Finalmente l'estate, una delle stagioni più attese in assoluto, si allungano le giornate così come il tempo libero e rilassarsi con un bel aperitivo lungomare diventa essenziale.

Oltre che nel vestirsi, ci si "alleggerisce" anche nel mangiare , prediligendo pietanze a base di pesce (spesso crudo), crostacei, ortaggi e verdure, per via del caldo . Le alte temperature oltre che influenzare la scelta del cibo, condizionano anche la scelta del cosa bere e cosa abbinare a questi piatti estivi e colorati.
I vini bianchi in questo periodo dell'anno la fanno da padrone, per la "leggerezza" con cui affrontano il palato anche se non si accompagnano a cibi.
Giovani, freschi, aromatici o secchi, dal colore paglierino con riflessi verdolini, al dorato, sono vini di pronta beva legati al territorio di provenienza.

Quante volte vi capita di essere incuriositi da un vino a causa dell’etichetta o del nome della cantina? Succede a tutti, anche a me. Stavolta mi sono chiesto il perché la famiglia Spiniello abbia deciso di chiamare Crypta Castagnara la propria cantina! 

La risposta è semplice, la loro sede è a Grottolella, nella provincia di Avellino, un paese di circa 1000 anime nel bel mezzo dell’Irpinia. Cosa c’entra? Il comune anticamente era chiamato nel XII secolo Crypta Castagnaria (Grotta Castagnara) e da lì ovviamente deriva il nome di quest’azienda che francamente non conoscevo.

La produzione inizia in un periodo non ben precisato, pare che la famiglia Spiniello faccia da sempre vino! Il “vino di Cardone” lo chiamavano così a causa del soprannome del trisavolo Domenico ed è per questo che il cardo è l’emblema dell’azienda.

Un buon napoletano non può non conoscere la storia della propria terra, sulla quale tanti popoli hanno deciso di impiantare i propri regni lasciando grandi tracce del loro passaggio.
Territorio, arte, paesaggi mozzafiato e una cultura unica.
Tutte queste cose sono anche cardini di Cantine Astroni, storica realtà Napoletana nata alle pendici del cratere degli Astroni, storica riserva di caccia borbonica oggi Riserva Naturale Statale gestita dal WWF Italia.
Le eruzioni vulcaniche non sono certamente un fenomeno con quale non è facile convivere neanche per la “Daktulosphaira vitifoliae”, insetto dal nome impronunciabile, meglio conosciuto come fillossera, parassita che, proveniente dal nuovo mondo, attaccò i vitigni francesi nel 1863 fino ad arrivare anche all’estremo sud dell’Italia anni dopo.

Quando si cerca un vino da abbinare a piatti e antipasti a base di pesce , la Falanghina è sicuramente uno dei  primi vitigni che sceglieremo. Abbinamento tutt’altro che scontato se si pensa che il vino prodotto da questo particolare vitigno possiede un colore paglierino e note olfattive intense che spaziano dal frutto all’erba aromatica.

Sapidità e morbidezza si equilibrano al gusto ed aprono la strada ad una piacevole persistenza gusto-olfattiva.
In questi ultimi anni risulta uno dei vini più richiesti dai consumatori che si destreggiano tra le tante tipologie che vengono prodotte in Campania ,regione a tutti nota per le sue bellezze naturali e per il clima privilegiato baciato dal sole.

La Campania inoltre offre numerosi territori montuosi collinari e pianeggianti vocati alla vitivinicoltura.
Fortunatamente la Falanghina ha la capacità di adattarsi a diversi tipi di terroir carpendone tutte le peculiarità, riuscendo comunque a mantenere la sua propria personalità come se volesse lanciare degli indizi al degustatore per farsi individuare.

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