Cari amici di Wineatwine, oggi vengo a presentarvi un nuovo abbinamento cibo vino tra filetto di manzo e chianti classico riserva 2010 se avete piacere provatelo e poi fatemi sapere cosa ne pensate...

Ingredienti:

  1. 1 Filetto di Manzo ( 250 gr.)
  2. Burro
  3. Rum Brugal
  4. Bicchierino di Porto Ruby
  5. Senape
  6. Pepe
  7. Sale
  8. Patate viola ( vitelotte )
  9. Latte
  10. Olio E.V.O.
  11. Basilico fresco
  12. Pomodorini ciliegino ( Decorazione )

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo le quenelle lessando le patate con la buccia dopo averle lavate.
Una volta cotte sbucciamole facendo attenzione a rimuovere tutti i puntini neri.

Colonnara, una cooperativa che annovera 110 soci, è una bella realtà marchigiana che si trova nella zona dei Castelli di Jesi, nel comune di Cupramontana. È un produttore molto impegnato nella valorizzazione delle peculiarità del Verdicchio, un’uva che riesce a stupirci per i vini che se ne producono. Vini sorprendenti, certamente per la loro propensione a saper attraversar il tempo ma soprattutto per le loro capacità evolutive.

Siamo dunque passati presso il loro stand per lasciarci stupire, come d’altra parte accade regolarmente tutti gli anni. Il motivo? La rara possibilità di degustare alcune annate storiche di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Cuprese da bottiglie magnum, bottiglie che vengono stappate per gli appassionati durante i giorni di fiera. Parliamo di un Verdicchio vinificato in acciaio, che trascorre anche un periodo sui lieviti. Abbiamo degustato due annate: un 2003 e uno spettacolare 1992.

 

Santapupa Abruzzo Doc Montonico 2012

Oggi andremo alla riscoperta di un antico vitigno autoctono a bacca bianca delle colline teramane, in particolare della zona dell’entroterra, nel comune di Bisenti.
Ciapparone, bottato, racciapollona sono alcuni sinonimi del vitigno Montonico Bianco, coltivato nel centro-sud d’Italia e presente in Abruzzo almeno dalla seconda metà del ‘800.  Negli ultimi decenni la coltivazione del Montonico ha avuto un calo importante tanto da rischiare la sua estinzione.

Sono passati alcuni anni da quell’evento che si tenne all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si trattava di “Sensofwine” di Luca Maroni una grandissima degustazione con banchi di assaggio che ripercorreva in lungo e in largo il meglio dei vini italiani. Fu in quella occasione che conobbi i figli di Mimmo Pasetti e in particolare Francesca dai capelli rossi, proprio come nonna Rachele, che da il nome al Montepulciano Testarossa, uno dei prodotti di punta di questa bella Azienda Abruzzese.

Parlammo dei vini di casa Pasetti e del Montepulciano come uno dei vini più interessanti e di maggior prospettiva. Mi ritrovai nel calice da degustazione, alla fine della batteria dei vini presentati da Pasetti alla manifestazione, un rosso cupo e impenetrabile. L’Harimann.

BARBARESCO CASCINA SARIA ANNATA 2001

GRADO ALCOLICO 14%

Sono circa 15 anni che questo vino viene prodotto da uno dei vigneti storici di Cascina Saria, un vigneto che è stato piantato circa 40 anni fa in uno dei terrori più interessanti tra le colline Langarole. Gli attenti e accurati interventi in vigna garantiscono un numero di trattamenti limitato al minimo. Anche per questo vino abbiamo un allevamento a guyot con rese di circa 70 q.li per ettaro, che è per me un ottimo punto di partenza per ottenere poi delle caratteristiche organolettiche nel bicchiere di sicuro interesse.
Non certo un vino semplice e scontato , questo barbaresco, prodotto di nicchia in sole 4500 bottiglie.

 

Il vino fonte di passione e fascino, attira continuamente l’interesse di molti appassionati che lo identificano come l’elemento principe della cultura enogastronomica Italiana. I colori, i sentori e i sapori che il vigneto Italiano generosamente ci regala sono molteplici. Numerose anche le tipologie tra cui scegliere, ma quando si vuole celebrare un importante avvenimento o quando  si vuole semplicemente fare “bella figura”, i vini rossi di prestigio la fanno da padrone. Struttura e corpo costituiscono il perno del vino ma è nell’invecchiamento che si racchiude la poesia. La capacità di evolvere di questi grandi vini grazie anche ad una buona spalla acida, è sorprendente e berli lo è ancora di più. L’affinamento permette a tutte le componenti del vino di collaborare insieme per raggiungere un armonico equilibrio. Non dimentichiamoci che sono stati proprio i grandi vini rossi ad aprire la strada  alla fama mondiale del vino Italiano.

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