L’Italia terra da sempre vocata alla coltivazione della vite grazie anche a condizioni pedoclimatiche favorevoli, offre uno scenario veramente vantaggioso per colture di qualità. Molte cantine infatti, mosse da passione e caparbietà, rivalutano dei territori spesso purtroppo dimenticati, come accade per la cantina vitivinicola Monte Somma Vesuvio. Sempre legati alle meravigliose radici di provenienza, misero a vite dei terreni abbandonati immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio. Giuseppe Campanile nonchè fondatore dell’azienda, capì che questi territori sottovalutati erano in realtà fertili e capaci di donare dei vini di pregio ancora oggi. La nascita dell’azienda rappresenta dunque una significativa valorizzazione di questo terroir e di quei vitigni autoctoni messi nel dimenticatoio. Nicola Campanile titolare dell’azienda, ci lascia un’interessante intervista, dove spiega il lavoro che svolgono per tenere sempre alta la qualità dei vini e l’onore di questo paese chiamato “Pollena Trocchia”. Dalle risposte che ci sono state date, traspare anche una grande energia e soddisfazione di chi, nonostante tutto, riesce a realizzare un’azienda vitivinicola solo con le proprie forze.

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