Fare vino è un’arte, sono tante le dinamiche e le strategie da valutare e adottare.
Vino biodinamico è sinonimo di vino ottenuto da uve prodotte con la tecnica dell’agricoltura biodinamica, i disciplinari che definiscono un vino biodinamico sono ancora in fase di definizione, in quanto ogni paese, ha un clima diverso e una diversa tradizione enologica, l’associazione che se ne occupa è la Demeter International.
La biodinamica studia le forze che governano gli esseri viventi, le influenze astrologiche che hanno i pianeti e luna, sulle piante e sul terreno. Lo scopo è quello di creare la giusta interconnessione tra cielo e terre, e la consultazione di calendari lunari.
Si creano dei preparati, fertilizzanti e concimi naturali, il più famoso è il “ Preparato 500 ” o cornoletame;
esso viene realizzato utilizzando del letame di vacca messo all’interno di un corno, sempre di vacca. Il preparato viene  poi seppellito e lasciato fermentare sotto terra per un intero inverno. Trascorsa la stagione viene miscelato con acqua tiepida o piovana per circa un’ora creando dei vortici e finita questa operazione è pronto per essere utilizzato sul terreno.
Secondo i fautori della biodinamica, con questi metodi si ottiene la massima espressione della pianta e quindi del frutto.
Risultati? Vini con un carattere estremamente marcato.

 

Sono di una generazione che è cresciuta col mito della Ferrari “ testarossa ”, forse frequentavo le elementari o al massimo le medie e per noi quell’auto era sinonimo di lusso e velocità estrema!

Durante una chiacchierata mi viene segnalato questo vino abruzzese prodotto da cantina Pasetti “ gente che sa fare vino! ” lo annoto nel mio cervello, che quando si parla di vini diviene elettronico, ed attendo l’occasione giusta per comprarlo.

Neanche a farlo a posta qualche giorno dopo, magicamente, passeggiando per un supermercato vengo folgorato da “50% SCONTO IN CASSA” un bollino giallo con scritta rossa che, applicato su una comune bottiglia mi avrebbe incuriosito (e forse avrei acquistato!), ma su quella in particolare è quasi un imperativo di comprare!

 

Santapupa Abruzzo Doc Montonico 2012

Oggi andremo alla riscoperta di un antico vitigno autoctono a bacca bianca delle colline teramane, in particolare della zona dell’entroterra, nel comune di Bisenti.
Ciapparone, bottato, racciapollona sono alcuni sinonimi del vitigno Montonico Bianco, coltivato nel centro-sud d’Italia e presente in Abruzzo almeno dalla seconda metà del ‘800.  Negli ultimi decenni la coltivazione del Montonico ha avuto un calo importante tanto da rischiare la sua estinzione.

L’azienda Zaccagnini, ormai conosciuta in tutto il mondo per i suoi “vini dal tralcetto”, nasce nel 1978, situata in un piccolo paesino abruzzese, Bolognano in provincia di Pescara.
Se siete appassionati di vino e arte questo è il posto ideale per trascorrere una bella giornata in compagnia della famiglia Zaccagnini.
La prima volta che visitai azienda rimasi sbalordito, affascinato.
Arte in qualsiasi punto, in qualsiasi stanza, nulla era lì per caso, qualsiasi cosa aveva un particolare significato.

Ebbi l’onore di avere come guida l’enologo, il grande Concezio Marulli, una persona veramente eccezionale, che trasmette tutta la sua passione, maestro di enologia e viticultura. Mi mostrò ogni angolo dell’azienda, davvero incredibile…
Filosofia basata su Vino e Arte, rispetto per la natura e soprattutto sulla qualità, non importa cosa fai, purché lo fai bene.

 

Da buon abruzzese del Nord (Teramo) adoro il Montepulciano di Pepe e delle aziende che concorrono a far conoscere l’unica Docg regionale Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, ma devo ammettere che i vini dell’Azienda Pasetti di Francavilla (Ch) , sono davvero buoni, fatti bene e rispettosi della tradizione.


La cantina, nel corso degli anni, si è estesa nell’entroterra abruzzese, trovando il suo habitat ideale a Pescosansonesco (550 m s.l.m.) ai piedi del Gran Sasso d’Italia,
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e a Capestrano.


Un territorio seducente, ricco di storia, arte e tradizioni, condizionato da un clima particolarmente favorevole alla viticoltura, con alte escursione termiche, ventilato, con un terreno che passa dall’argilloso-calcareo al ricco di scheletro e con sottosuolo roccioso.

Il mese scorso ho avuto il privilegio di degustare un grande Trebbiano d’Abruzzo, vino memorabile che vi voglio raccontare. Parliamo del Trebbiano d’Abruzzo Altare 1996, uno dei prodotti più riusciti dalla cantina abruzzese Marramiero. L’azienda vinicola, che opera da vent’anni nella Contrada Sant’Andrea a Rosciano (in provincia di Pescara), è un esempio di come si può fare vino di qualità partendo dai vitigni della tradizione.
La Cantina Marramiero si trova in una posizione particolarmente suggestiva, su di un’altura a oltre 200 metri s.l.m rivolta verso il mare. Ma che è al tempo stesso discretamente protetta alle spalle dai quasi 3.000 metri del Gran Sasso. La particolare posizione geografica degli oltre 30 ettari del vigneto favorisce considerevoli escursioni termiche tra notte e giorno e tra estate e inverno.

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