Livia è il nome della mamma di Enrico Marramiero, titolare dell’omonima azienda abruzzese che abbiamo già incontrato altre volte. È un vino cotto, vino della tradizione della regione che va indietro nel tempo per molti secoli. Storicamente veniva prodotto e conservato fino alla nascita del primo figlio maschio o addirittura fino al suo matrimonio. Il Livia è un vino prodotto con uve Montepulciano ed è adatto ad accompagnare il dessert, ma in grado di esaltare anche i formaggi stagionati e, come vedremo, anche erborinati.

Questa specialità abruzzese non poteva non far parte della gamma dei vini Marramiero, accanto agli altri grandi vini del territorio come il Montepulciano Inferi, il Dante Marramiero, il Trebbiano Altare o il Pecorino d’Abruzzo, vini che abbiamo già raccontato.

Al Vinitaly, ho avuto la fortuna di partecipare ad un evento in cui il Livia era proposto in abbinamento con ben sei differenti formaggi. Oltre alla presenza del titolare dell’azienda Enrico e dell’Enologo Romeo Taramborrelli, il tasting ha visto la partecipazione della giornalista Rosa Capece ed è stato guidato da Francesco D’Agostino Direttore di Cucina & Vini. Ma prima di raccontare la degustazione, proviamo a capire come viene realizzato tecnicamente il vino cotto targato Marramiero.

Abbiamo incontrato l’ultima volta la cantina Marramiero quando abbiamo raccontato la verticale di Dante Marramiero, il Montepulciano Riserva e vino di punta dell’azienda.

Oggi invece parliamo del Pecorino, vino bianco prodotto con l’omonima uva autoctona che ricorda l’evento fondamentale della vita abruzzese della Transumanza. Quando cioè i pastori favorivano la migrazione stagionali delle greggi di pecore su largo raggio territoriale, percorrendo particolari vie naturali (tratturi), dalle zone collinari e montane verso i litorali marini nella stagione invernale e per il tragitto opposto in quella estiva cibandosi dell’uva ”pecorino”.

Abbiamo già detto che la cantina si trova a circa 200 metri s.l.m, in una posizione protetta dai 3.000 metri del massiccio del Gran Sasso. Ne abbiamo parlato quando abbiamo raccontato il Trebbiano Altare 1996, vino bianco che ha attraversato magnificamente il tempo. Scopriamo oggi che Marramiero riesce a fare grande qualità anche nei vini bianchi pensati per essere bevuti giovani. Ed è proprio il caso dell’Abruzzo Pecorino 2014 in degustazione.

 

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