La Cantina di Soave è la più antica realtà consortile non solo di Soave, ma di tutto il Veneto. Nasce nel 1898 in via Roma, nel 1930 conta 115 soci, che diventano 434 nel secondo dopoguerra per arrivare ai 2200 attuali. Una storia più che centenaria che arriva all’attuale assetto produttivo lungo diverse tappe: nel 1962 con la realizzazione del nuovo stabilimento di vinificazione in viale Vittoria, cui si aggiunge nel 1994 il nuovo sistema di imbottigliamento che si estende su 12.000 metri quadrati; nel 1996 avviene la fusione con la Cantina di Cazzano di Tramigna, dove oggi si trova il centro di appassimento per la produzione dell’Amarone; nel 2003 con l’inaugurazione della cantina di Borgo Rocca Sveva in via Covergnino a Soave, attivo dal 2001; nel 2005 con l’incorporazione della Cantina di Illasi; e nel 2008 con l’acquisizione della Cantina di Montecchia.

Amarone Cantina di Soave 2007

Il confronto con Ludi e 57
L’ultimo vino della nostra mini rassegna, non è certo l’ultimo della classifica di gradimento.
Questo Amarone prodotto nel veronese si colloca all’apice della mini classifica dei prezzi sovrastando sia il 57 di Moio che il Ludi di Velenosi .
Il vino in questione, vincitore della all’International Wine Challenge di Londra, è prodotto da Cantine di Soave  prestigiosa realtà pluridecorata alla medesima manifestazione anche in altre categorie con medaglie d’argento.
Un’occasione di consumo diversa rispetto ai suoi predecessori (negli articoli precedenti).

In questo articolo parleremo di tre vini rossi che in comune hanno solo il nome e la qualità del prodotto.
Tutti questi vini sono prodotti che consiglierei sicuramente a chiunque in occasioni di consumo differenti.
Il nostro excursus partirà dal vino più economico fino ad arrivare al meno accessibile e si muoverà da sud a nord.

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