Storie di coraggio, Farinetti in giro tra cantine, calici e racconti di produttori italiani

Ho comprato il libro “Storie di coraggio – 12 incontri con i grandi italiani del vino” senza neanche aprirlo e con un po’ di scetticismo che, confesso, speravo venisse dimostrato dalla lettura del testo; mi aspettavo la solita “zuppa radical chic” nonostante la mia stima per Oscar Farinetti.

Cominciamo proprio da lui: Oscar Farinetti. Imprenditore italiano di grande successo, ex proprietario della catena Unieuro e fondatore di Eataly.
Oscar è figlio di partigiano, lo ripeterà fino alla nausea durante il libro, il comandante Paolo, fondatore proprio di Unieuro.

Dopo la vendita di quest’ultima ha deciso di puntare su un settore dove l’Italia è da sempre fortissima ma dove nessun grande imprenditore aveva mai puntato nel modo in cui ha fatto lui: il cibo.
Eataly è un fenomeno globale che  fa bene all’immagine del nostro paese e delle realtà regionali sia all’interno del territorio dello stivale che fuori, qualità, assortimento e marketing.
Oscar però non ha fatto solo questo ma ha puntato anche sul vino, non solo rivendendolo nella sua catena, ma anche acquisendo alcune cantine e rimettendole a nuovo.
I nomi? Serafini & Vidotto, San Romano a Dogliani, Fontanafredda, Borgogno, Le vigne di Zamò, Agricola Brandini ed altre.
Iniziative importanti per Oscar figlio di partigiano e promotore di Vino Libero da additivi, packaging costosi ed inquinanti ed altri inutili fronzoli.

Oscar mette subito le mani avanti “scrivendo di non essere uno scrittore”, dicendo di essere un tipo semplice e di limitarsi a “scrivere come parlo” ed a “fare il narratore”; in realtà ai nostri occhi appare un grandissimo comunicatore. Egli si colloca abilmente a livello dell’italiano medio, amante del vino ma non esperto, parla in modo semplice, scherza ed ironizza su di sé e sugli altri e talvolta alcune cose sembrano dette da un sempliciotto a caso; in realtà di tanto in tanto il suo ego straripa e confessa la “strategia” dietro le sue conversazioni e lascia trapelare il fatto di essere lui l’abile guida del discorso.

Al suo fianco la sua segretaria, Simona Milvo, ed un esperto di vino e gastronomia italiana, Shigeru Hayashi, presidente anche di Eataly Japan.
Il ruolo di Shigeru è preciso e serio, complementare rispetto a quello di Oscar, animatore ed “umano” tanto da tracannare il vino come il più comune dei nostri commensali!
Il giapponese ad ogni incontro degusta 5 vini (uno offerto dal produttore, gli altri 4 portati dagli ospiti) e consiglia gli abbinamenti con le opportune pietanze.

La Fontana di Trevi è certamente tra le più note fontane al mondo, progettata da Nicola Salvi, è stata inaugurata nel 1735.
Resa ancora più celebre da Anita Ekberg nel film “La Dolce Vita” di Fellini, dove l’attrice, in una famosa scena, chiama Marcello Mastroianni nella fontana: “Marcello… come here” .
La costruzione del monumento è collegata a quella dell’acquedotto Vergine, nel periodo dell’imperatore Augusto.

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