Sono passati alcuni anni da quell’evento che si tenne all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si trattava di “Sensofwine” di Luca Maroni una grandissima degustazione con banchi di assaggio che ripercorreva in lungo e in largo il meglio dei vini italiani. Fu in quella occasione che conobbi i figli di Mimmo Pasetti e in particolare Francesca dai capelli rossi, proprio come nonna Rachele, che da il nome al Montepulciano Testarossa, uno dei prodotti di punta di questa bella Azienda Abruzzese.

Parlammo dei vini di casa Pasetti e del Montepulciano come uno dei vini più interessanti e di maggior prospettiva. Mi ritrovai nel calice da degustazione, alla fine della batteria dei vini presentati da Pasetti alla manifestazione, un rosso cupo e impenetrabile. L’Harimann.

Il  sogno di Gianni Masciarelli di rinnovare la viticoltura in Abruzzo s’infrange nel 2008 quando un malore c’è lo porta via a soli 52 anni.
Ma di quel sogno nulla è cambiato.
Quel sogno, oggi lo possiamo dire, è realtà.
L’azienda attualmente è composta da quattro cantine e terreni vitati un pò ovunque, è condotta con grande capacità professionale da sua moglie Marina Cevtic, donna dell’Est, dinamica e tenace che ben presto impone la sua personalità nell’azienda tanto da creare una linea che porta il suo nome.
L’impegno la porta a cercare nuove sfide, nuovi Terroir, fino ad arrivare in provincia di Teramo, nel comune di Controguerra, alla ricerca di una nuova espressione di Montepulciano d’Abruzzo.

Raccontare di Gianni Masciarelli e della sua Azienda significa raccontare la rinascita del vino in Abruzzo.
Significa raccontare delle autobotti che piene di Montepulciano risalivano lo stivale per rinforzare i vini del nord poveri di colore e struttura.
Significa parlare di un uomo che, insieme a pochi altri produttori, ( in primis Valentini e Pepe ) hanno sempre creduto fortemente nel proprio territorio e alle potenzialità dei vitigni tradizionali abruzzesi, puntando senza mezzi termini, sulla qualità.
Grazie a questi pionieri è stato possibile assistere al Miracolo-Abruzzo.

Non è facile recensire una Cantina Cooperativa soprattutto quando si producono più di dodici milioni di bottiglie.
Spiegare come fa una Cantina con 900 soci, radicata in Abruzzo dal 1960 a proporre vini corretti, dal buon rapporto qualità/prezzo comprese alcune eccellenze  può sembrare una impresa impegnativa.

Se parliamo di Tollo (Chieti) parliamo di vino.
Fin dai tempi dei romani questo territorio era noto per la produzione vitivinicola.
Posto a ridosso dell’adriatico sulle dolci colline argillose che guardano il mare e anticipano il massiccio della Maiella i cui venti freschi, assicurano, una escursione termica benefica per i filari di Montepulciano e Trebbiano.

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