Abbiamo già incontrato l’Azienda vinicola campana Colli di Lapio, condotta con sicurezza da Clelia Romano. Abbiamo conosciuto questa cantina in occasione del racconto dell’abbinamento di un risotto alla zucca al Fiano di Avellino 2009, vino di cui abbiamo in seguito recensito il millesimo 2014, vino tanto notevole quanto l’annata non sia stata particolarmente favorevole per la produzione delle uve.

L’azienda, nata nella prima metà degli anni ’90 dello scorso secolo, è ubicata a Arianello, una piccola frazione del comune di Lapio, paese Irpino situato a circa 550 metri sopra il livello del mare. Lapio è uno dei pochi comuni dove si possono produrre due delle tre DOCG del territorio, ossia il Fiano di Avellino e il Taurasi. La presenza di boschi che sfavoriscono prolungati surriscaldamenti estivi, il clima secco e ventilato e la buona piovosità facilitano la produzione anche del terzo vino d’Origine Controllata e Garantita dell’Irpinia, ossia il Greco di Tufo Alèxandròs, vino di cui parleremo oggi e che prende il nome dal terzo nipote di Clelia. Le caratteristiche del territorio e del vigneto che si trova nel comune di Santa Paolina, nell’areale di produzione del Greco di Tufo, determinano alcune delle condizioni ottimali per la coltivazione della vite.

Abbiamo conosciuto la cantina Cennerazzo, azienda vinicola relativamente giovane che opera in Irpinia nel comprensorio del Greco di Tufo. Questa denominazione, assieme al Fiano d’Avellino e al Taurasi, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del territorio, tanto che i vini prodotti sono ben conosciuti anche all’estero. E di Cennerazzo abbiamo degustato il Greco di Tufo, che rappresenta al momento il primo e unico vino imbottigliato dall’azienda.

L’azienda si trova nel comune di Torrioni e vive un importante passaggio generazionale. Federico faceva il vino per il consumo familiare, vendendo l’eccedenza in modo sfuso e conferendo la produzione di uva alla cantina sociale. La svolta si ebbe con il figlio di lui, Sebastiano, attuale presidente del consorzio Viticoltori del Greco di Tufo. Sebastiano sviluppò l’attuale azienda, oggi condotta dai figli Federico e Lidia, sempre mantenendo un’impostazione di tipo artigianale, ma applicando metodi innovativi e utilizzando tecnologie moderne.

I fiocchetti sono una pasta ripiena di ricotta e spinaci. Noi li abbiamo cucinati e amalgamati con una besciamella, abbinando il piatto al Greco di Tufo 2013 dell’azienda emergente Fonzone.

Ingredienti utilizzati per 4 persone

> Mezzo chilo di fiocchetti di ricotta e spinaci;
> Latte, farina, burro e una spolverata di noce moscata per la besciamella;
> Sale quanto basta;
> Parmigiano a piacere.

La preparazione

Abbiamo cucinato i fiocchetti in acqua bollente e salata e li abbiamo scolati tre minuti prima del dovuto. Contemporaneamente con latte, farina, una noce di burro e una spolverata di noce moscata abbiamo preparato la besciamella. Scolati i fiocchetti li abbiamo saltati per un paio di minuti con la besciamella in un tegame.

Abbiamo quindi servito i fiocchetti nei piatti e cosparsi di parmigiano grattugiato.

Quante volte vi capita di essere incuriositi da un vino a causa dell’etichetta o del nome della cantina? Succede a tutti, anche a me. Stavolta mi sono chiesto il perché la famiglia Spiniello abbia deciso di chiamare Crypta Castagnara la propria cantina! 

La risposta è semplice, la loro sede è a Grottolella, nella provincia di Avellino, un paese di circa 1000 anime nel bel mezzo dell’Irpinia. Cosa c’entra? Il comune anticamente era chiamato nel XII secolo Crypta Castagnaria (Grotta Castagnara) e da lì ovviamente deriva il nome di quest’azienda che francamente non conoscevo.

La produzione inizia in un periodo non ben precisato, pare che la famiglia Spiniello faccia da sempre vino! Il “vino di Cardone” lo chiamavano così a causa del soprannome del trisavolo Domenico ed è per questo che il cardo è l’emblema dell’azienda.

Succede almeno una volta nella vita di tutti di trovarsi davanti ad una scelta che turba l’animo: cominciare una dieta! Stavolta purtroppo è toccato a me ed ai miei commensali di qualche giorno fa, ma esistono tante ricette leggere che spesso soddisfano il palato, saziano e ci lasciano leggeri.

Uno dei miei preferiti è una semplice ricetta con la zucca, ricordate quando il nostro Alessandro Genova vi aveva parlato di un altro abbinamento cibo vino, con un risotto alla zucca ? Oggi però non scordiamo di essere a dieta!

Ingredienti:

Fusilli al pesto di rucola selvatica e Greco di Tufo Le Ormere: il fascino sta nell’imperfezione

Il divertente gioco degli abbinamenti (oppure La perfezione non è di questo mondo, per fortuna!)
 
Come si dice: "trovata la regola scoperto l'inganno", è un po' questa la filosofia che ormai caratterizza il mio percorso di abbinamento tra pietanze cucinate, o non, e il nettare di Bacco, dopo naturalmente aver adeguatamente digerito le regole auree di abbinamento cibo-vino imparate da oltre 15 anni ai corsi AIS e collegati.
Oggi la parte divertente del gioco degli abbinamenti è quale punto di partenza prendere come riferimento, mi spiego meglio: in alcune circostanze è il persistente desiderio di stappare una bottiglia ben conservata in cantina, magari da un po' di tempo, a farmi ingegnare al meglio per preparare un piatto che riesca a valorizzare la boccia stessa, in circostanze opposte è la presenza di materie prime particolari in frigo con le quali preparo un piatto di tradizione o di cucina creativa che mi fa fermare un attimo per scegliere il vino più adeguato alla circostanza.

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