Abbiamo già incontrato l’azienda vinicola Ferraris che opera nell’areale di Castagnole Monferrato. È successo descrivendo l’Opera Prima, vino fatto con uve Ruchè, vitigno originario e sempre più diffuso dell'area collinare a Nord-Est di Asti.

Che l’azienda abbia deciso di valorizzare questo vitigno è dimostrato anche dal vino di cui parleremo oggi, il Ruchè Clàsic 2014 altra perla enologica di indiscutibile piacevolezza.

Il Ruchè presenta caratteristiche morfologiche ed analitiche distinte che lo rende unico nel panorama ampelografico. Varietà semiaromatica, matura abbastanza precocemente, solitamente nella prima decade di settembre. E' un buon accumulatore di zuccheri e, nonostante la sua bassa acidità totale, mantiene una significativa componente di acido malico che conferisce una buona freschezza finale al vino. La caratteristica principale delle uve è la ricchezza di polifenoli, rappresentati in maggioranza dai tannini che apportano struttura al vino e una discreta propensione al suo invecchiamento.

A seconda delle annate, la gestione della macerazione permette un'estrazione selettiva dei tannini in modo da rendere il vino del tutto equilibrato e quindi di immediata piacevolezza.


Abbiamo già discusso del Ruchè di Castagnole Monferrato a proposito dei vini di Montalbera e di Franco Morando. Torniamo a parlarne per raccontare l’Opera Prima di Luca Ferraris, una differente interpretazione del Ruchè e del suo territorio.

La denominazione – che ricordiamo è Docg dal 2010 – si estende per 136 ettari in 7 comuni del Monferrato Astigiano. Nel comparto, un’ottantina di aziende vinificano differenti versioni di Ruchè, vino di nicchia prodotto con l’omonimo e raro vitigno autoctono. 

L’uva, che certamente non si distingue per l’importanza del corredo polifenolico della buccia, normalmente darebbe vita ad un vino profumato, con delicati sentori floreali, certamente poco adatto all’invecchiamento. Il progetto Opera Prima ribalta questo paradigma, diventando l’emblema di come l’interpretazione del territorio, unita all’accurato lavoro in vigna e in cantina, possano portare a risultati davvero sorprendenti.

Ma andiamo con ordine.

Il Ruché sta a Montalbera come Montalbera sta al Ruché. E’ stata una vera e propria sfida, possiamo dire ormai vinta, visto che ormai il vino è riconosciuto dal mercato e nel 2010 ha persino ottenuto l’ambita DOCG. Anche se in azienda si fanno altri vini dalla Barbera al Moscato d’Asti, dal Grignolino al Barolo che abbiamo degustato e recensito, è innegabile che l’azienda sia indissolubilmente legata al sorprendente vitigno autoctono ( approfondimenti nell'intervista a Montalbera ).

Incontriamo l’azienda vinicola Montalbera, ormai affermata realtà che opera nelle Langhe e nel Monferrato. Franco Morando continua la tradizione di famiglia e, con passione e serietà, sviluppa il lavoro già avviato seguendo canoni di eccellenza.
La storia di successo si basa sulla riscoperta e la conseguente valorizzazione del Ruché, antico vitigno della tradizione piemontese. La sfida è vinta, il Ruché inizia ad avere notorietà ma soprattutto il riconoscimento del mercato e legislativa che merita: le vendite sono in crescita e nel 2010 arriva la DOCG. Quindi l’azienda completa la gamma rilevando alcuni vigneti a di Nebbiolo da Barolo Castiglione Falletto. Completa la gamma, se così si può dire.
Chiediamo quindi a Franco di raccontarci Montalbera, certi che la sua storia possa essere di nostro interesse.

Ciao Franco. Quanti ettari vitati conduci? In quali comuni?
Le cantine sono tre. La prima si trova a Castagnole Monferrato e si estende per 140 ettari in un unico appezzamento. È una terra vocata per il Ruché, antico vitigno autoctono piemontese, il cui vino ha recentemente ottenuto la DOCG. La seconda cantina è a Castiglione Tinella con un vigneto di 15 ettari. È la nostra cantina storica, casa natale di mio nonno Enrico Riccardo, rivolta esclusivamente alla coltivazione del grande Moscato d’Asti. La terza si trova a Castiglione Falletto, un piccolo fazzoletto di 3 ettari di soli vigneti che sconfinano nel comune di La Morra, dedicati alla produzione di Nebbiolo da Barolo.

In percentuale, qual è la composizione del vigneto per vitigno?
A Castagnole Monferrato la suddivisione è la seguente: circa 75 ettari di Ruché, 18 di Grignolino, 20 di Barbera d’Asti, 5 di Chardonnay, 10 di Viognier, 5 di Sauvignon e 7 ettari in mix di altri vitigni internazionali. La cantina di Castiglione Tinella è riservata solo alla coltura del Moscato d’Asti e quella di Castiglione Falletto al Nebbiolo da Barolo.

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