Potrebbe capitare che un appassionato consumatore di vino, non espertissimo, si imbatta in calici di varie forme e misure trovandosi nel bel mezzo di un labirinto.
L’obiettivo di questo numero della nostra guida è fornire il “filo d’Arianna” ed evitare scelte sbagliate e/o brutte figure con i commensali.

Iniziamo, innanzitutto, con il bicchiere per l’antipasto.
In genere, vengono accompagnati da vini con bollicine, Franciacorta metodo Classico, Champagne o Prosecco di Valdobbiadene, comunque vini secchi adatti per stuzzichini salati tipo scaglie di Parmigiano, Salumi o mozzarelline etc.
Il bicchiere perfetto è la Flute.
Molti lettori si staranno chiedendo come mai non la classica “coppa da Champagne” tanto cara a Luigi XV e Madame de Pompadour sul seno della quale tale bicchiere sarebbe stato modellato (o secondo altri a Luigi XVI e sua moglie Maria Antonietta o per altri ancora al popolo Inglese).

Questo calice valorizza molto bene il Perlage (catenelle di bollicine ) e la bocca stretta convoglia al naso i profumi che questi vini sprigionano; favorendo anche la risalita delle bolle e concentra prolungando così l’effervescenza..
Lo stelo sottile permette una impugnatura agevole ed evita il riscaldamento di questi vini che, ricordiamo, devo essere serviti ad una temperatura tra i 6°-8°.

 

Vini di ghiaccio: questo il termine in italiano con il quale si definisce una particolare tipologia di vino da dessert prodotto in quantità limitata vista la bassa resa e le innumerevoli difficoltà nelle fasi di raccolta e vinificazione.
Nella maggior parte dei vini fermi dolci il grappolo viene attaccato dalla Botrytis Cinerea, per gli Icewines, invece, la concentrazione zuccherina è dovuta al congelamento dell’acqua presente nell’acino.
La vendemmia viene fatta generalmente tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, esclusivamente a mano e durante la notte o le prime ore mattutine.

L’Ambra liquefatta che vien dal mare.

Sono seduto davanti al tavolo della mia cucina. Saranno 20 minuti buoni che mi son perso a fissare una bottiglia totally black.

È li, fra un cavaturaccioli vecchia maniera e un calice di vino dozzinale che si salva solo per il colore; un giallo un pò spento, appena percettibile, che alla bisogna non mi dispiacerà sacrificare (mi son stancato di comprare bicchieri di valore, quelli rotti e ancora mezzi pieni tendono a formare figure astratte sul muro e i mosaici di cocci e frammenti sul pavimento, per quanto apprezzabili, sono esempi d’arte aleatoria e hanno il solo difetto di sparire con un colpo di scopa).

Quando l’aspettativa è tanta, e l’attesa non viene ripagata, faccio alla maniera dei Russi… Negl’anni ho dovuto imparare l’ardua disciplina dell’autocontrollo. Nei locali, gesti di tale risma non vengono accolti con entusiasmo, non di sovente.

Nessuno fremito, sono come paralizzato. Non ho il coraggio di aprirla quella bottiglia.

Il Sauternes un vero e proprio miracolo della natura, che si compie a cinquanta chilometri a sud della francese Bordeaux.

In questo panorama suggestivo scorre il fiume Ciron, piccolo affluente della Garonna,  che senza dubbio svolge un ruolo fondamentale per questo prezioso passito. La temperatura delle acque infatti funge da mitigatore climatico sviluppando foschie serali che si alternano alla umidità mattutina e al clima caldo pomeridiano.

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