L’azienda Agricola Monte di Grazia nasce nel 1993 per portare avanti quei vigneti “di famiglia” e per far godere anche a noi del privilegio di bere degli ottimi vini!

Quasi da subito, nel 1997, l’azienda ottiene una certificazione Bio e continuerà a lavorare come facevano i vecchi contadini: usando il letame da stalla come concime e rame dello zolfo contro la perenospora e l’oidio.

 

Qualche tempo fa avevamo parlato del Pallagrello, nell’articolo si parlava in generale delle caratteristiche di questo interessante vitigno presente soprattutto nella zona del Casertano ed in Molise; oggi siamo invece a raccontarvi di una degustazione avvenuta presso l’enoteca Vini Divini di Napoli con il produttore Michele Alois.

Michele, con la sua voce leggermente rauca, ci ha spiegato in modo semplicissimo, come si fa con un bambino, i suoi vini ed i processi produttivi che, a leggere talvolta le schede tecniche, vista la complessa terminologia, scoraggiano a priori ogni approfondimento!

 

 

Dell’azienda San Salvatore abbiamo parlato spesso, con articoli su Jungano, Vetere e Pino di Stio.

Si tratta di un’azienda molto giovane, ma che ha cominciato davvero bene. Il perno fondamentale è Peppino Pagano, già impreditore di successo nel settore alberghiero, che ha fondato l’azienda. Entusiasmo, voglia di emergere ed eccellere e soprattutto di portare in alto lo splendido territorio del cilento.

Certamente non uno sconosciuto agli addetti ai lavori, ma non avrebbe potuto essere diversamente! E’ Luigi Moio il nuovo presidente dell’Organizzazione del vino!

Torniamo ad occuparci di Terredora dopo la bellissima esperienza vissuta alcuni mesi fa in cantina, a Serra di Montefusco, in provincia di Avellino. In quell’occasione degustammo dodici vini dell’azienda di annate non più in commercio, tra cui sette millesimi dei tre diversi Taurasi che si fanno in azienda.

Ed oggi parleremo proprio di un Taurasi non più in commercio, per la precisione del Taurasi Fatica Contadina 2000, bottiglia che acquistai quando ancora non conoscevo Paolo Mastroberardino, proprietario e guida dell’azienda. Taurasi che questa volta ho degustato a casa mia, a cena con amici, accompagnandolo ad una preparazione a base di coniglio stufato, guarnito da un contorno di melanzane e patate.

Terredora conduce un vigneto di circa 200 ettari, interamente ubicati in Irpinia e coltivati con i principali vitigni campani come l’Aglianico, il Fiano, il Greco o la Falanghina. L’azienda vinifica direttamente le proprie uve da oltre vent’anni e oggi produce e distribuisce oltre un milione di bottiglie.

Il Taurasi si fa esclusivamente con uve Aglianico e quelle che concorrono alla produzione del Fatica Contadina provengono dai vigneti di proprietà situati in Lapio e Montemilletto. I terreni di matrice argilloso-calcarea, di antiche origini vulcaniche, si caratterizzano per importanti pendenze, fattore determinante per la qualità del prodotto finale. Questi pendii, infatti, favoriscono la migliore insolazione, che permette la perfetta maturazione delle uve, oltre a una buona ventilazione, che riduce l’umidità e inibisce, tra l’altro, la formazione di muffe. Le pendenze impediscono tra l’altro il ristagno dell’acqua, favorendo in tal modo lo stress idrico, con un favorevole contributo in termini di deposito di polifenoli sulle bucce dell’uva. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte, oltre che tra le stagioni, permettono infine il miglior sviluppo degli aromi. Caratteristiche che ritroveremo poi nel vino.

 

Cantina Apicella è una di quelle piccole realtà del sud che lavora davvero bene!

Quest’azienda nasce dall’intraprendenza di Giuseppe Apicella, discendente di una famiglia di agricoltori, che nel 1977 decide di creare un’etichetta e cominciare a vendere le sue 3000 bottiglie di vino rosso Tramonti!
Da allora sono passati quasi quarant’anni e la cantina Apicella è ancora lì, più forte di prima, come un albero che col tempo si fa sempre più robusto. La forza di questa realtà sono i valori genuini ai quali ci si ispira e che consentono di garantire quella qualità e purezza di intenti che fanno dei loro vini dei prodotti magnifici.
Cinquantamila bottiglie, sette ettari impiantanti di vigneto.

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