Per effettuare un trasporto delle nostre bottiglie di vino dal Supermercato o Enoteca verso casa consiglio di dotarsi di un trasportino in plastica rigida con manico per evitare seccanti e dispendiose rotture di vetro.
Una volta a casa la conservazione del vino dipende dalla tipologia e dal tempo di utilizzo del vino stesso.
Il modo di conservare in vino varia a seconda della tipologia e del tempo che intercorre tra l’acquisto e quando prevediamo di berlo.
Ad esempio se abbiamo in programma una cena la sera stessa dell’acquisto ed intendiamo far bere ai nostri ospiti Prosecco, Champagne, Franciacorta o altri spumanti su antipasti o oltre pietanze l’ideale è conservarli in frigorifero ad una temperatura costante di 4° che ci consentirà di versare il vino alla temperatura ideale di 6-8°.

Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1993

Torno a parlare di Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva. Questa volta vi racconterò la prima edizione di questo vino, il millesimo 1993. Vino che ho avuto il privilegio di degustare durante una cena organizzata dal produttore e durante la quale si è tenuta la presentazione dell’ultimo nato della cantina: il vino cotto Livia.
La cornice non poteva essere migliore. L’evento si è tenuto presso il Ristorante Imàgo, all’ultimo piano dell’Hotel Hassler in via Sistina a Roma.
Atmosfera incantevole. Le luci soffuse del ristorante esaltavano la vista che si godeva dalle finestre panoramiche. Avvicinandosi ai vetri si vedeva tutto il centro storico illuminato della capitale, dove spiccava la maestosità della cupola della Basilica di San Pietro. Guardando in basso, ecco la meravigliosa scalinata di Trinità dei Monti.
Pochi commensali, una dozzina in tutto; oltre ad Enrico Marramiero e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori, ho riconosciuto alcuni personaggi da sempre legati al mondo del vino.
Sorvolo sull’ottima cena, nonché sull’impeccabile servizio del ristorante. Appena un cenno sugli altri splendidi vini dell’azienda, degustati prima e durante la cena: il metodo classico, da uve Chardonnay e Pinot nero, con 36 mesi di affinamento sulle fecce; il Trebbiano d’Abruzzo Altare 2011 e 1994 (il 1994 da due diverse bottiglie), Trebbiano di cui non posso che confermare lo stupore per la complessità, l’acidità e la bellezza del millesimo ventennale (avvalorando quanto scritto a proposito del Trebbiano d’Abruzzo Altare 1996); il Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 2010 (l’annata in corso, nella foto contenuto nel secondo bicchiere) e il Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero 2003; e infine il vino cotto Livia, ultimo nato e motivo che l’azienda ha individuato per riunirci attorno al tavolo.
Mi soffermo invece sul Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1993, come detto la prima annata del vino. Descrivendo il Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1994 , ci eravamo lasciati dicendo che avremmo dovuto attendere ancora del tempo per degustare al meglio quel campione. Al Vinitaly, con la frenesia che ne contraddistingue i ritmi, non era stato possibile.

L'Aur-oura un eccellenza del Monferrato

Tra le dolci colline dell’Alto Monferrato recentemente è stata terminata una nuova cantina, anzi quasi un piccolo gioiello: Rocco di Carpeneto.
Un luogo di pace circondato da vigneti che lascia spazio sia alla meditazione che alla degustazione di vini d’eccellenza.
Si tratta di un’area che comprende poco più di 5 ettari di vigneti, disposti in modo da cingere la cantina sul vasto pianalto del fluviale antico che contraddistingue questo piccolo terroir a nord del villaggio di Carpeneto.

Korsic - Collio Bianco 2012 e Collio Rosso 2010

Spesso mi trovo a consultare per acquisti o per curiosità, il listino, o meglio la gamma dei vini prodotti da un'azienda e sempre più frequentemente sono basito dalla quantità di etichette che anche le piccole realtà produttive riescono a sfornare per soddisfare il mercato, quello strano mostro che è il mercato, capace di creare e distruggere nel giro di pochi anni aziende senza i fondamentali, senza un'adeguata storia e programmazione.

La domanda allora mi sorge spontanea: "ma la specializzazione per chi ha meno di 10 ettari non sarebbe consigliabile come elemento distintivo rispetto alla concorrenza? Tre, diciamo cinque tipologie di vino prodotti non potrebbero essere un buon compromesso per la riconoscibilità e la qualità in un mercato e in una congiuntura economica sempre più cannibalizzante?"

I Korsic non nascono come famiglia produttrice di vini in Giabrana, provincia di Gorizia, a cavallo tra il Collio friulano e la Brda slovena, ma sono li da più di 150 anni, nella ristorazione, occupati nel settore agricolo e con le leve più giovani nel lavoro d'impianto di vigneti in varie parti d'Italia.

 

Secondo ciò che penso, il ruolo di un sommelier, degustatore, esperto di vino è quello di condividere e far conoscere il più possibile prodotti e cantine che meritino!

E’ per questo che tempo fa vi ho parlato dell’Azienda Agricola Vicentini. Oggi voglio parlarvi di due ottimi prodotti del buon Agostino: Soave Superiore DOCG Il Casale 2012 e Soave DOC Terre Lunghe 2012.

Non si tratta di sconosciuti, visto che il Soave Superiore DOCG Il Casale 2012 quest'anno ha ottenuto la Corona come Soave Superiore dalla guida VINI BUONI D'ITALIA 2014 ed è stato premiato dalla guida GAMBERO ROSSO con i 3 Bicchieri in VINI D'ITALIA 2014.

 

Abbiamo già parlato della cantina abruzzese Marramiero. L’abbiamo fatto raccontando uno strepitoso Trebbiano d’Abruzzo Altare di 18 anni, un vino incredibile per profumi e vividezza, dall’acidità ancora sorprendente e dalla notevole persistenza gustolfattiva avvertita dopo la deglutizione.
Pensavamo fosse una splendida eccezione, quasi un caso, un colpo di fortuna, un episodio. Evidentemente ci sbagliavamo. Non perché nel nostro panorama vitivinicolo non esistano bottiglie dalla simile longevità – anche se, specialmente per i vini bianchi, queste non siano così frequenti – ma piuttosto perché sembrava a noi impossibile che la stessa azienda potesse annoverare, tra le proprie creazioni, un altro vino monumentale. Monumentale e longevo.

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