Vinitaly si conferma ancora una volta come la più importante manifestazione del vino nell’intero panorama enologico nazionale, anche se inserita all’interno di un palcoscenico sempre più internazionale.

L’edizione 2017 del Vinitaly si è chiusa con alcuni numeri di tutto rispetto: 128 mila presenze provenienti da 142 nazioni, tra cui gli oltre 30 mila buyer stranieri, in netto amento rispetto a quelli che hanno partecipato lo scorso anno. Ma, in generale, si è registrata una crescita complessiva degli operatori professionali che hanno visitato le 4270 aziende espositrici (+4% rispetto al 2016) provenienti da ben 30 differenti paesi del mondo.

Dal 9 al 12 aprile, nella fiera di Verona si è osservato un aumento delle presenze estere soprattutto dagli Stati Uniti, dalla Germania, a dispetto della Brexit dalla Gran Bretagna, dalla Cina, dalla Russia e dal Giappone. Numeri ancora contenuti ma in significativa crescita anche per il Brasile, mentre segnaliamo il debutto assoluto di paesi come Panama e Senegal.

Imparare dal vino è quello che ho sempre fatto, si scoprono territori, filosofie aziendali, vitigni diversi, come diverse sono le impronte che tracciano quando li si degusta.

Oltre la teoria , toccare con mano il lavoro faticoso ma pieno di soddisfazioni che sussiste dietro la bottiglia, è importante quanto emozionante.
Non finirò mai di viaggiare per il vino.

Tenuta San Guido, l'eccellenza a Bolgheri

Bolgheri , lo ricordo con affetto, ripensando a quanta strada ho fatto da lì e quanta ancora dovrò fare. In particolare visitai una delle aziende più amate, (e forse anche invidiate ) del panorama vitivinicolo italiano, fin dal momento in cui il loro vino, si affacciò timidamente sul mercato.  Entrai quasi in punta di piedi inTenuta San Guido , osservando quell'angolo di paradiso che vede protagonisti vino e natura, per non perdere nemmeno un dettaglio. Bolgheri , territorio che persino i profani del vino associano a prodotti di pregio , un tempo era una landa desolata. Il Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta con estrema gentilezza, mi raccontò la storia straordinaria di questo terroir e del percorso che fece il Cabernet Sauvignon per diventare Sassicaia

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