Santapupa Abruzzo Doc Montonico 2012

Oggi andremo alla riscoperta di un antico vitigno autoctono a bacca bianca delle colline teramane, in particolare della zona dell’entroterra, nel comune di Bisenti.
Ciapparone, bottato, racciapollona sono alcuni sinonimi del vitigno Montonico Bianco, coltivato nel centro-sud d’Italia e presente in Abruzzo almeno dalla seconda metà del ‘800.  Negli ultimi decenni la coltivazione del Montonico ha avuto un calo importante tanto da rischiare la sua estinzione.

L’azienda Zaccagnini, ormai conosciuta in tutto il mondo per i suoi “vini dal tralcetto”, nasce nel 1978, situata in un piccolo paesino abruzzese, Bolognano in provincia di Pescara.
Se siete appassionati di vino e arte questo è il posto ideale per trascorrere una bella giornata in compagnia della famiglia Zaccagnini.
La prima volta che visitai azienda rimasi sbalordito, affascinato.
Arte in qualsiasi punto, in qualsiasi stanza, nulla era lì per caso, qualsiasi cosa aveva un particolare significato.

Ebbi l’onore di avere come guida l’enologo, il grande Concezio Marulli, una persona veramente eccezionale, che trasmette tutta la sua passione, maestro di enologia e viticultura. Mi mostrò ogni angolo dell’azienda, davvero incredibile…
Filosofia basata su Vino e Arte, rispetto per la natura e soprattutto sulla qualità, non importa cosa fai, purché lo fai bene.

 

Da buon abruzzese del Nord (Teramo) adoro il Montepulciano di Pepe e delle aziende che concorrono a far conoscere l’unica Docg regionale Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, ma devo ammettere che i vini dell’Azienda Pasetti di Francavilla (Ch) , sono davvero buoni, fatti bene e rispettosi della tradizione.


La cantina, nel corso degli anni, si è estesa nell’entroterra abruzzese, trovando il suo habitat ideale a Pescosansonesco (550 m s.l.m.) ai piedi del Gran Sasso d’Italia,
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e a Capestrano.


Un territorio seducente, ricco di storia, arte e tradizioni, condizionato da un clima particolarmente favorevole alla viticoltura, con alte escursione termiche, ventilato, con un terreno che passa dall’argilloso-calcareo al ricco di scheletro e con sottosuolo roccioso.

Il mese scorso ho avuto il privilegio di degustare un grande Trebbiano d’Abruzzo, vino memorabile che vi voglio raccontare. Parliamo del Trebbiano d’Abruzzo Altare 1996, uno dei prodotti più riusciti dalla cantina abruzzese Marramiero. L’azienda vinicola, che opera da vent’anni nella Contrada Sant’Andrea a Rosciano (in provincia di Pescara), è un esempio di come si può fare vino di qualità partendo dai vitigni della tradizione.
La Cantina Marramiero si trova in una posizione particolarmente suggestiva, su di un’altura a oltre 200 metri s.l.m rivolta verso il mare. Ma che è al tempo stesso discretamente protetta alle spalle dai quasi 3.000 metri del Gran Sasso. La particolare posizione geografica degli oltre 30 ettari del vigneto favorisce considerevoli escursioni termiche tra notte e giorno e tra estate e inverno.

Raccontare di Gianni Masciarelli e della sua Azienda significa raccontare la rinascita del vino in Abruzzo.
Significa raccontare delle autobotti che piene di Montepulciano risalivano lo stivale per rinforzare i vini del nord poveri di colore e struttura.
Significa parlare di un uomo che, insieme a pochi altri produttori, ( in primis Valentini e Pepe ) hanno sempre creduto fortemente nel proprio territorio e alle potenzialità dei vitigni tradizionali abruzzesi, puntando senza mezzi termini, sulla qualità.
Grazie a questi pionieri è stato possibile assistere al Miracolo-Abruzzo.

La scorsa estate siamo riusciti a organizzare una visita alla Cantina Torre dei Beati, prima che il proprietario, Fausto Albanesi, provasse a prendersi qualche meritato giorno di vacanza, e grazie alla sua grandissima disponibilità a metà mattina eravamo nelle sue mani, pronti a visitare la cantina di Torre dei Beati, sperduta tra le colline di contrada Poggioragone, nel comune di Loreto Aprutino (PE). Fausto ci mostra subito gli impianti di cantina, i soliti tank d’acciaio a doppia parete con refrigerazione per il controllo della temperatura, qualche barrique francese in attesa di riempimento, ma quel che ci propone come fiore all’occhiello è il tavolo di selezione, una macchina sulla quale l’uva, rovesciata dalle cassette, scorre sotto l’occhio di selezionatori che decidono cosa destinare o meno alla vinificazione, in modo da governare al meglio l’uniformità della maturazione. E' lo step finale di una vendemmia in più passate (fino a 5-6) con selezione dei migliori grappoli, lasciando in pianta quelli che necessitano ancora il contributo della natura per arricchirsi e donare il meglio delle proprie sostanze.

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