Lo “spunto” di conservare il vino sott’acqua è probabilmente stato dato dal ritrovamento di un relitto a largo del mar Baltico; il prodotto, dopo 170 lunghi anni, risultava ancora bevibile ed aveva conservato molte delle caratteristiche che aveva in origine.

Tra gli Champagne ritrovati c’era anche una produzione di Veuve Clicquot Ponsardin, che decise di “affondare” nuovamente i suoi vini spumanti, stavolta di proposito, per crearne un prodotto esclusivo, invecchiato in modo anomalo (ed ovviamente venderlo ad un prezzo maggiorato). Il progetto si chiamava “A cellar in the sea”, una cantina nel mare, predisposta proprio dove fu rinvenuto il relitto e nella quale furono conservate bottiglie classiche e magnum di Vintage Rosè millesimato 2004 e Demi Sec.

Per effettuare un trasporto delle nostre bottiglie di vino dal Supermercato o Enoteca verso casa consiglio di dotarsi di un trasportino in plastica rigida con manico per evitare seccanti e dispendiose rotture di vetro.
Una volta a casa la conservazione del vino dipende dalla tipologia e dal tempo di utilizzo del vino stesso.
Il modo di conservare in vino varia a seconda della tipologia e del tempo che intercorre tra l’acquisto e quando prevediamo di berlo.
Ad esempio se abbiamo in programma una cena la sera stessa dell’acquisto ed intendiamo far bere ai nostri ospiti Prosecco, Champagne, Franciacorta o altri spumanti su antipasti o oltre pietanze l’ideale è conservarli in frigorifero ad una temperatura costante di 4° che ci consentirà di versare il vino alla temperatura ideale di 6-8°.

Alzi la mano chi non ha mai comprato il vino all’ipermercato!

Che sia Ipermercato, Supermercato o negozio specializzato, il modo in cui viene trasportato, stoccato ed esposto il vino influenza molto ciò che finirà nel nostro bicchiere e talvolta alcuni comportamenti “pericolosi” potrebbero vanificare l’ottimo lavoro in vigna ed in cantina.
Ovviamente i problemi di conservazione si amplificano quanto più è il tempo che una bottiglia resta a scaffale!
Purtroppo nella GDO (Grande Distribuzione) e nella DO (distribuzione organizzata) si è spesso poco attenti a questi aspetti ed un incauto compratore può imbattersi in un acquisto infelice!

 

Quando il vino sa di tappo

Quel sentore di muffa, carta bagnata, che viene definito sentore di tappo, ci arriva quando stappiamo una bottiglia, è dovuta ad una momentanea perdita delle capacità olfattive del nostro naso

Il sughero del tappo, proveniente dalla quercia suber, si è imposto fin dal diciassettesimo secolo per tappare le bottiglie per via della sua impermeabilità ai liquidi e aigas, della sua elasticità e della sua comprimibilitá.

Chimicamente inerte, inalterabile all'aria, il tappo in sughero rimane ancora la migliore soluzione per conservare il vino in bottiglia.

Il gusto di sughero,simile a quello del legno, proviene da composti aromatici naturali legati ad alcuni sugheri e ai loro trattamenti, lavaggio ed essiccazione.

Dal due al cinque per cento delle bottiglie presentano un " gusto di tappo "più o meno pronunciato.

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino