L’azienda Farnese è una giovane realtà che nasce in Abruzzo, in pochi anni l’azienda cresce rapidamente e da vita al Gruppo Farnese Vini che espande i vigneti su tutto il territorio del sud Italia in particolare anche in Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia.

Da qui l’idea di racchiudere in un'unica bottiglia tutta la massima espressione dei principali vitigni autoctoni del sud Italia, nasce cosi “Edizione Cinque Autoctoni” prodotto da un assemblaggio di uve autoctone e in particolare, Montepulciano 33%, Primitivo 30%, Sangiovese 25%, Negroamaro 7%, Malvasia Nera 5%.

Un azzardo forse?

Una dei vitigni italiani più difficili da interpretare ma dalla grande potenzialità è sicuramente rappresentato dall’Aglianico.
Varietà in notevole sviluppo qualitativo che nei decenni passati era stata sempre trascurata sia per quanto riguarda le tecniche di allevamento sia in quelle di vinificazione preoccupandosi solo dell’alta resa che questo vitigno può dare.
Mi piace definire L’Aglianico “ Il nostro Cabernet sauvignon” per la sua prorompenza , per la grande struttura e intensità che dà al suo vino .

La scorsa estate siamo riusciti a organizzare una visita alla Cantina Torre dei Beati, prima che il proprietario, Fausto Albanesi, provasse a prendersi qualche meritato giorno di vacanza, e grazie alla sua grandissima disponibilità a metà mattina eravamo nelle sue mani, pronti a visitare la cantina di Torre dei Beati, sperduta tra le colline di contrada Poggioragone, nel comune di Loreto Aprutino (PE). Fausto ci mostra subito gli impianti di cantina, i soliti tank d’acciaio a doppia parete con refrigerazione per il controllo della temperatura, qualche barrique francese in attesa di riempimento, ma quel che ci propone come fiore all’occhiello è il tavolo di selezione, una macchina sulla quale l’uva, rovesciata dalle cassette, scorre sotto l’occhio di selezionatori che decidono cosa destinare o meno alla vinificazione, in modo da governare al meglio l’uniformità della maturazione. E' lo step finale di una vendemmia in più passate (fino a 5-6) con selezione dei migliori grappoli, lasciando in pianta quelli che necessitano ancora il contributo della natura per arricchirsi e donare il meglio delle proprie sostanze.

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