Al Vinitaly si ha la straordinaria opportunità di incontrare, in un tempo ragionevolmente breve, personaggi del vino conosciuti nel corso del tempo e che operano in territori distanti da casa tua anche a molte centinaia di chilometri. Sono così passato dallo stand dei Marchesi di Barolo, cantina di proprietà della famiglia Abbona che si trova nel comune di Barolo e che, come ho già avuto modo di raccontare, ho avuto il privilegio di visitare un anno fa.

La Marchesi di Barolo è la cantina in cui si è fatta la storia del Barolo. Appartenuta a Giulia Vittorina Colbert de Maulévrier, Marchesa di Barolo, assieme all’enologo francese Luis Oudart e al giovane amico Camillo Benso, nella prima metà dell’ottocento ha di fatto inventato la formula del Barolo moderno. Nella storica cantina sono custodite migliaia di bottiglie di Barolo datate, come il Cannubi 1982 da me degustato proprio nella circostanza della mia visita in cantina.

Ma quello che non puoi assolutamente prevedere è che al Vinitaly vini come questi possano essere accessibili. Ma a volte capita e, questa volta, ho avuto la fortuna di degustare tre annate di Barolo Riserva, due delle quali risalenti agli anni ’80 del secolo scorso.

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