Il vino fonte di passione e fascino, attira continuamente l’interesse di molti appassionati che lo identificano come l’elemento principe della cultura enogastronomica Italiana. I colori, i sentori e i sapori che il vigneto Italiano generosamente ci regala sono molteplici. Numerose anche le tipologie tra cui scegliere, ma quando si vuole celebrare un importante avvenimento o quando  si vuole semplicemente fare “bella figura”, i vini rossi di prestigio la fanno da padrone. Struttura e corpo costituiscono il perno del vino ma è nell’invecchiamento che si racchiude la poesia. La capacità di evolvere di questi grandi vini grazie anche ad una buona spalla acida, è sorprendente e berli lo è ancora di più. L’affinamento permette a tutte le componenti del vino di collaborare insieme per raggiungere un armonico equilibrio. Non dimentichiamoci che sono stati proprio i grandi vini rossi ad aprire la strada  alla fama mondiale del vino Italiano.

Dai colori intensi, profumi inebrianti e spiccata mineralità, i vini bianchi dei territori vulcanici assorbono tutte le peculiarità di quei suoli unici, donando vini irreplicabili.
In questo articolo tratteremo in particolare di vini Vesuviani che stanno riscuotendo i favori dei consumatori che ad ogni sorso ne rimangono estasiati.
Il successo del loro gusto è da imputare infatti al tipo di terroir ricco di minerali tra cui il potassio che influenza positivamente il grado zuccherino dell’uva e il fosforo che conferisce finezza al vino.

Sorprendenti e mai scontati, con una complessità che non si ferma di certo alle classiche sensazioni sapide, tra i vini di questa zona meritano particolare attenzione quelli prodotti da piccole realtà che grazie alla loro eccellenza valorizzano il territorio d’origine.
 

L’Italia terra da sempre vocata alla coltivazione della vite grazie anche a condizioni pedoclimatiche favorevoli, offre uno scenario veramente vantaggioso per colture di qualità. Molte cantine infatti, mosse da passione e caparbietà, rivalutano dei territori spesso purtroppo dimenticati, come accade per la cantina vitivinicola Monte Somma Vesuvio. Sempre legati alle meravigliose radici di provenienza, misero a vite dei terreni abbandonati immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio. Giuseppe Campanile nonchè fondatore dell’azienda, capì che questi territori sottovalutati erano in realtà fertili e capaci di donare dei vini di pregio ancora oggi. La nascita dell’azienda rappresenta dunque una significativa valorizzazione di questo terroir e di quei vitigni autoctoni messi nel dimenticatoio. Nicola Campanile titolare dell’azienda, ci lascia un’interessante intervista, dove spiega il lavoro che svolgono per tenere sempre alta la qualità dei vini e l’onore di questo paese chiamato “Pollena Trocchia”. Dalle risposte che ci sono state date, traspare anche una grande energia e soddisfazione di chi, nonostante tutto, riesce a realizzare un’azienda vitivinicola solo con le proprie forze.

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