Abbiamo incontrato qualche tempo fa la cantina piemontese Ferraris, una delle aziende vitivinicole di punta per la produzione di Ruché e di cui abbiamo già recensito il Ruchè Opera Prima e il Ruchè Clasic. Ma un’azienda del Monferrato che si rispetti non può non avere una produzione propria di Barbera, vitigno che giusto nel Monferrato trova il suo territorio d’elezione. E del racconto di una versione molto particolare di Barbera è quello di cui ci occuperemo oggi.

Siamo a Castagnole Monferrato, nell’area collinare che si trova a nord-est di Asti. L’azienda, che ora si estende su 37 ettari e che produce quasi 200.000 bottiglie, si distingue per possedere diversi cru, ossia vigneti che per le particolari esposizioni e per il pregio delle uve che vi si producono, danno vita a vini di qualità molto elevata.

E dal vigneto di San Marcellino, provengono le uve con cui viene prodotta la Barbera Birbetta, nome certamente evocativo della sua caratteristica distintiva: stiamo parlando di una Barbera frizzante, come nella tradizione del Monferrato. Il vigneto, impiantato su un terreno argilloso-calcareo e tufaceo, si trova a un’altitudine di 200 metri e presenta un’ottimale esposizione a sud-ovest. Il sistema di allevamento è il Guyot con una densità d’impianto di 5000 ceppi per ettaro.

Sapevate che Barbera non è solo un’uva piemontese? No non hanno tentato di sperimentare e piantare viti di questo tipo nel Sannio; semplicemente siamo di fronte ad un’omonimia!

Certamente meno conosciuta della cugina, quest’uva gli somiglia davvero molto poco!

Penalizzata dal nome altisonante, come accade talvolta con i figli (ed in genere i parenti) d’arte; la storia della Barbera del Sannio è davvero misteriosa e si arricchisce di anno in anno di nuove versioni.

 

Ci sono persone con le quali al primo sguardo instauri un’intesa, capisci che chi ti è di fronte ha qualcosa in comune con te anche se non sai cosa; alcune volte incontriamo questi individui affini negli ambienti dove meno ci aspetteremo e man mano viene fuori ciò che ci legava in quella vicinanza inspiegabile.
Chi mi ha fatto provare questo vino appartiene esattamente a questa categoria di persone, col tempo abbiamo scoperto le cose che ci accomunano: una di queste, tante, è la passione per il vino.
Non ci vediamo spesso, ma quando lo facciamo ci scambiamo vini delle nostre terre o dei posti in cui siamo stati nel frattempo.
Orgoglioso ed innamorato della sua terra il mio amico ha deciso di farmi provare questo prodotto: 50 anni di Barbera prodotto dalla Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli.
Il vino è dedicato al primo mezzo secolo di attività della cantina, si presenta con un’etichetta semplice, accattivante e giovanile che ben si addice ad un vino di “pronta beva”.

E' un I.G.T. Emilia, allevato a Guyot semplice, un Rosso dei Colli di Parma “musicato” in quel d'Ozzano Taro.

Il nome è la prima cosa che attira l'attenzione. Altisonante. Greve. Altero. Incute quasi timore nella voglia d'arrivare a quel sorso capace di svelarne ogni segreto facendoti impelagare spazientito nell'inconsistenza dei tuoi pensieri. NABUCCO. Un nome difficile da portare, ebbro d'enfasi, che potrebbe mal custodire l'incombere d'una figuraccia, proprio li, dietro l'angolo.

L'etichetta me la son guardata a casa, giorni e giorni dopo, con calma, indagandola da ogni lato. Vien da dire “anima nera su cuore bianco”, nell'eterno dilemma fra Bene e Male, singolar tenzone fra gli opposti che si attraggono, ma sarebbe come indagare un confine fumoso la cui soluzione potrei intravederla solo dopo alcuni bicchieri stracolmi e una scorta abbondante di cachet.

L'incontro-scontro, qui, in questo Nabucco, è fra due nobiltà, Barbera e Merlot. Si trovano e si amano, dapprima un po' timidi, poi senza freni inibitori. E' la femmina a corteggiare (e sì, la Barbera è donna e il dibattito m'intriga; ahimè, il disquisir sul sesso dei vini è come dissertare, né più né meno, su quello degli angeli). 70% di “Dama Barbera”, 30% di “Messere Merlot”. Si assaggia l'equilibrio fra le parti. Incontro romantico o baccanale? Il dubbio rimane e cosi sia. Ognuno vi ritroverà il proprio desiderio.

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