La cantina San Michele si trova nella zona di produzione del Capriano del Colle, piccola e poco conosciuta denominazione del bresciano. Il territorio è caratterizzato dall’altopiano del Monte Netto, dove il vigneto si distende, a un’altitudine di circa 100 m. rispetto alla Pianura Padana, su terreni compositi, con un’alternanza di strati argilloso-calcarei, di detriti, sabbia e ghiaia. Le vigne godono di un’ottima esposizione e il territorio risulta particolarmente adatto alla coltivazione della vite.

La cantina è stata fondata negli anni ’80 del secolo scorso ed è oggi condotta dai cugini Mario ed Elena Danesi. Il vigneto, che si trova in fase di conversione al biologico, è variegato, comprendendo vigne vecchie – come la vigna del Cirillo – e altre di impianto più recente. In ogni caso, anche l’uso di zolfo e rame è sempre stato molto limitato. Di proprietà della cantina è la cascina Belvedere, fondata nel 1884, anno che dà il nome alla Riserva di Capriano del Colle che abbiamo assaggiato.

Abbiamo degustato quattro annate del 1884. Le più recenti – 2012 e 2011 – sono frutto dell’assemblaggio di Merlot 50%, Marzemino 40% e Sangiovese 10%; il 2009 e il 2008, invece, sono un blend di Marzemino 40%, Sangiovese 40%, Merlot 15% e un saldo di Barbera. In tutti i casi, le uve sono vinificate separatamente. La fermentazione dura una ventina di giorni, quindi i vini sostano in vasche di cemento dove svolgono anche la malolattica. Dopo i travasi, intorno a marzo vengono messi in barrique e tonneau dove affinano per oltre un anno. Quindi i diversi vini vengono uniti e amalgamati per due o tre mesi in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento. Il vino sosta infine in bottiglia per un anno prima della commercializzazione.

Secondo una stima della Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), ogni anno nel mondo circa 500 milioni di persone brindano con i migliori vini della Lombardia.
Quest’ultima, spiega la Coldiretti regionale, grazie all’importante lavoro svolto da oltre 3 mila aziende (di cui il 25% gestito da donne), produce in media più di un milione di ettolitri di vino di alta qualità. Le zone lombarde più influenti sono Brescia, Pavia, Bergamo, Sondrio, Mantova, Milano e Lodi.

RISI E BISI e Lugana DOC  CA' DEI FRATI

Salute a tutti cari amici di Wine at Wine, oggi vi parlerò di un piatto tipico della cucina veneta:

Risi e bisi  è uno dei piatti più conosciuti della cultura veneta.
Si tratta di un piatto di facile preparazione e molto saporito, specie se realizzato  tra aprile e luglio, quando è possibile procurarsi i piselli Bisi freschi.
La tradizione veneziana lo vede come  piatto da gustare il 25 Aprile, giorno di San Marco patrono di Venezia.

Ingredienti per 2 persone

100 gr. riso per risotti (meglio se vialone nano veronese)
Carota, sedano, cipolla
Olio EVO (extra vergine di oliva)
10 cl vino bianco secco
30 gr. burro
40 gr. parmigiano
200 gr. Piselli
Un po' di prezzemolo

andiamo alla preparazione...

L’azienda Triacca è una delle più importanti realtà della Valtellina, comprensorio della Lombardia settentrionale, dove il Nebbiolo – chiamato localmente Chiavennasca – trova uno dei suoi più suggestivi habitat.
Operando dal lontano 1897, recentemente la cantina è stata sottoposta a una radicale trasformazione, rivolta specialmente verso una maggiore implementazione tecnologica delle attrezzature. Di pari passo, anche il vigneto è stato oggetto di un ripensamento complessivo, con una più spinta ricerca clonale e la sostituzione dei più vecchi impianti.

Ho partecipato all’evento “La Lombardia presenta la sua carta dei vini” che è stato organizzato dall’Associazione Go Wine alcuni giorni fa a Roma. E ho avuto l’ennesimo personale riscontro del cammino che la regione lombarda sta compiendo nel solco dell’eccellenza produttiva e della qualità del vino. Risultato perseguito con l’impegno di un movimento di viticultori serio e determinato nonostante le divisioni territoriali e consortili talvolta indecifrabili.

Garda, Valtellina, San Colombano, Oltrepò .. e tante altre denominazioni locali, sotto il cappello dell’AS.CO.VI.LO (l’Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi) hanno presentato alcune etichette della loro offerta territoriale durante questa kermesse romana. Ovviamente non era presente l’intera offerta regionale né ho avuto modo di degustare tutti i campioni disponibili. Nonostante ciò ho riscontrato alcune sorprese davvero inaspettate.


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