Abbiamo organizzato una bellissima cena-degustazione a Palermo, un incontro "Sicilia-Piemonte" tra grandi vini della tradizione piemontese e piatti gourmet della cucina siciliana e non solo: presso il ristorante Ozio Gastronomico di Palermo sono stati di scena i vini dell’Azienda di Neviglie di Roberto Sarotto.

La cena è cominciata versando nei calici un Asti secco, vino spumante metodo Charmat prodotto con uve Moscato, adatto ad accompagnare aperitivi e antipasti, davvero molto profumato. Un vino ancora troppo poco conosciuto, frequentemente confuso con il veneto Prosecco, con cui ha in comune soltanto il residuo zuccherino (è un extradry con 17 grammi/litro di zucchero). Poi è toccato al Langhe Arneis, un vino che si caratterizza per profumi floreali e fruttati e la notevole spalla fresco-sapida, molto adatto a detergere il cavo orale specie dopo aver mangiato cibi untuosi. Terzo vino il Gavi di Gavi Bric Sassi da uve Cortese, un vino che risulta più morbido rispetto al precedente, che gioca su note fruttate contando anche su una bella acidità. Si passa quindi al rosato Rosae da Nebbiolo in purezza, vino di grande struttura, freschezza e versatilità.

Avevo conosciuto Roberto Sarotto a Roma, poco prima di intraprendere il mio viaggio-studi nelle Langhe del Barolo. Andarlo a trovare a casa sua a Neviglie è stata la logica conseguenza. Ovviamente è successo perché ne avevo apprezzato i vini durante una degustazione romana, oltre ad averne compreso lo spirito con cui erano fatti. Tradizione e innovazione: troppo ghiotta l’occasione di trovarmi nelle Langhe per non incontrare Roberto in cantina.

L'Azienda Agricola Roberto Sarotto è a conduzione familiare e da sempre legata al mondo del vino. La filosofia aziendale si basa su di una profonda consapevolezza dei valori tradizionali, ma senza paura di esplorare e intraprendere strade innovative del vino. L’azienda si estende su una superfice vitata di 80 ettari dislocati nei comuni di Novello, Neive, Neviglie, Nizza Monferrato e Gavi. Qui nascono e maturano le uve, pregiata materia prima che poi viene trasportata nella modernissima cantina che ho avuto il piacere di visitare, cantina dotata di attrezzature particolarmente innovative. Le uve vengono quindi trasformate nei vini del territorio, permettendo alle stesse di esprimersi nelle loro massime potenzialità.

Tra i diversi vini che ho avuto la fortuna di assaggiare (dal Barolo Audace al Barbaresco Gaia Principe, dal Langhe rosso Enrico all’Arneis Runcneuv, allo Spumante Brut) vi voglio raccontare la Barbera d’Alba Elena 2012, vino creato in onore della secondogenita di Roberto, da cui il vino ha preso il nome.

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