In passato abbiamo degustato diverse espressioni di Fiano d’Avellino, uno dei vini d’eccellenza della Campania e dell’intero Paese. È sovente prodotto da piccole realtà rurali come l’Azienda vitivinicola Colli di Lapio, condotta da Clelia Romano. Proprio il Fiano d’Avellino 2009 di Colli di Lapio era stato recensito su Wine at Wine, quando era stato degustato in abbinamento ad un risotto alla zucca.

L’azienda Colli di Lapio è stata creata nella prima metà degli anni ’90 del secolo scorso. È situata nella vecchia masseria di famiglia in contrada Arianiello, piccola frazione del comune di Lapio. Il paese Irpino, situato a circa 550 metri sopra il livello del mare, si caratterizza per un clima secco e ventilato, per l’ottima soleggiatura estiva e per le forti escursioni termiche. E, più in generale, per offrire condizioni ottimali per la coltivazione della vite. Tanto che Lapio rappresenta il principale centro dell’areale del Fiano di Avellino, tra i 26 comuni dell’Irpinia dove è consentita la produzione di questo vino. E Arianiello è da considerarsi come un vero e proprio grand cru per il Fiano d’Avellino.

Fiano D’Avellino Clelia Romano 2012: quota rosa e meritocrazia del vino

Perdonatemi sono un femminista! Sono un femminista perché non credo nella quota rosa, sono maschilista perché non sopporto quelle donne che si nascondono dietro alle regole sfruttandole, sono maschilista perché odio le donne che fanno carriera ed ottengono risultati sfruttando la bella presenza, gli occhi dolci e la stupidità di certi uomini, mi stanno sulle scatole quelle donne che usano i figli come arma per ricattare i padri. Queste donne fanno male alle donne stesse.
Scusatemi se sono femminista! Sono femminista perché amo le donne competenti, stimo le donne che si fanno largo da sole, mi piacciono le donne che si danno da fare, rispetto le donne che scelgono la carriera, la famiglia o entrambe; adoro quelle che non sentono necessarie le regole e la quota rosa per farsi spazio: perché loro si fanno strada da sole senza aver bisogno di nessuno.
Il mondo del vino è pieno di donne serie, forti e competenti: Clelia Romano è una di queste.

La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come ad esempio l’anguria, ed è un frutto arrivato dalle Americhe grazie ai viaggi del XVI secolo. È in gran parte costituita da acqua (circa l’80 %), quindi da grassi (9%), carboidrati (8%) e proteine (3%). Noi l’abbiamo utilizzata per preparare una versione di risotto assieme alla provoletta affumicata.

Abbiamo voluto provare l’abbinamento tra questo risotto alla zucca con un Fiano d’Avellino donatomi dal mio amico Francesco. Per l’esattezza parliamo del Fiano d’Avellino 2009 di Colli di Lapio, azienda condotta da Clelia Romano, vino capace di attraversare il tempo e di esprimere 13,5° alcolici.

Ingredienti utilizzati per 4 persone:

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