Abbiamo già incontrato l’azienda Elena Walch, raccontando il grande Gewurztraminer 2014, fatto con le uve provenienti dal bellissimo vigneto Kastelaz che si trova nel comune di Termeno. Oggi parleremo di un altro grande bianco dell’azienda, il Sauvignon 2014 da uve prodotte nell’altro prestigioso cru aziendale, il Castel Ringberg ubicato nel comune di Caldaro.

Il vigneto, prende il nome dall’omonimo Castello rinascimentale, costruito dagli Asburgo all’inizio del XVII secolo.  Il maestoso Castello emerge sul vigneto che, grazie ai 20 ettari di estensione, rappresenta la principale tenuta di Elena Walch, oltre a distinguersi come uno dei più estesi dell’intero Alto Adige. I ripidi terreni di origine morenica, i suoli calcarei, argillosi ed in parte sabbiosi rendono inconfondibile il terroir, contribuendo alla peculiare interpretazione nella coltivazione di differenti varietà d’uva.

Castel Ringberg costituisce quindi un punto d'incontro esclusivo tra svariati tipi di terreno risalenti all’era glaciale o a epoche successive, situati su una base di quarzo porfirico e limitati a ovest dalle Dolomiti. I pendii settentrionali sono composti da pietrisco di 30.000 anni fa originario dall’Adige, alternati a terreni morenici di più recente formazione. Nelle estremità più a nord e a sud del vigneto invece, il suolo è formato da residui di pietra calcarea rossastra, ideale per la propagazione delle radici delle viti, poiché ben aerata e dalla morbida consistenza.

Alto Adige, terra di confine e di vigneti. Terra che si contraddistingue da molto tempo per un comparto vitivinicolo caratterizzato da un sistema associativo molto evoluto. Qui le cantine sociali riescono a coniugare le esigenze spesso contrapposte dell’elevatissima qualità dei vini prodotti e del reddito garantito ai soci conferitori.

In questo contesto emergono alcune cantine private, molte a conduzione familiare. Una di queste è Elena Walch, nome della titolare dell’omonima azienda ormai nota in Italia e all’estero, azienda che con 55 ettari di vigneto coltivato in regime di elevata sostenibilità, oltre a una cantina tecnologicamente avanzata ed ecocompatibile, ha certamente contribuito alla rivoluzione qualitativa dell’Alto Adige.

I vini di Elena Walch devono rispettare un basilare principio: essere cioè l’espressione del proprio terroir, quindi del territorio in cui è prodotto, nonché del clima caratterizzato dalle grandi escursioni termiche e delle attività necessarie alla sua produzione. Ogni vigneto deve essere condotto rispettando le proprie peculiarità in modo tale che possa essere lasciato in eredità alle prossime generazioni. Arricchimento del suolo con sostanze organiche e residui del legni di potatura, rinuncia all’uso di erbicidi, estensione delle pratiche della coltivazione biologica, defogliamento e antagonismo biologico per il contrasto dei parassiti: sono soltanto alcuni dei principi adottati in azienda nella conduzione della vigna in un’ottica di rispetto e di tutela dell’ambiente.

Una testa a testa tra Elena Walch e Cantine del Coppiere


Premessa
Prima di entrare nel vivo dell’articolo una premessa: sono dell’opinione che il prezzo non sempre faccia la differenza e che spesso cantine meno conosciute (e magari con prezzi inferiori) possano lasciarci piacevolmente meravigliati, sarà questa una situazione simile?

 

Elena Walch: una piacevole e casuale scoperta
Ero abituato ad acquistare Gewurztraminer della cantina Cavit (costo per bottiglia 8-13 euro ), un ottimo prodotto che vale la pena certamente di provare.
Per puro caso (mancanza di prodotto) mi trovo ad acquistare la stessa tipologia di vino della cantina Elena Walch, cantina originaria proprio della zona del Tramin, prezzo per bottiglia 12-16 euro.
L’azienda ha una storia lunga (fondata nel 1869) e prestigiosa impreziosita dalla splendida zona in cui sono presenti i suoi vigneti.

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