Vini piemontesi

Tutto sulla produzione di vino di qualità ed eccellenza piemontese. Degustazioni e descrizione dettagliata dei principali vini della regione.

Quando si arriva da Paolo è sempre come tornare a casa.
Sia per chi lo conosce da anni, sia per chi giunge alla sua azienda per la prima volta, quando valichi la soglia della sua cantina percepisci subito quella tipica sensazione di familiarità ed accoglienza che solo la società contadina sa ancora trasmettere.

Dinamico ed attento produttore di vini tipici del territorio piemontese, la sua azienda è uno splendido esempio di equilibrio tra innovazione produttiva e rispetto delle tradizioni. Siamo a Vinchio (AT) nel cuore della zona produttiva della Barbera d’Asti DOCG, le strette colline ed i ripidi pendii fanno da casa ideale per questo vitigno che affonda le sue origini nella memoria storica di questo territorio.
L’ azienda, creata dal padre Guido circa settant’anni fa, è stata presa in mano alla fine degli anni 90 da Paolo che ha saputo fare suoi, tutti i preziosi insegnamenti ricevuti, riuscendo a lasciare da subito la propria impronta sui vini prodotti che, in un continuo e costante crescendo qualitativo, hanno potuto distinguersi per qualità e finezza.

 

Il grignolino è uno dei vini della tradizione piemontese, un vino rosso che, come altri, ha vissuto fasi alterne di gloria e sofferenza. Nella sua storia ha saputo “trasformarsi” e rivisitare la propria  posizione nell’immaginario del consumatore. Nasce come vino delle giuste occasioni, la bottiglia buona da aprire nei giorni di festa con il parente importante, ma col tempo ha dovuto lasciare spazio a vini che hanno saputo monopolizzare questo ruolo in tutto il mondo. Oggi grazie alle sue caratteristiche, si è ritagliato il ruolo di rosso per l’estate, da consumarsi leggermente fresco in compagnia di amici.

Nella provincia di Asti tra il Monferrato e le Langhe adagiato in mezzo a colline ricoperte di vigneti si trova il comune di Calosso e proprio in quest'area del basso Piemonte dove la barbera e il moscato fanno la parte del leone viene coltivata un'uva autoctona chiamata Gamba di Pernice.

Raro e sconosciuto, sopravvissuto alla fillossera e per molti anni a rischio di estinzione il Gamba di Pernice, e' un vitigno a bacca rossa allevato a piede franco che prende il nome da una peculiarità di questa varietà ossia dall'arrossamento del raspo prima dell'invaiatura  che assume un colore simile alle zampe delle pernici.

Se la Langa è l’indiscussa patria dove il nebbiolo spadroneggia in lungo ed in largo, non meno importanti sono le altre zone dove dei coltivatori tenaci e scrupolosi hanno saputo valorizzare ed addomesticare questo vitigno.


AL DI LA’ DEL FIUME TANARO . . .  IL ROERO

Varcando il naturale confine delle Langhe rappresentato dal fiume Tanaro ecco una serie di colline che danno origine ad  un altro importante vino che prende il nome dalla sua stessa zona di produzione, il Roero DOCG.
Vino meno conosciuto se paragonato ai suoi due cugini langaroli, ma non certo inferiore per suntuosità e piacevolezza. Qui il nebbiolo cresce su terreni spesso sabbiosi e ricchi di minerali che conferiscono al vino una straordinaria struttura accompagnata da un buon equilibrio. Il disciplinare in questo caso consente al nebbiolo di lasciare un piccolo spazio ad altre uve (max 5% di vitigni a bacca rossa non aromatici).
L’affinamento minimo richiesto è di un solo anno e questo fa si che il Roero possa essere apprezzato in tutta la sua briosa giovinezza,  con i suoi profumi prevalentemente fruttati e floreali.

 

Incontriamo l’azienda vinicola Bellicoso, emergente realtà dell’astigiano, che si trova nella frazione di Molisso di Montegrosso d’Asti. La storia inizia soltanto nel 2003, quando Antonio Bellicoso, enologo che da 15 anni aveva condotto la professione di tecnico agrario, decide di smettere il lavoro di consulente per iniziare quello di agricoltore. Così trasforma l’azienda dei genitori nell’attuale cantina, ubicata in una zona ricca di vigne tra le vocate per la produzione di vino piemontese.
Antonio Bellicoso, un sognatore innamorato della natura, capace di plasmarla al suo volere ma di assecondarla al tempo stesso. Che ha seguito personalmente gli scassi, gli squadri, l’impianto di ogni singolo tralcio di vite. Che durante la fermentazione si ferma di notte in cantina accanto alle vasche, per sentire ogni gorgheggio e ribollio del mosto.
Un grande vino non può nascere che da grandissime uve. Non può non nascere che da una grande passione, un grande amore per tutto ciò che si fa: ma questo è tanto più vero quando esiste il contatto vero e diretto tra l’uomo e il suo prodotto.

 

Antonio, quanti ettari vitati conduci?
L’azienda comprende circa 4 ettari di vigneto

In percentuale, quale composizione del vigneto per vitigno?
In linea di massima, l'80% del vigneto è costituito dalla barbera e il 20% dalla freisa: comunque i vini che sono prodotti da me sono sempre e assolutamente figli al 100% del nome che portano in etichetta.

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