Conobbi il Fiano di Picariello nel 2005 quando fui avvicinato nel locale dove trafficavo in vini a Mentana (Rm) da una signora che mi parlo di Ciro. Era (ed è tuttora) la sorella della moglie di Picariello e volle farmi provare un cartone di sei vini di questo Fiano mai sentito nominare.

Mi disse che il cognato, stanco di conferire le uva a Feudi di San Gregorio, voleva mettersi in proprio e cercava, nel Lazio, una sponda per promuovere il suo prodotto.

Organizzammo una degustazione e apprezzai fin da subito questo piccolo capolavoro in una serata piacevole, unica pecca, due bottiglie su sei sapevano di tappo. Parlai al telefono con Ciro complimentandomi per i vini e raccomandandomi di curare, in futuro, la scelta del sughero.

Dell’azienda agricola San Salvatore abbiamo già parlato recensendo l’ottimo Jungano che ci aveva impressionato per la sua qualità.
Recatomi in enoteca già da tempo ero stato affascinato dal colore tenue ed elegante del Vetere, altro prodotto della cantina di Peppino Pagano.
Ho resistito all’acquisto per un po’, vista la cantina piena!
Ma quel giorno non ho resistito, quel menù a base di pesce ed il caldo torrido di quella mattina mi hanno liberato da ogni inibizione ed ho deciso di comprarlo.
Si tratta di un aglianico biologico nato dalle terre salernitane che non è il frutto, come spesso accade, dell’impiego forzoso di vino per produrre anche la gamma rosé.

Di Alfonso Rotolo abbiamo già parlato con un prodotto particolare Vola Lontano vino spumante, probabilmente unico nel suo genere; ora invece sto per descrivervi un vino tipico campano: l’Aglianico.
Come Vola Lontano anche questo prodotto ha a che fare col volo!
Prima di scendere nei particolari del nettare in sé però mi piace raccontare di come è stato scelto e del perché, visto che ritengo l’acquisto di alcune cose, soprattutto il vino, dei momenti emozionali al pari del momento in cui l’oggetto della compera viene utilizzato ed in questo caso bevuto.
Adoro scegliere un vino e mi piace farlo pensando alle persone con le quali andrò a condividere il piacere della bevuta; adoro comprare il vino nella stessa enoteca perché all’interno c’è un personaggio particolare, uno che decide l’assortimento sulla base della qualità dei prodotti, della serietà dei produttori, ma soprattutto dell’impressione che queste persone gli fanno.



Corte Normanna, società agricola a conduzione familiare, coltiva una superficie totale di venti ettari, diciotto dei quali piantati a vigneto ed i rimanenti ad uliveto.
L’azienda ha sede a Guardia Sanfromondi, in provincia di Benevento, e produce sette tipologie di vino prestando particolare attenzione ai vitigni autoctoni della zona; Aglianico e Falanghina sono le pietre miliari di Corte Normanna;

Longobardi, Sanniti o Romani, la nascita del centro abitato non è ancora ben chiarita.
Dopo i longobardi arrivarono nella zona i Normanni che, nella seconda metà del 1100, diedero il nome al paese che rimase sotto il loro dominio fino alla venuta degli Svevi e poi degli Angioini successivamente scacciati dagli Aragonesi.

Un buon napoletano non può non conoscere la storia della propria terra, sulla quale tanti popoli hanno deciso di impiantare i propri regni lasciando grandi tracce del loro passaggio.
Territorio, arte, paesaggi mozzafiato e una cultura unica.
Tutte queste cose sono anche cardini di Cantine Astroni, storica realtà Napoletana nata alle pendici del cratere degli Astroni, storica riserva di caccia borbonica oggi Riserva Naturale Statale gestita dal WWF Italia.
Le eruzioni vulcaniche non sono certamente un fenomeno con quale non è facile convivere neanche per la “Daktulosphaira vitifoliae”, insetto dal nome impronunciabile, meglio conosciuto come fillossera, parassita che, proveniente dal nuovo mondo, attaccò i vitigni francesi nel 1863 fino ad arrivare anche all’estremo sud dell’Italia anni dopo.

Ricevo un invito per una serata speciale con un collega, da festeggiare ci sono la sua nuova casa e la nascita del nuovo arrivato: il piccolo Francesco.
Una cena con una persona di cuore non mi sogno di farmela scappare, decido così di comprare un pò di cose, da un pensiero per la star di casa, al dolce e naturalmente qualche bollicina per dare soddisfazione anche alla nuova residenza.
Qualche vestitino per il bambino ed un dolce nella pasticceria di fiducia vengono acquistati in scioltezza, il vino, quello invece merita una scelta più profonda ed accurata.
Quando devo scegliere un vino da regalare o da bere in compagnia parto sempre da una descrizione del profilo della persona, perché mi piace fare così, cercare di tessere una storia dietro la scelta e rendere quella bevuta un racconto dando spiegazioni sul perché di quel prodotto.

 

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