Mi è capitato di recente di leggere una lista delle “100 cantine che lavorano meglio”, comprendo che non sia semplice fare un elenco simile, come si giustificava l'autore rispondendo ad alcuni commenti; ma, prima di fare una catalogazione di questo tipo, bisognerebbe spiegare i parametri delle scelte. Sono certo che l'intento sia stato ben diverso dall'offendere qualcuno, ma ho trovato la cosa anche irrispettosa per chi si rompe la schiena tra le viti e nelle cantine, ed anche per alcune bistrattate regioni. Tra queste c’era il Lazio, zero cantine all’attivo nella lista!
Non voglio far polemica né cominciare a fare nuove liste differenti, dico solo la mia: sono contro questo tipo di elenchi; ed aggiungo che oggi mi va di ri-parlare di una eccellente e coraggiosa cantina laziale, quella di Marco Carpineti.

Mentre parlavo con la figlia di Marco Carpineti e degustavo i loro vini, mi si avvicina un ragazzo giovane, che avrà avuto circa vent’anni; simpatico e semplice sembra capirne un po’ troppo per essere un semplice appassionato. L’occhio mi cade sulle sue mani, presentano quei graffi, quei bozzi e quelle escoriazioni tipiche di chi si da’ da fare in campagna. A quel punto gli pongo la classica domanda e con un accento laziale mi dice di essere il figlio del proprietario della Cantina Stefanoni e mi invita ad assaggiare i loro vini.

Casale della Ioria - Cesanese del Piglio DOCG Riserva Superiore 2011 Torre del Piano

Le Cantine Casale della Ioria di Anagni sin dall'inizio del Novecento hanno portato avanti la coltivazione e vinificazione delle varietà tipiche della Ciociaria, zona a sud di Roma che, per il microclima particolarmente favorevole e la posizione strategica ha sempre fatto della coltivazione dell'uva e delle olive una delle maggiori fonti di reddito.
I terreni dell'azienda sono divisi in due parti, la prima, 21 ettari nel comune di Anagni di terreni argillosi, ospita la coltivazione del Cesanese base Campo Nuovo, Cesanese Tenuta della Ioria, il blend Tres e una parte di Passerina; i restanti 17 ettari si trovano fra Acuto e Piglio a 400 metri sul livello del mare, e sono terreni per lo più vulcanici a base calcarea, riservati alla produzione di parte della Passerina, del l’Olivella e del Cesanese Riserva Torre del Piano, di cui parliamo oggi.

L'azienda Marco Carpineti sorge a Cori, a sud di Roma e appartenente alla famiglia da diverse generazioni. Marco, l'attuale proprietario, dal 1994 ha adottato metodi produttivi biologici

Attualmente l’azienda conta una quarantina di ettari a vigneto con esposizione sud sud-ovest in località Capolemole, Pezze di Ninfa e Valli San Pietro con terreni di origine vulcanica ricchi di scheletro e tufo, che donano una forte componente minerale a tutti i vini.
E’ qui vengono coltivati il Bellone, l'Arciprete Bianco e due varietà di uva Greco tra i bianchi e, tra i rossi, il Montepulciano, il Cesanese e il Nero buono di Cori di cui vi proponiamo l'assaggio.

Il Manti 2010 è un vino bianco laziale da uve Chardonnay, fatto nella Tenuta Ronci di Nepi, un vino davvero poco pubblicizzato. Non lo conoscevo prima della settimana scorsa quando ho aperto la bottiglia che conservavo in cantina. E siccome sono rimasto veramente colpito dalla sua importanza, adesso ve lo racconto.

La Tenuta Ronci di Nepi si trova nella bassa Tuscia, a ridosso della riserva naturale del parco della Valle del Treja. L’azienda iniziò l’attività una trentina di anni fa conducendo un paio di ettari di vigneto: oggi gli ettari vitati superano la ventina, in continua lenta crescita.

La zona è prevalentemente collinare, con un clima che favorisce gli sbalzi termici, sia tra le stagioni che tra notte e giorno. In genere, infatti, la temperatura tende ad essere fredda d'inverno e calda d'estate. Il Manti viene prodotto da uve coltivate a circa 400 metri sul livello del mare con un’ottima esposizione a sud-est.
Il territorio è di origine vulcanica, con un elevato contenuto di argilla e tufo. Parliamo di una tipologia di terreno particolarmente adatto per la coltivazione dell’uva. Il sistema di allevamento della vite è il Cordone Speronato, con una densità d’impianto di 4000 ceppi per ettaro. La resa per ettaro delle uve è particolarmente contenuta, non superando i 60 quintali.

Se vi trovate a Roma, dopo una giornata tra monumenti e musei non fatevi mancare un appuntamento con un dei cibi da strada più goduriosi in assoluto.

Il filetto di Baccalà in Pastella.
Diversi sono i ritrovi, dalla romanità più autentica, vere istituzioni, dove tra uno sfottò e una risata aspettate il vostro turno per farvi servire, avvolto nella carta paglia, un Filettone di Baccalà croccante e dorato fritto all’istante dentro padelloni d’olio bollente.

Sceglietevi una delle tante Piazzette che si aprono alla vostra vista e gustatevi il vostro filetto.
Vi sembrerà di essere sul set “Del Marchese del Grillo” e non fatevi mancare di accompagnare questa leccornia, nei pressi ci sono parecchie Enoteche, con un buon vino in abbinamento potreste acquistare “Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone dell’Azienda Trappolini di Viterbo. Piacevolmente fresco e sapido dalla mineralità avvolgente con chiari echi di pesca gialla è perfetto per mitigare l’untuosità del filetto e aprirvi ai piaceri di una cucina romana non raffinata ma ricca di sapore e di storia.
Se invece,una volta a casa volete provare a riproporre ai vostri amici questo pezzo di Street Food eccovi la ricetta:

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