D.O.C.G. Brut. Ruggeri, Valdobbiadene. Mai bevuto un prosecco “antico”?

Sono sdraiato in giardino. Davanti a me, su un vecchio tavolo in ghisa che sa di rococò, le “Odi Elementari” di Neruda, in un'edizione desueta che pare ancor più emaciata del mobiletto che le ospita, in questo tardo pomeriggio lungi dall'essere avvolto di calore estivo. 

Fra i rami d'un castagno, ch'era li ancor prima che nascessi, indovino a stento ciò che da qui mi convinco sia una flebile controprova d'un pensiero del cielo che potrebbe rivelarsi dichiarazione d'amore. Un confessarsi garbato che ha paura di farsi scoprire e che in docili colpi di luce si rivela.

E quei pochi raggi illuminano il testo d'una pagina che in passato ho più volte segnato... Ma non ho bisogno di leggere. A memoria ne ripasso i contorni, ridisegno le sagome d'ogni lettera che prende forma, ora e per sempre nella mente: «Vino color del giorno, vino color della notte, vino con piedi di porpora o sangue di topazio, vino, stellato figlio della terra...».

Potrebbe capitare che un appassionato consumatore di vino, non espertissimo, si imbatta in calici di varie forme e misure trovandosi nel bel mezzo di un labirinto.
L’obiettivo di questo numero della nostra guida è fornire il “filo d’Arianna” ed evitare scelte sbagliate e/o brutte figure con i commensali.

Iniziamo, innanzitutto, con il bicchiere per l’antipasto.
In genere, vengono accompagnati da vini con bollicine, Franciacorta metodo Classico, Champagne o Prosecco di Valdobbiadene, comunque vini secchi adatti per stuzzichini salati tipo scaglie di Parmigiano, Salumi o mozzarelline etc.
Il bicchiere perfetto è la Flute.
Molti lettori si staranno chiedendo come mai non la classica “coppa da Champagne” tanto cara a Luigi XV e Madame de Pompadour sul seno della quale tale bicchiere sarebbe stato modellato (o secondo altri a Luigi XVI e sua moglie Maria Antonietta o per altri ancora al popolo Inglese).

Questo calice valorizza molto bene il Perlage (catenelle di bollicine ) e la bocca stretta convoglia al naso i profumi che questi vini sprigionano; favorendo anche la risalita delle bolle e concentra prolungando così l’effervescenza..
Lo stelo sottile permette una impugnatura agevole ed evita il riscaldamento di questi vini che, ricordiamo, devo essere serviti ad una temperatura tra i 6°-8°.

 

Probabilmente se vi dicessi di pensare ad un argomento collegato a Paris Hilton verrebbe fuori una lunga serie di argomenti capitanata dal capitolo hot della star!
Gossip, lusso, eredità, sesso, porno, scandalo, sono solo alcune delle parole immediatamente collegate alla famosa sexy bionda.
Difficilmente, a parte i ben informati, pensereste al vino!
La bella Paris ha invece, sorpresa per molti, interagito col nostro mondo e l’ha fatto, come sempre, sollevando polemica ed alimentando l’ira di molti!

Cosa significa " RIVE " ?
In dialetto Veneto RIVA sta a indicare un appezzamento di terra o un vigneto situato sul lato della collina.
A tali RIVE viene spesso attribuito un nome, spesso particolare e locale, col fine di identificare il lotto preciso.
Enologicamente parlando le RIVE sono vigneti localizzati in aree difficili, contraddistinte da pendenze importanti ma con un terroir che dona una qualità eccelsa alle uve che rendono il vino ricavato “unico”.
La denominazione RIVE può essere usata solo per lo " spumante ", quindi non per i vini fermi, né bianchi né rossi.
La denominazione è stata per prima applicata al Cartizze, famosa area di produzione del famoso vino, primo e vero Cru di Valdobbiadene, che corre lungo i paesi di Santo Stefano, San Pietro e Saccol.

Tempo fa a casa arrivò una bottiglia di vino che mio padre descrisse come un "esperimento".
L'etichetta diceva " Recantina " la quale è un'uva natia della provincia di Treviso, un vitigno molto antico coltivato fin dai primi del 600 e citato più volte dall'Agostini  "queste benedette uve recandine per il gran utile che rendono poiché fanno molta quantità d’uva fa vino buono e bello”.

Nell'epoca post filossera se ne sono perse le tracce ma grazie all'intuito e al lavoro di alcuni produttori quest'uva "dimenticata" è ritornata in vita: è coltivata soprattutto nella zona del Montello, provincia di Treviso, poco distante della cittadina di Valdobbiadene, famosa per il prosecco.
Spesso viene confusa con il raboso.

Cosa significa Sur Lie ?

" SUR LIE " in francese o " COL FONDO " in italiano, letteralmente significa " sullo sporco " ( lieviti ) ed è il metodo più antico per produrre prosecco spumante.

Prima di avere le Autoclavi, cioè vasche sotto pressione, usate per il metodo Charmat-Martinotti dove si avvia  la seconda fermentazione alcolica, questa veniva creata all'interno della bottiglia, più o meno come nel metodo champenoise ma usando l'uva del prosecco, chiamata Glera. Una cosa interessante è che non si pratica il degorgement che è la tecnica che si usa per rimuovere la feccia ( lieviti morti e sedimenti ) per ottenere un vino chiaro.

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino