Conobbi il Fiano di Picariello nel 2005 quando fui avvicinato nel locale dove trafficavo in vini a Mentana (Rm) da una signora che mi parlo di Ciro. Era (ed è tuttora) la sorella della moglie di Picariello e volle farmi provare un cartone di sei vini di questo Fiano mai sentito nominare.

Mi disse che il cognato, stanco di conferire le uva a Feudi di San Gregorio, voleva mettersi in proprio e cercava, nel Lazio, una sponda per promuovere il suo prodotto.

Organizzammo una degustazione e apprezzai fin da subito questo piccolo capolavoro in una serata piacevole, unica pecca, due bottiglie su sei sapevano di tappo. Parlai al telefono con Ciro complimentandomi per i vini e raccomandandomi di curare, in futuro, la scelta del sughero.

La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come ad esempio l’anguria, ed è un frutto arrivato dalle Americhe grazie ai viaggi del XVI secolo. È in gran parte costituita da acqua (circa l’80 %), quindi da grassi (9%), carboidrati (8%) e proteine (3%). Noi l’abbiamo utilizzata per preparare una versione di risotto assieme alla provoletta affumicata.

Abbiamo voluto provare l’abbinamento tra questo risotto alla zucca con un Fiano d’Avellino donatomi dal mio amico Francesco. Per l’esattezza parliamo del Fiano d’Avellino 2009 di Colli di Lapio, azienda condotta da Clelia Romano, vino capace di attraversare il tempo e di esprimere 13,5° alcolici.

Ingredienti utilizzati per 4 persone:

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