Partiamo dal territorio e la storia di questo vino frascati

Agronomi, enologi,vignaioli e la storia secolare del Frascati ci dicono che i Castelli Romani rappresentano un territorio ad altissima vocazione enoica.
I suoli vulcanici capaci di regalare finezza al vino,la giacitura collinare dei vigneti, un clima mediterraneo e ventilato che garantiscono sanità e perfetta maturazione delle uve ed inoltre un’importante escursione termica che agevola lo sviluppo della componente aromatica uniti alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e tradizionali che hanno dato nobiltà al Frascati in un passato ormai un po’ lontano, e penso soprattutto a Malvasia Puntinata, Greco e Bellone, costituiscono uno straordinario potenziale per la realizzazione di vini di qualità superiore. Purtroppo per lungo tempo, ed in gran parte ancora oggi, quest’ enorme potenziale è stato mortificato da una sovrabbondante produzione di vini mediocri ed a basso costo che finivano e finiscono sugli scaffali della Grossa Distribuzione italiana ed estera(soprattutto inglese)e su molte tavole di una certa ristorazione romana ancora impreparata e spesso anche un po’ cialtrona che lo vende come vino da tavola.

“Il vino a denominazione di origine controllata «Frascati», anche nella tipologia «Spumante», deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale: Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco,Trebbiano toscano,Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. Le altre varieta' di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%...” Così recita il disciplinare che regola la produzione del vino Frascati , vino vanto della regione laziale, per molti secoli insostituibile sulle tavole della nobiltà romana. L’etimologia della parola Frascati è da ricondursi probabilmente ad un elogio alla freschezza delle sue acque, oppure affonda le sue origini nella parola “frasca”, che secoli fa rivendicava agli abitanti del luogo il diritto di tagliare alberi ed arbusti. Ciò che è certo è l’entusiasmo dei produttori che nel corso degli anni è stato tale da rivalutare le varietà tipiche quasi dimenticate come la Malvasia del Lazio ,che veniva spesso sostituita con quella di Candia, resitente alle malattie ma di qualità inferiore , oppure l’interessante Bellone, impiegato spesso nella produzione dello spumante.

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