Presumibilmente per frenare lo storico calo dei consumi, nell’ultimo anno lo spazio dedicato ai vini aumenta e l’assortimento si fa più profondo.

Il calo degli acquisti di vino confezionato nella GDO è stato interrotto solo lo scorso anno con una leggera crescita a volume (+0,6%) fatta di una sostanziale ripresa della classica bottiglia da 0,75 litri (+2,5%). A farla da padrone tra queste ultime sono i vini rossi ed in particolare il Lambrusco (primo a volume e secondo a valore) ed il Chianti (primo a valore e secondo a volume); ben posizionati anche Barbera, Bonarda, Moltepulciano, Nero d'Avola e Sangiovese, con picchi d'acquisto ovviamente influenzati dalla territorialità che non sembra però scalfire la preferenza per i vini rossi.

Oramai supermercati ed ipermercati hanno creato delle aree quasi a parte che somigliano a vere e proprie enoteche in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. E non solo i soli, vista l'ingresso prepotente di Amazon e la sua ampia carta dei vini; oltre che l'aggressivo, sia in termini di pricing che di marketing, Lidl che con pubblicità, particolari schede di degustazione, vini francesi e punteggi attribuiti dai massimi esperti.

 

Oggi proseguiamo il nostro breve viaggio alla scoperta del vino delle Privat Label. La nostra attenzione è stata da tempo catturata dal marchio: “Le vie dell’uva”.

Si tratta di una brand creata dal gruppo commerciale Selex, da sempre molto attento alla qualità dei suoi prodotti ed al modo di presentarli. Lo specchio di questa meticolosità sono i punti vendita, reperibili sul territorio con le insegne A&O, Dok, Famila ed Iperfamila, ordinati, puliti e con display e layout assolutamente leggibili. Insomma, una realtà che ricerca l’eccellenza!

Il gruppo nasce, come spesso è accaduto in Italia, dall’unione di grossisti alimentari, nel 1964 che arrivano poi a creare il Consorzio A&O italiano che circa 15 anni dopo costituirà il gruppo Selex.

Oggi l’azienda annovera circa 5.500 referenze PL, oltre 6000 punti vendita, 4,5 milioni di carte fedeltà ed una quota di mercato del 16,5%!

Il gruppo fa parte delle Centrale d’acquisto e marketing ESD Italia, costituita nel 2001 da Selex ed Esselunga ed oggi composta da Selex, Agorà Network, Acqua e Sapone e Sun.

 

Un giorno decido di entrare in un Lidl (ebbene si, è successo anche a me!), trovo ottimi alcuni attrezzi da bricolage e quindi decido di entrare a comprare qualcosa, ma essendo un curioso, non posso esimermi dall’andare a mettere il naso nella corsia dei vini!

Gli “ottimi” francesi tanto sponsorizzati da esperti in radio, di cui abbiamo parlato ad esempio in questo articolo, ma anche barolo sotto i 5 euro e chi più ne ha più ne metta!

Vengo però attratto da un vino messo molto in evidenza, con al collo un’elegante “cravatta” firmata Luca Maroni, altro che Marinella!

Degustazione Bourgogne Gamay 2013 Pasquier Desvignes

Abbiamo già parlato di Private Label ed in particolare del vino Assieme Coop oltre ad avervi preso per mano guidandovi all’interno degli ipermercati e la conservazione del vino con Pasquale Testardi per la guida abc del vino; oggi invece vi parleremo di qualcosa che di recente sta acquisendo sempre più interesse: i vini della LIDL!
La catena di discount di origine tedesca, che tratta da sempre vini sia italiani che francesi, ha deciso di recente di dar vita ad un progetto volto ad incrementare la visibilità e le vendite di questi ultimi con numerosi spot in radio ed in TV.
C’è persino un catalogo online, replicato anche in versione cartacea, che spiega brevemente il profilo organolettico dei vini e la storia dei produttori.
Il costo dei prodotti è ovviamente molto contenuto, il prezzo più alto non supera i 20 euro e quello medio si aggira attorno ai 3-6 euro.
Difficilmente esperti di vino e winelovers comprerebbero vino da LIDL se non per curiosità; ma esiste anche una buona fetta di pubblico che, stuzzicata dalla pubblicità, decide di acquistare questi vini a buon mercato illudendosi di portare a casa degli affaroni, cosa che non è per forza di cosa da escludere, noi di Wineatwine abbiamo deciso di far chiarezza cominciando a degustare un bottiglia pagata 4,99 euro, il Bourgogne Gamay 2013 Pasquier Desvignes.

Assieme si beve il vino e lo si commercializza: Pecorino e Cococciola Tollo

Abbiamo già parlato dell’importanza del mercato delle Private Label all’interno delle vendite di vino in Italia; oggi però faremo maggiore chiarezza ed andremo a degustare per voi Pecorino e Cococciola Assieme Coop prodotto da Cantina Tollo  della quale abbiamo parlato più volte!
Il marchio Assieme di Coop si pone come obiettivo quello di valorizzare la tradizione territoriale delle varie zone e di offrire un buon prodotto qualità prezzo.
Disponibili con questa etichetta ci sono vini provenienti da Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Abruzzo, Marche, Sicilia, Puglia e Lombardia e l’assortimento è quindi abbastanza variegato.
Si è partiti con vini molto economici, circa 3 euro a bottiglia, per poi alla fine decidere che la fascia di prezzo ideale andava dai 6 ai 10 euro.
L’etichetta si presenta bene e trasmette correttamente il messaggio di valorizzare, senza penalizzare nessuno, il valore del lavoro di chi va in vigna per rendere disponibile il vino sulle nostre tavole.

GDO, Privat Label e vino

L’acquisto di vino nella GDO ( Grande Distribuzione Organizzata ) è oramai un aspetto da tenere in considerazione, tanto che il nostro Pasquale Testardi ha deciso di dedicare il primo articolo della sua guida conservazione del vino, proprio agli aspetti derivanti da questa tendenza.

Ma sapete cosa è una Private Label?

Le Private Label o marche private sono le “etichette” appartenenti ai distributori, siamo certi che anche voi avrete acquistato qualcosa a marchio Coop, Auchan o Esselunga!

Novità piuttosto recente in Italia sono cresciute molto negli anni fino a consolidarsi su buoni livelli di vendita grazie al rapporto qualità prezzo spesso ottimo.

All’estero sono molto più forti che in Italia grazie anche ai mercati meno frammentati ed abitudini di consumo meno variegate, ma anche qui, oramai, sono da tenere in considerazione.
Grazie alla crisi ed ad una qualità crescente oggi si parla di veri e propri competitor delle aziende di “marca”.

Spesso dietro le Pivate Label si “nascondono” aziende blasonate e produttrici di beni di qualità che, per tamponare volumi di vendita che tardano ad arrivare, decidono di impiegare la produzione come co-packer dei distributori.

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