Imparare dal vino è quello che ho sempre fatto, si scoprono territori, filosofie aziendali, vitigni diversi, come diverse sono le impronte che tracciano quando li si degusta.

Oltre la teoria , toccare con mano il lavoro faticoso ma pieno di soddisfazioni che sussiste dietro la bottiglia, è importante quanto emozionante.
Non finirò mai di viaggiare per il vino.

Tenuta San Guido, l'eccellenza a Bolgheri

Bolgheri , lo ricordo con affetto, ripensando a quanta strada ho fatto da lì e quanta ancora dovrò fare. In particolare visitai una delle aziende più amate, (e forse anche invidiate ) del panorama vitivinicolo italiano, fin dal momento in cui il loro vino, si affacciò timidamente sul mercato.  Entrai quasi in punta di piedi inTenuta San Guido , osservando quell'angolo di paradiso che vede protagonisti vino e natura, per non perdere nemmeno un dettaglio. Bolgheri , territorio che persino i profani del vino associano a prodotti di pregio , un tempo era una landa desolata. Il Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta con estrema gentilezza, mi raccontò la storia straordinaria di questo terroir e del percorso che fece il Cabernet Sauvignon per diventare Sassicaia

Alto Adige, terra di vini di elevata qualità ottenuti osservando rigorosi criteri di sostenibilità ambientale. Pur essendo una regione vinicola piccola per estensione territoriale, l'Alto Adige si caratterizza per l'eccellenza e la varietà della sua produzione. Ne abbiamo parlato a Vinitaly con Max Niedermayr, da un paio d’anni Presidente del Consorzio dei vini dell’Alto Adige, oltre che Presidente della Cantina di Colterenzio, una delle maggiori realtà cooperative della zona.

Max Niedermayr, quante sono le cantine che aderiscono al consorzio?

Attualmente partecipano al consorzio oltre 5.000 viticoltori riuniti in 154 cantine, per il 93% della produzione totale della regione. Restano fuori piccoli o piccolissimi vignaioli.

Qual è la superficie vitata rappresentata dal consorzio? Quanto il vino prodotto?

Il consorzio rappresenta una superficie di meno di 5.300 ettari, mentre la produzione di vino si aggira in media intorno ai 350.000 ettolitri annui.

Parlava di 5.000 viticoltori riuniti in 154 cantine. Tra esse, vi sono anche le grandi cantine cooperative dell’Alto Adige come Colterenzio di cui è Presidente, la Cantina di Bolzano o San Michele Appiano. Com’è stato possibile trovare un accordo tra soci tanto differenti?

Infatti circa il 70% del vino viene prodotto nelle cantine sociali della regione, un quarto circa della produzione annua è realizzata dagli aderenti all'associazione Le Tenute dell'Alto Adige, mentre il restante 5% da vignaioli indipendenti. Per bilanciare il peso delle cooperative, è stata decisa una rappresentanza nel direttivo delle varie componenti in modo non proporzionale: 5 membri sono espressione delle cooperative, 3 dell’associazione e ben due rappresentano i vignaioli indipendenti.

Abbiamo già incontrato l’azienda Elena Walch, raccontando il grande Gewurztraminer 2014, fatto con le uve provenienti dal bellissimo vigneto Kastelaz che si trova nel comune di Termeno. Oggi parleremo di un altro grande bianco dell’azienda, il Sauvignon 2014 da uve prodotte nell’altro prestigioso cru aziendale, il Castel Ringberg ubicato nel comune di Caldaro.

Il vigneto, prende il nome dall’omonimo Castello rinascimentale, costruito dagli Asburgo all’inizio del XVII secolo.  Il maestoso Castello emerge sul vigneto che, grazie ai 20 ettari di estensione, rappresenta la principale tenuta di Elena Walch, oltre a distinguersi come uno dei più estesi dell’intero Alto Adige. I ripidi terreni di origine morenica, i suoli calcarei, argillosi ed in parte sabbiosi rendono inconfondibile il terroir, contribuendo alla peculiare interpretazione nella coltivazione di differenti varietà d’uva.

Castel Ringberg costituisce quindi un punto d'incontro esclusivo tra svariati tipi di terreno risalenti all’era glaciale o a epoche successive, situati su una base di quarzo porfirico e limitati a ovest dalle Dolomiti. I pendii settentrionali sono composti da pietrisco di 30.000 anni fa originario dall’Adige, alternati a terreni morenici di più recente formazione. Nelle estremità più a nord e a sud del vigneto invece, il suolo è formato da residui di pietra calcarea rossastra, ideale per la propagazione delle radici delle viti, poiché ben aerata e dalla morbida consistenza.

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