Avevo sentito parlare della cantina di Chiara Ziliani, sebbene, colpevolmente, non ne avevo mai assaggiato i Franciacorta. Trovandomi al Vinitaly, quale migliore occasione per colmare questa lacuna? Sono quindi passato dallo stand degustando i diversi Franciacorta prodotti. Ho avuto quindi la possibilità di riscontrare una qualità media molto elevata insieme a una bellissima piacevolezza di beva. Un’esperienza sorprendente che merita essere riportata.

L’azienda conduce 15 ettari di vigna a basso impatto ambientale, ubicati nella zona del Franciacorta. Il vigneto si trova su un versante collinare morenico a 240 m sul livello del mare nel comune di Provaglio d’Iseo, con un'esposizione che spazia da da est a sud-ovest. Premesso ciò, le scelte della Cantina si sono sempre basate sulla costante ricerca della qualità nel completo rispetto della natura, osservando sempre il principio di originalità e di relazione con la terra di Franciacorta.

Monterossa è una cantina storica della Franciacorta: sede a Bornato, 75 ettari di terreni vitati, 500 mila bottiglie annue, 4,5 milioni di euro di fatturato.

Controllata da Emanuele Rabotti, figlio del fondatore Paolo, “vanta” anche la presenza, nella proprietà, di Oscar Farinetti che possiede il 33% della società.

Campagne marketing accattivanti negli slogan e nel packaging sono alla base del look moderno di quest’azienda.

 

Ferghettina non può più essere considerata una sorpresa. Dobbiamo ormai parlare di cantina affermata, di uno dei principali riferimenti della Franciacorta e dei suoi pregiati vini.
L’azienda nasce agli albori degli anni ’90 dello scorso secolo e si sviluppa per 130 ettari sparsi in nove comuni della denominazione, sulle assolate colline che si affacciano sul lago Sebino. Pian piano l’azienda cresce sviluppando la sua offerta Franciacorta di qualità assieme ai vini fermi (Curtefranca) stilisticamente molto ben fatti.

La nuova cantina si estende per una superficie complessiva di 6.000 metri quadrati circa. I locali principali sono quelli dedicati al ricevimento delle uve e alla pressatura delle stesse. Quindi troviamo la cantina di fermentazione dei mosti e il magazzino di stoccaggio dei vini in lavorazione, la cantina di conservazione delle bottiglie durante la presa di spuma e dell’affinamento sur lies del Franciacorta. Poi la barriccaia, i locali d’imbottigliamento, dove avviene la sboccatura e il magazzino del vino finito.

Azienda che non ha bisogno di presentazioni. Tra i pionieri della Franciacorta, Ca’ del Bosco dimostra ogni anno che i suoi spumanti rappresentano un archetipo della produzione di questo territorio, vini sempre capaci di stupire ed emozionare al tempo stesso.

In oltre 150 ettari vitati su terreni morenici, alcuni vigneti impiantati a Cordone Speronato raggiungono densità monstre di 10.000 ceppi per ettaro, con una distanza minima tra le piante tale da creare, tra le stesse, una vera competizione per l’approvvigionamento delle sostanze nutrizionali contenute nel terreno. Le basse rese in vigna, la selezione e la raccolta manuale dei grappoli e lo scrupoloso lavoro nella nuovissima cantina completano il profilo di questi Franciacorta di qualità assoluta.

Prima della Cuvée Anna Maria Clementi abbiamo degustato i sorprendenti Vintage Collection Satèn, Brut e Dosage Zéro, Franciacorta frutto di un’accurata scelta delle uve e di una vinificazione in linea con le direttive e la storia della cantina.

 

Forse non tutti sanno che...
Il primo rosé d' Italia è nato per volontà di Guido Berlucchi e del suo enologo Franco Ziliani che fece, possiamo dire, il primo taylor made wine.
Il vino fu realizzato quasi ad hoc per un famoso e rinomato antiquario milanese.
Questo gentiluomo che aveva la sua bottega in Brera amava così tanto il rosé da andare fino a Reims a cercarlo; questo finché, la tutt'oggi  rinomata cantina Berlucchi di Franciacorta, produsse in versione limitata il Max, traendo il nome appunto dall' omonimo antiquario Max H.

Alcuni giorni fa abbiamo partecipato all’annuale appuntamento che Luca Maroni dà agli appassionati nella capitale, evento che anche quest’anno si è tenuto nella bellissima cornice del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia.

Abbiamo degustato le annate successive di alcuni vini già incontrati nella passata edizione, scoprendo quindi novità di notevole interesse.

Cominciamo dalle bollicine della Franciacorta, da una new entry assoluta: il Franciacorta 2009 di 1701, nuovissima azienda alla sua prima creazione. Il vino trascorre oltre 30 mesi sulle fecce e presenta sentori di lievito, ananas e banana. Abbiamo quindi continuato con i Franciacorta di Contadi Castaldi, in particolare il Satèn 2009 da uve Chardonnay in purezza, brillante nella sua cremosissima spuma con profumi netti di biancospino, di crosta di pane e note balsamiche, e poi lo Zero 2009, vino spumante da uve Pinot Nero privo di liqueur d’expédition, complesso e dai profumi agrumati di pompelmo.

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