Abbiamo partecipato ad un nuovo evento enogastronomico che si è tenuto presso la Vineria Bistrot Sydeways di Roma, per l’esattezza una cena degustazione con vitella arrosto. Questa volta sono stati abbinati alcuni piatti a ben sette vini di Roberto Sarotto, produttore delle Langhe che abbiamo già incontrato raccontando la Barbera d’Alba Elena 2012. Per l’occasione, Roberto è venuto a Roma presso Sideways a parlarci della sua azienda e dei suoi vini accostati ai piatti della cena: noi abbiamo scelto l’abbinamento tra lo spezzatino in bianco con contorno di patate al forno dello chef Maicol con il Barbaresco Gaia Principe 2013.

INGREDIENTI per 25 persone

* 3 kg di un taglio non troppo nervino o grasso di vitella;
* ¾ di un bicchiere d’olio;
* circa 200 gr. di burro;
* sedano, carote cipolla q.b.;
* sale e pepe verde q.b.;
* brodo di carne;
* un bicchiere di Barbaresco Gaia Principe.

 

Avevo conosciuto Roberto Sarotto a Roma, poco prima di intraprendere il mio viaggio-studi nelle Langhe del Barolo. Andarlo a trovare a casa sua a Neviglie è stata la logica conseguenza. Ovviamente è successo perché ne avevo apprezzato i vini durante una degustazione romana, oltre ad averne compreso lo spirito con cui erano fatti. Tradizione e innovazione: troppo ghiotta l’occasione di trovarmi nelle Langhe per non incontrare Roberto in cantina.

L'Azienda Agricola Roberto Sarotto è a conduzione familiare e da sempre legata al mondo del vino. La filosofia aziendale si basa su di una profonda consapevolezza dei valori tradizionali, ma senza paura di esplorare e intraprendere strade innovative del vino. L’azienda si estende su una superfice vitata di 80 ettari dislocati nei comuni di Novello, Neive, Neviglie, Nizza Monferrato e Gavi. Qui nascono e maturano le uve, pregiata materia prima che poi viene trasportata nella modernissima cantina che ho avuto il piacere di visitare, cantina dotata di attrezzature particolarmente innovative. Le uve vengono quindi trasformate nei vini del territorio, permettendo alle stesse di esprimersi nelle loro massime potenzialità.

Tra i diversi vini che ho avuto la fortuna di assaggiare (dal Barolo Audace al Barbaresco Gaia Principe, dal Langhe rosso Enrico all’Arneis Runcneuv, allo Spumante Brut) vi voglio raccontare la Barbera d’Alba Elena 2012, vino creato in onore della secondogenita di Roberto, da cui il vino ha preso il nome.

L’esperienza sensoriale del Nebbiolo, il bellissimo principe delle Langhe. 

Nebbiolo, uva straordinaria e complicata, esaltante ma di difficile coltivazione. Unisce scarsa produttività ad una difficile adattabilità a terreni diversi da quelli originari. Presenta una fioritura precoce, nella prima decade di aprile, e una maturazione tardiva, spesso ad ottobre inoltrato quando viene vendemmiata.

Sono andato a trovare Mariacristina Oddero nella storica cantina, in frazione Santa Maria nel comune di La Morra. E ho vissuto una delle esperienze più belle del mio viaggio nelle Langhe del Barolo.

Poderi e Cantine Oddero è uno degli storici e più noti produttori del Barolo. La cantina è stata fondata oltre 150 anni or sono e, di generazione in generazione, continua a trasmettere alcuni valori molto importanti nei vini che produce, nel completo rispetto della tradizione e del territorio. Oggi l’azienda è condotta da Mariacristina e Mariavittoria, figlie di Giacomo Oddero, personalità stimata non soltanto in terra di Langa, che ha avuto un ruolo molto attivo nello progresso del comparto del Barolo.

I vigneti situati nei comuni più importanti nelle zone del Barolo e del Barbaresco, appartengono alla famiglia Oddero in alcuni casi da oltre due secoli, come attestano alcuni antichi documenti comunali del XVIII secolo. A cavallo del Settecento e l’Ottocento si iniziano a vinificare le uve prodotte nei vigneti di proprietà nel comune di La Morra. A quel periodo risale l’edificazione della parte più antica della cantina. Poi, a partire dal 1878, Oddero comincia ad imbottigliare.

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