Vini piemontesi

Tutto sulla produzione di vino di qualità ed eccellenza piemontese. Degustazioni e descrizione dettagliata dei principali vini della regione.

Il Sauvignon monferrino di Guido Zampaglione

Ci sono vini che prima di stapparli mi convinco che debbano avere l'interlocutore giusto con il quale riuscire a parlare la stessa lingua, ci sono, mie, false convinzioni che mi spingono spesso a fare un passo indietro se non sono sicuro che ciò che ritengo sublime per il mio palato possa esserlo anche per gli altri e non solo per una questione di presunzione, ma all'opposto come forma di rispetto verso gli altri, evitando di mettere in difficoltà chi ha delle aspettative gustative differenti dalle mie, in un determinato momento e per uno specifico sorso.
Così quando due amici mi sono venuti a trovare a casa per un progetto sul quale lavorare insieme, mi sono domandato se potevamo dissetarci con il Sauvignon Monferrino di Cascina Grillo in accompagnamento a un po' di salame piccante prodotto nella zona di Battipaglia, della soppressata calabrese e del Reggiano 30 mesi.
Guido ed Igiea Zampaglione di  Tenuta Grillo sono viticoltori, e non solo (anche produttori di riso e co.), in Monferrato; conosco i vini di Giudo da oltre 10 anni e nel corso del tempo ho apprezzato sempre di più la sua filosofia produttiva e lo spirito libero da schemi precostituiti, producono in una vigna di circa 17 ettari (Freisa, Dolcetto, Barbera, Merlot, Cortese, Chardonnay e Sauvignon) dal terreno sabbioso, limoso e non particolarmente ricco di minerali, seguono i dettami dell'agricoltura biologica ma sono soprattutto produttori nei quali l'assenza di temperature controllate in fermentazione, la presenza di lieviti autoctoni e le lunghe macerazioni sulle bucce sono l'elemento discriminante dei loro prodotti.

L'Aur-oura un eccellenza del Monferrato

Tra le dolci colline dell’Alto Monferrato recentemente è stata terminata una nuova cantina, anzi quasi un piccolo gioiello: Rocco di Carpeneto.
Un luogo di pace circondato da vigneti che lascia spazio sia alla meditazione che alla degustazione di vini d’eccellenza.
Si tratta di un’area che comprende poco più di 5 ettari di vigneti, disposti in modo da cingere la cantina sul vasto pianalto del fluviale antico che contraddistingue questo piccolo terroir a nord del villaggio di Carpeneto.

Il Ruché sta a Montalbera come Montalbera sta al Ruché. E’ stata una vera e propria sfida, possiamo dire ormai vinta, visto che ormai il vino è riconosciuto dal mercato e nel 2010 ha persino ottenuto l’ambita DOCG. Anche se in azienda si fanno altri vini dalla Barbera al Moscato d’Asti, dal Grignolino al Barolo che abbiamo degustato e recensito, è innegabile che l’azienda sia indissolubilmente legata al sorprendente vitigno autoctono ( approfondimenti nell'intervista a Montalbera ).

Montalbera è dunque sinonimo di Ruché. Ma non soltanto: oltre alla produzione di altri vini della tradizione piemontese (come il Grignolino, il Moscato d’Asti e la Barbera) e una discreta presenza di internazionali, Franco Morando che in precedenza abbiamo intervistato ha scelto di investire anche nel Nebbiolo da Barolo con i vigneti situati a Castiglione Falletto e a La Morra per completare la gamma.
“Il Barolo alla fine, per noi che continuiamo a esser produttori di Ruché e che vogliamo puntare molto su questa denominazione, si configura all’interno dei nostri investimenti aziendali come un completamento della proposta che presentiamo ai mercati internazionali” ci racconta Franco Morando. È un prodotto elegante, studiato secondo la filosofia Montalbera, che punta su vini profumati, aromatici, qualche volta di pronta beva ma mai banali.

Incontriamo l’azienda vinicola Montalbera, ormai affermata realtà che opera nelle Langhe e nel Monferrato. Franco Morando continua la tradizione di famiglia e, con passione e serietà, sviluppa il lavoro già avviato seguendo canoni di eccellenza.
La storia di successo si basa sulla riscoperta e la conseguente valorizzazione del Ruché, antico vitigno della tradizione piemontese. La sfida è vinta, il Ruché inizia ad avere notorietà ma soprattutto il riconoscimento del mercato e legislativa che merita: le vendite sono in crescita e nel 2010 arriva la DOCG. Quindi l’azienda completa la gamma rilevando alcuni vigneti a di Nebbiolo da Barolo Castiglione Falletto. Completa la gamma, se così si può dire.
Chiediamo quindi a Franco di raccontarci Montalbera, certi che la sua storia possa essere di nostro interesse.

Ciao Franco. Quanti ettari vitati conduci? In quali comuni?
Le cantine sono tre. La prima si trova a Castagnole Monferrato e si estende per 140 ettari in un unico appezzamento. È una terra vocata per il Ruché, antico vitigno autoctono piemontese, il cui vino ha recentemente ottenuto la DOCG. La seconda cantina è a Castiglione Tinella con un vigneto di 15 ettari. È la nostra cantina storica, casa natale di mio nonno Enrico Riccardo, rivolta esclusivamente alla coltivazione del grande Moscato d’Asti. La terza si trova a Castiglione Falletto, un piccolo fazzoletto di 3 ettari di soli vigneti che sconfinano nel comune di La Morra, dedicati alla produzione di Nebbiolo da Barolo.

In percentuale, qual è la composizione del vigneto per vitigno?
A Castagnole Monferrato la suddivisione è la seguente: circa 75 ettari di Ruché, 18 di Grignolino, 20 di Barbera d’Asti, 5 di Chardonnay, 10 di Viognier, 5 di Sauvignon e 7 ettari in mix di altri vitigni internazionali. La cantina di Castiglione Tinella è riservata solo alla coltura del Moscato d’Asti e quella di Castiglione Falletto al Nebbiolo da Barolo.

Gianni e Silvia Scaglione con il loro lavoro e con il costante impegno portano avanti un progetto ambizioso. Un progetto che, passo dopo passo, ha condotto la loro azienda a diventare nel 2007 BIO e contestualmente una OASI riconosciuta dal WWF, la prima in Italia ricavata in una azienda agricola.
Un percorso sicuramente impegnativo e che non prevede deroghe ma che, lasciando inalterata la qualità dei loro prodotti, riesce a creare la giusta simbiosi tra uomo e territorio.

La bassa meccanizzazione in vigna,  il rispetto per la natura e la sua biodiversità non sono certo sinonimi di arretratezza, anzi!
I vini prodotti sono il frutto di una costante ricerca volta ad ottenere risultati di eccellenza. I riconoscimenti, nazionali ed  internazionali, ottenuti confermano che la strada intrapresa é quella giusta. Ma come sempre accade nel mondo del vino il vero risultato che conta per un produttore é il riscontro del consumatore, e questo é sempre stato decisamente positivo, al punto da creare veri e propri estimatori dei loro vini.

 

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