Ho avuto la fortuna di recensire più volte la Riserva Inferi del Montepulciano d’Abruzzo dell’azienda Marramiero. Inizialmente le prime due annate, risalenti alla prima metà degli anni ’90 del secolo scorso, il 1993 e il 1994. In queste circostanze ho commentato l’attitudine di questo vino ad attraversare il tempo e il sorprendente modo con cui evolve sotto il profilo organolettico. Più di recente, in occasione dell’anteprima del Montepulciano d’Abruzzo, ho degustato l’Inferi Riserva 2013, giovanissimo e non ancora in commercio.

Come in commercio è invece il millesimo 2012 della Riserva Inferi, il vino che proverò a raccontare oggi. Le uve provengono dai vigneti aziendali situati a 270 metri di altezza presso la Masseria Sant’Andrea di Rosciano in provincia di Pescara, tra il mar Adriatico e il Massiccio delle Maiella. Uve prodotte tramite la pergola abruzzese, forma di allevamento della vite che riduce l’irradiamento solare sui grappoli, favorendo lo sviluppo dei polifenoli e degli aromi.

Abruzzo, terra antica dove la produzione viticola si fa risalire sin dall’età del ferro. Come scrisse Ovidio, nativo di Sulmona, “terra ricca del dono di Cerere e ancor più feconda di uve”. Uve come Montepulciano e Trebbiano, che sono indissolubilmente legate a questa terra.

A fine giugno ho avuto il privilegio di partecipare alla quarta edizione dell’AMA, l’Anteprima del Montepulciano d’Abruzzo, manifestazione che si è tenuta a Chieti nella splendida cornice del Museo archeologico La Civitella. Ho potuto assaggiare molti Montepulciano, oltre che altri vini di questa regione così importante nel panorama ampelografico nazionale.

L’Abruzzo si caratterizza per la presenza di estesi e elevati rilievi, tra cui le più alte montagne degli Appennini appartenenti al Gran Sasso e al Massiccio della Maiella. Nel complesso la regione è occupata per quasi due terzi dei suoi 10.798 kmq di estensione da montagne e la restante parte da colline che declinano dolcemente verso il mar Adriatico.

Il clima della regione è condizionato dall’altitudine e dalla disposizione dei monti. Si presenta più mite sul versante appenninico rivolto al mare Adriatico, con una temperatura media di 12-16°C. Se si escludono alcune zone siccitose del basso Abruzzo, la regione presenta una ragguardevole piovosità. Le precipitazioni sono scarse sulla costa, poi aumentano nelle parte più elevate, per diminuire nuovamente nelle conche interne riparate dai venti. Buona la ventilazione per un clima che rimane nel complesso benevolo. Anche la luminosità è molto favorevole.

Siamo in Abruzzo, a Villamagna (CH) a metà strada tra le montagne e il mare.

L’azienda Cascina del Colle sorge nel luogo dove fu ritrovata una zanna di Mammut, famoso e poderoso animale preistorico che da’ il nome al Montepulciano che stiamo per degustare!
La famiglia D’Onofrio lavora in biologico i quindici ettari di vigneto; e, da quello di San Severino, 215 metri sul livello del mare, nascono le uve che danno a loro volta vita a questo vino fuori dagli schemi.

Oggi proseguiamo il nostro breve viaggio alla scoperta del vino delle Privat Label. La nostra attenzione è stata da tempo catturata dal marchio: “Le vie dell’uva”.

Si tratta di una brand creata dal gruppo commerciale Selex, da sempre molto attento alla qualità dei suoi prodotti ed al modo di presentarli. Lo specchio di questa meticolosità sono i punti vendita, reperibili sul territorio con le insegne A&O, Dok, Famila ed Iperfamila, ordinati, puliti e con display e layout assolutamente leggibili. Insomma, una realtà che ricerca l’eccellenza!

Il gruppo nasce, come spesso è accaduto in Italia, dall’unione di grossisti alimentari, nel 1964 che arrivano poi a creare il Consorzio A&O italiano che circa 15 anni dopo costituirà il gruppo Selex.

Oggi l’azienda annovera circa 5.500 referenze PL, oltre 6000 punti vendita, 4,5 milioni di carte fedeltà ed una quota di mercato del 16,5%!

Il gruppo fa parte delle Centrale d’acquisto e marketing ESD Italia, costituita nel 2001 da Selex ed Esselunga ed oggi composta da Selex, Agorà Network, Acqua e Sapone e Sun.

 

Un giorno decido di entrare in un Lidl (ebbene si, è successo anche a me!), trovo ottimi alcuni attrezzi da bricolage e quindi decido di entrare a comprare qualcosa, ma essendo un curioso, non posso esimermi dall’andare a mettere il naso nella corsia dei vini!

Gli “ottimi” francesi tanto sponsorizzati da esperti in radio, di cui abbiamo parlato ad esempio in questo articolo, ma anche barolo sotto i 5 euro e chi più ne ha più ne metta!

Vengo però attratto da un vino messo molto in evidenza, con al collo un’elegante “cravatta” firmata Luca Maroni, altro che Marinella!

Di vini e cantine abruzzesi ci piace parlare. L’Abruzzo è una terra piena di belle realtà, sia storiche che giovani, che producono ottimi vini.

Tra queste abbiamo già parlato di Torre dei Beati azienda emergente con sede a Loreto Apruntino e del loro Mazzamurello 2010.
In questi giorni ho avuto il piacere di conoscere Adriana Galasso e Fausto Albanesi, proprietari della cantina; persone molto gentili e pacate. Mi sono soffermato in particolare a scambiare delle un bel po’ di parole con Fausto, una persona che mi ha colpito molto.
Fausto ha quella comicità innata non fatta di battute esilaranti e fragorose risate. Fausto fa ridere e sorridere con la sua sottile ironia (ed autoironia), col suo fare pacato, il tono di voce e la mimica il tutto coadiuvato da una vena sarcastica ed il cervello di una persona molto intelligente.
Fausto è un ingegnere illuminato dalla passione per il vino e la sua azienda è il frutto di una miscela tra pratica, razionalità e “testa” da un lato e cuore dall’altro (che resta però sempre ben saldo al cervello!).
Torre dei beati è per la tradizione, ma anche per la sperimentazione; “Non per forza la tradizione da’ buoni risultati, su alcune cose per fortuna c’è stato il progresso”.
In questa azienda si produce in biologico per il bene di chi lavora in azienda, ma Fausto (ed anche io a dire il vero), non crede che sia un milligrammo di pesticidi a far male a chi consuma vino, ma il quantitativo utilizzato tra le viti lede certamente a chi ci lavora tutti i giorni a contatto ed all’ambiente.

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