti. Terra che si contraddistingue da molto tempo per un comparto vitivinicolo caratterizzato da un sistema associativo molto evoluto. Qui le cantine sociali riescono a coniugare le esigenze spesso contrapposte dell’elevatissima qualità dei vini prodotti e del reddito garantito ai soci conferitori.

In questo contesto emergono alcune cantine private, molte a conduzione familiare. Una di queste è Elena Walch, nome della titolare dell’omonima azienda ormai nota in Italia e all’estero, azienda che con 55 ettari di vigneto coltivato in regime di elevata sostenibilità, oltre a una cantina tecnologicamente avanzata ed ecocompatibile, ha certamente contribuito alla rivoluzione qualitativa dell’Alto Adige.

I vini di Elena Walch devono rispettare un basilare principio: essere cioè l’espressione del proprio terroir, quindi del territorio in cui è prodotto, nonché del clima caratterizzato dalle grandi escursioni termiche e delle attività necessarie alla sua produzione. Ogni vigneto deve essere condotto rispettando le proprie peculiarità in modo tale che possa essere lasciato in eredità alle prossime generazioni. Arricchimento del suolo con sostanze organiche e residui del legni di potatura, rinuncia all’uso di erbicidi, estensione delle pratiche della coltivazione biologica, defogliamento e antagonismo biologico per il contrasto dei parassiti: sono soltanto alcuni dei principi adottati in azienda nella conduzione della vigna in un’ottica di rispetto e di tutela dell’ambiente.

Il Gewurztraminer è senza dubbio uno dei vini simbolo del trentino, il suo nome deriva dal paese al quale vengono ricondotte le origini del vitigno: Tramin o Termeno. Letteralmente Gewurztraminer vuol dire vino speziato del paese di Tramin.
Oltre al Trentino il vitigno viene coltivato in Valle d’Aosta, Alsazia (probabilmente piantato da tedeschi), Austria, Germania (specie nelle zone di Baden e Palatinato), resto della Francia e Stati Uniti; recentemente c’è stato chi ha provato ad impiantarlo in Molise.

Il vitigno assume nomi diversi in giro per il mondo:

  • In Germania è noto come Roter Traminer
  • In Solvenia lo chiamano Traminac
  • Liwora, Pinat Cervena e Drumin sono i nomi diffusi in Repubblica Ceca e Slovacchia
  • In Bulgaria è indicato come Mala Dinka
  • Rusa in Romania



Le donne del vino sono sempre di più, sempre più importanti. Non faccio altri nomi per non scontentare nessuno, soprattutto Elisabetta Foradori, di cui vi parlerò oggi, che meriterebbe molte più parole di quelle che riuscirò a dedicarle oggi.

Ero al Vinitaly, nell’area dedicata a ViViT, quando qualcuno, intromettendosi in una degustazione, a cospetto di signori vini prodotti seguendo degli specifici criteri, chiede un Solaris; la reazione di chi si occupava dello stand è educata, decisa ma elegante “Non trattiamo Solaris e spero che nessuno in questa sala ne abbia; è un vitigno artificiale”: Foradori, ci piace.

Adesso vi presento " DAMIAN "

Damian è un Traminer Aromatico D.O.C. prodotto da Tenuta Kornell; quello che andrò a degustare è stato prodotto nel 2012.
Il vino si presenta visivamente brillante di un bel giallo dorato e consistente nel calice con archetti ravvicinati tra loro e lenta lacrimazione.

Al naso arriva intenso, oserei dire ampio e di qualità fine, decisamente franco, aromatico, speziato, floreale e fruttato.
Tra i descrittori troviamo i tipici sentori del Gewurztraminer gli speziati chiodi di garofano, pepe, cannella, noce moscata, i profumi floreali di rosa, lavanda e ginestra accompagnati da un fruttato di agrumi pompelmo, lime e frutti esotici di litchi e ananas maturo.

La ricetta di oggi è stata “trafugata” da un ristorante dove sono solito andare a mangiare, specie per cene di lavoro.
Una sera, dopo una delle solite giornate alle prese con l’intenso ritmo di lavoro, una telefonata allieta il tempo libero: Angelo un amico di Università ri-abbracciato per pura coincidenza l’anno scorso, scoprendo che , dopo anni in cui ci eravamo persi, il lavoro ci aveva ri-uniti affidandoci alla stessa città!
“Aperitivo assieme?” Perfetto!
Causa il mio ritardo Angelo decide che piuttosto che fare un aperitivo sarebbe più opportuno cenare!
Ok! E’ andata! Quattro passi e siamo da Giampaolo!
Siamo a dieta entrambi per cui la scelta ricade sulle insalatone, molto abbondanti, offerte da questo ristorantino semplice ma elegante a portata di passeggio.

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